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Adesso Beppino Englaro è indagato per omicidio

Autore: . Data: venerdì, 27 febbraio 2009Commenti (0)

La persecuzione che alcuni ambienti integralisti cattolici hanno messo in atto contro il padre di Eluana non ha sosta. In nome di una verità considerata assoluta.
intransigenzaSolo ieri il sostituto Procuratore della Repubblica di Tieste, Federico Frezza, aveva giudicato “inesistente in radice” il reato sul quale avevano indagato i Carabinieri (inosservanza dei provvedimenti dell’autorità; art. 650 del Codice Penale) e riferito alle foto scattate ad Eluana nella stanza della casa di riposo La Quiete di Udine da una giornalista e da un fotoreporter su richiesta della famiglia.

Per il magistrato non esiste un provvedimento restrittivo dell’autorità e il protocollo deciso dal tribunale di Milano per l’interruzione è una scrittura privata.

Oggi, secondo il ‘Messaggero Veneto’, la procura di Udine “ha aperto un fascicolo ipotizzando l’accusa di omicidio volontario aggravato e 14 persone sono state iscritte nel registro degli indagati”.

Si tratta di Beppino Englaro, del primario Amato De Monte e tutti gli infermieri che hanno seguito Eluana nella casa di cura la Quiete. Ad indurre il capo della Procura friulana, Antonio Biancardi, ad avviare l’inchiesta sarebbe stato il contenuto di uno degli innumerevoli esposti arrivati anche in Procura quando Eluana fu ricoverata.

Secondo indiscrezioni di stampa sarebbe stata ‘Scienza & Vita’ a consegnare gli atti per la denuncia. Per l’associazione  ”non può e non deve prevedere la possibilità di rinunciare all’alimentazione e all’idratazione. Una tentazione, quest’ultima, che emerge nelle schiere dei laici e talvolta si insinua persino in ambienti cattolici e che deve essere assolutamente respinta”.

L’accanimento dell’integralisimo cattolico non accenna a voler consentire alla famiglia Englaro la possibilità di superare gli ultimi diciasette anni di dolore in un giusto sentimento di tranquillità.

Ma quest’ultimo episodio è ancor più grave perchè mostra come nel Paese vi sia una parte molto circoscritta di credenti integralisti che ritiene di possedere codici etici, di scelta e comportamento che dovrebbero essere applicati a tutti i cittadini italiani. Una idea della religiosità che non consente e prevede l’idea stessa dell’esistenza del pensiero laico e neppure dei diritti che ai credenti di altre fedi religiose ed ai non credenti un paese democratico deve garantire.

Giuseppe Campeis, legale della famiglia Englaro, ha definto l’attuale procedimento un atto prevedibile ”che ci permette di svolgere le nostre attività difensive in contraddittorio”:

L’avvocato ha spiegato:”Era un atto atteso solo che, forse, doveva giungere il giorno stesso della morte della donna. Per noi non cambia nulla  ora avremo modo di chiarire tutto in contraddittorio”

Secondo l’avvocato udinese, tuttavia, la Procura della Repubblica di Udine non ha ancora risolto il dubbio ”se quanto avvenuto alla Quiete sia stato legittimo oppure no. Per questo che il Procuratore sta lavorando su due fronti”.

Resta il fatto che, nel progressivo imbarbariento del clima interno italiano, il non riconoscere le ragioni dell’altro è diventanto un elemento costante e questo fatto rischia di frantumare l’unità nazionale. Inoltre, il voler rendere il sentimento religioso motore di un processo politico, come sembra avvenire alla luce delle prese di posizione di alcuni ambienti cattolici integralisti, genera ideologie, per loro natura intransigenti e con connotati egemonici e fascisti. E questo è un pericolo per la convivenza civile, la democrazia e i diritti civili di tutti gli italiani.

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