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Veltroni il riformista confuso

Autore: . Data: mercoledì, 21 gennaio 2009Commenti (0)

Il segretario del Pd non perde occasione per evitare polemiche a sinistra. Oggi è la volta di Cremaschi, che reagisce con durezza alla proposta di tagliare le pensioni per finanziare la cassa integrazione.
veltroniGiorgio Cremaschi, della segreteria nazionale della Fiom, commentando l’intervista del leader del Pd, Walter Veltroni, al Sole 24 Ore ha detto: ”Tagliare le pensioni in questo momento per finanziare la cassa integrazione non solo è un’iniquità sociale, non solo ripropone la guerra tra i poveri, ma è anche una misura stupida e inefficace perchè nasconde i costi e le dimensioni della crisi”.

Cremaschi ha aggiunto che “in un’intervista dove abbonda la confusione, compreso il fatto di mettere insieme Willy Brandt e la signora Tatcher, che sono stati all’opposto su tutto,  il segretario del Pd si dichiara disponibile a tagliare le pensioni per finanziare i costi sociali della crisi. E’ la solita minestra, sono i lavoratori che devono autofinanziarsi, devono pagare altri lavoratori che perdono il posto. E’ una misura in pura continuità con le politiche economiche che hanno portato alla crisi, ma evidentemente i principali politici italiani, di destra e di sinistra, non sono capaci di andare oltre. E’ anche contro questa politica che i metalmeccanici, i lavoratori pubblici e tanti altri scenderanno in piazza”.

Nell’intervista il leader del Pd aveva detto fra l’altro: “Il problema dell’Italia è che non ha mai avuto una storia riformista: non c’è mai stato nulla di paragonabile a una Thatcher o a un Blair, a un Brandt o a un Aznar”.

Cremaschi non sbaglia quando afferma che Veltroni è in preda alla confusione, perchè non esiste nessun tipo di collegamento tra i quattro personaggi, mentre per due di loro, Thatcher ed Aznar, appare difficile ricondurli ad un profilo ‘riformista’, anche se ormai la parola vuol dire tutto ed il contrario di tutto.

Per l’ex primo ministro britannico si ricordi che dopo la recente crisi finanziaria la sua dottrina e quella del presidente americano Ronald Reagan sono state considerate da numerosi analisti il punto di partenza del disastro.

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