Codacons a Confcommercio: è crisi
Il Codacons ”contesta con fermezza” i dati, considerati ”sballati”, forniti ieri da Confcommercio sulla tenuta dei consumi nel periodo natalizio.
Secondo l’associazione dei consumatori a Natale i consumi sono crollati e nemmeno i saldi anticipati sono serviti a salvare il settore abbigliamento e calzature.
L’associazione sostiene: “Secondo Confcommercio frena il calo dei consumi, che a Natale registrerebbero ‘solo’ un meno 0,5per cento, un dato, a loro dire, positivo. Per la Confcommercio, dunque, “si è così attenuata la tendenza negativa dei consumi”, “si conferma la previsione di una sostanziale tenuta dei consumi” e addirittura risulterebbe un “comportamento delle famiglie nel periodo natalizio non particolarmente difforme da quanto tenuto negli anni precedenti”.
Codacons invita a considerare “l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (Icc) in quantità , che è l’unico indice da considerare per valutare se ci sono stati effettivamente dei consumi in calo, visto che non si incorporano gli aumenti dei prezzi, si regista a dicembre un meno 3,1per cento per Abbigliamento e calzature e un meno 2,5 per Beni e servizi per la casa (arredamento per la casa, elettrodomestici, radio tv registratori, generi casalinghi, utensileria per la casa), ossia si registra un netto calo delle due voci principali che riguardano i regali di Natale. Non miglior sorte tocca a Beni e servizi ricreativi (giocattoli, libri…) che registrano un meno 2 per cento rispetto al Natale scorso”.
I consumatori concludono: “Se a questo, poi, aggiungiamo che a Natale, pur di ravvivare i consumi, i negozianti, in violazione delle leggi, avevano fatto i saldi anticipati con sconti del 30%, anticipando le vendite di gennaio 2009, e che, sempre secondo l’Icc della Confcommercio del dicembre 2007, il Natale di allora era già stato magro e quelle stesse voci avevano già registrato un calo consistente (Abbigliamento e calzature dicembre 2007 rispetto a dicembre 2006 meno 0,6 per cento, Beni e servizi per la casa meno 0,9, ci domandiamo come possa l’organizzazione ritenersi ottimista sui consumi degli italiani. Se a questo, poi, aggiungiamo che a Natale, pur di ravvivare i consumi, i negozianti, in violazione delle leggi, avevano fatto i saldi anticipati con sconti del 30%, anticipando le vendite di gennaio 2009, e che, sempre secondo l’Icc del dicembre 2007, il Natale di allora era già stato magro e quelle stesse voci avevano già registrato un calo consistente, ci domandiamo come possa l’organizzazione ritenersi ottimista sui consumi degli italiani”.


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