Via la pubblicità dalla tv francese
In serata il canale France 2 non la trasmette più e l’ascolto esplode. In Italia la notizia si perde nel nulla. Un articolo per ‘Tu Inviato’.
La notizia è stata riportata dai principali quotidiani come un avvenimento insignificante: il Presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha ottenuto che le reti televisive pubbliche, le equivalenti delle nostre tre reti Rai, non trasmettano più pubblicità di alcun genere dalle ore 20 alle ore 6.
E che questa decisione, dal 2011, venga estesa alle 24 ore.
Immediata la reazione positiva dei francesi, con un aumento di circa tre milioni di telespettatori.
Una decisione allarmante, se si pensa al patrimonio finanziario che verrà a mancare alle produzioni televisive.
Ci si domanda come possa un presidente rischiare conseguenze indubbiamente impopolari tra i magnati del mondo economico del proprio Paese se non esistessero ragioni valide a salvaguardia del cittadino comune.
Ma l’avvenimento sensazionale si è verificato in Italia, dove a tale notizia non hanno dato alcuno spazio nè i telegiornali, troppo presi a commentare l’esordio del Grande Fratello 9, nè i talk-show troppo presi a commentare il fattaccio Alitalia, nè le emittenti radio di qualsivoglia appartenenza politica.
L’italiano, dall’adolescente al pensionato, deve essere oggetto di un continuo bombardamento mediatico, non solo per costringerlo al consumismo, ma soprattutto per lavargli e strigliarli a dovere il cervello.
Probabilmente qualcuno ne trarrà importanti vantaggi.
E perchè allora si dovrebbe gettare il seme della discordia? Chissà mai che l’italiano possa svegliarsi improvvisamente ed esigere, alla pari del cugino francese, una visione indisturbata di tre reti televisive di cui paga l’abbonamento.
Ed allora….silenzio stampa e mediatico in generale. E buona pubblicità a tutti.
Giancarlo Belluso


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