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Altro che ronde, gli stupri sono diminuiti

Autore: barbera. Data: mercoledì, 25 febbraio 2009Commenti (0)

Dopo gli allarmi lanciati dal centro-destra si organizzano ronde contro l’invasione criminale che starebbe travolgendo il Paese e per difendersi dalla crescita esponenziale degli stupri, compiuti dagli stranieri.

rondePuntuale la strumentalizzazione è stata smentita dai dati diffusi dal Dipartimento della Pubblica sicurezza. In Italia gli episodi di violenze sessuali nel 2008 sono diminuiti dell’8,4 per cento.

Analizzando l’andamento del fenomeno nel triennio 2006-2008, risulta che gli autori delle violenze contro le donne sono di nazionalità italiana nel 60,9 per cento dei casi. I romeni, nell’imaginario popolare indotto dalle notizie dei media, sono solo al 7,8 per cento (53 punti in meno dei nostri connazionali), mentre i cittadini del Marocco si fermano al 6,3.

Le vittime di violenza sessuale sono all’83,3 per cento donne e di nazionalità italiana al 68,9 per cento. La maggior parte degli stupri rientra nelle violenze sessuali non aggravate, anche queste in diminuzione del 7,4 per cento.

I casi di stupro di gruppo, dopo un incremento di quasi l’11 per cento registrato nel 2007, sono diminuiti del 24,6 per cento, mentre per le violenze sessuali aggravate, nel triennio 2006-2008, è stato registrato un calo del 16% per cento.

Nel 2007 in Italia era stato registrato un aumento dei casi di violenza sessuale del 5 per cento rispetto al 2006 (da 4.821 a 5.062 episodi). Lo scorso anno le forze di polizia hanno individuato 8.845 autori di violenze sessuali, a fronte di 8.749 segnalazioni nel 2007 e di 7.715 nel 2006. Si deve ricordare che le misure nel campo della sicurezza che hanno permesso un calo del fenomeno furono prese dal precedente governo Prodi.

In un quadro di totale travisamento della realtà, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni sulle ronde ha sostenuto “Questo bisogna dirlo con chiarezza e svelare l’ipocrisia di chi dice di essere per la legalità e invece sostiene o favorisce iniziative che sono al di fuori di ogni controllo. Noi intendiamo regolare in modo chiaro e preciso questa azione coinvolgendo i cittadini ma sotto il controllo del Prefetto, del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, privilegiando le associazioni di carabinieri in congedo, di ex poliziotti e con una formazione e una selezione che oggi non c’è”.

Ignorando i dati, ma forse molto interessato ad inseguire un sentimento popolare di intolleranza spesso nutrito dalle notizie diffuse dai media il ministro ha aggiunto: “Ci devono essere persone preparate che sono coloro che per tutta la vita si sono occupati di sicurezza come carabinieri, poliziotti, polizia locale e chi non l’ha fatto dovrà, invece, fare un corso di formazione per essere adeguatamente preparato. C’è una mappa di centinaia di Comuni in Italia dove ci sono iniziative di questo genere che nella migliore delle ipotesi sono gestite da un regolamento comunale, ripeto nella migliore delle ipotesi; altrimenti queste sorgono spontaneamente, ed esprimono un’esigenza di controllo del territorio, ma la esprimono in modo sbagliato. Col nostro decreto vogliamo condividere la richiesta di partecipazione che viene dai cittadini; è una cosa giusta il fatto che i cittadini partecipino, ma vogliamo che sia una cosa regolata e controllata dalle forze dell’ordine. E con il decreto lo facciamo”.

La delegittimazione implicita per il lavoro delle forze dell’ordine, che in questi mesi e con risorse sempre più esigue hanno ottenuto risultati di rilievo, è chiara, specialmente alla luce dei dati appena diffusi.

Smentendo il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che ha lanciato una campagna di grande effetto contro il popolo romanì e gli stranieri in generale, il presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo, durante il convegno ‘Dalla malavita al bene comune: prima giornata regionale per la fruizione sociale dei beni confiscati’, ha detto: “Bisogna dire i nomi delle ‘ndrine, delle famiglie camorristiche e mafiose” aggiungendo quindi: “E’ evidente che non siamo in Sicilia, nè a Reggio Calabria o in Campania. E’ altrettanto evidente che la criminalità organizzata c’è a Roma perchè ci sono gli affari, perchè è la Capitale d’Italia”.

Durante la conferenza è emerso che l’emergenza criminalità a Roma è sempre meno legata a piccoli episodi di delinquenza e sempre più alla presenza di gruppi organizzati, che approfittano della crisi economica che investe la Capitale e il Paese per prendere possesso del territorio. Su questo non si è ancora ascolato alcun avviso di reazione da parte del governo e tantomeno dal ministero dell’Interno.

Per Marrazzo l’impegno della Regione, di fronte alla crescita di mafia, ‘ndrangeta e camorra, sarà “di non dare tregua e di utilizzare tutta la competenza di cui si dispone. Io  mi sento più sicuro in uno Stato in cui poliziotti, carabinieri e guardia di Finanza sono supportati da una cultura diffusa di legalità, in uno Stato in cui hanno più uomini e più risorse. Sono preoccupato perchè anche qui sta arrivando la crisi e la società è più debole”. I

In questo contesto, per il presidente della regione, la criminalità organizzata “arriva nelle strade della nostra città non con i mitra, ma con i soldi: si prendono i locali storici di Roma”.

La situazione italiana è sempre più preoccupante, perchè i proclami sul ‘pugno di ferro’ lanciati dal governo contro i migranti, presunti responsabili di qualunque episodio di violenza, lasciano spazi immensi alle organizzazioni mafiose che nel frattempo estendono il controllo del territorio anche al di fuori delle regioni nelle quali sono tradizionalmente radicate.

Intanto la realtà diventa surreale. Due giorni fa, sempre a Roma, sei donne aderenti a ‘La Destra’ si sono organizzate per perlustrare il quartiere dell’Eur, lanciando così le  prime ronde “rosa”. Però piove con insistenza ed allora il segretario del partito di Storace nel XII Municipio, Stefano Ambrosetti, sulla possibilità che l’iniziativa fallisse per colpa di Giovepluvio, ha dichiarato: “Del resto piove tanto e non si può chiedere a delle signore di andare in giro”.

Le imperterrite volontarie non si sono tuttavia scoraggiate e con una mezz”ora di ritardo e due uomni di scorta hanno affrontato le vie di una Roma immaginata come era il Bronx newyorchese di vent’anni fa.

Subito ispezione al famoso laghetto dove “sono stati segnalati dei guardoni”, poi controlli sulla Laurentina. Ambrosetti ha spiegato: “Le nostre sono ronde politiche, che nulla hanno a che fare con quelle previste dal decreto sicurezza e alle quali siamo contrari. Pensiamo, infatti, che il governo debba preoccuparsi, piuttosto, di reperire fondi per le forze dell’ordine”.

Per il collaboratore di Storace, ‘La destra’ non ha alcuna intenzione di sostituirsi a polizia e carabinieri: “Vogliamo solo collaborare e segnalare all’autorità ciò che vediamo. Ora mi scusi, c’è un’auto sospetta”. Si trattava di un ‘italiano’, che si era pacificamente addormentato sul sedile perchè stanco.

Intanto Alessandra Mussolini, parlamentare del Pdl, ha detto: ”Sono contraria al fatto che un partito organizzi le ronde non per garantire la sicurezza, quanto per fare propaganda politica sulle nostre spalle. Le ronde o restano di persone neutre, che non abbiano alcun riferimento politico o diventano una buffonata dannosa per il Paese”.

Insomma, tanto per cambiare, non si capisce più nulla.

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