Ue: l’Italia non fa attenzione all’aria
La Commissione europea ha avviato contro l’Italia e altri nove Stati membri dell’Ue una procedura d’infrazione per la violazione della norma comunitaria sulla qualità dell’aria
In una nota diffusa a Bruxelles la Commissione annuncia di avere inviato una prima lettera di avvertimento a Italia, Germania, Spagna, Polonia, Bulgaria, Romania, Lituania, Finlandia, Irlanda e Lussemburgo.
In particolare Bruxelles si riferisce alla normativa concernente le particelle pericolose in sospensione note come Pm10. “Queste particelle -spiega un comunicato diffuso a Bruxelles- emesse principalmente dall’industria, i veicoli e il riscaldamento domestico possono provocare asma, problemi cardiovascolari, cancri al polmone e portare a una morte prematura”.
La normativa sulla qualità dell’aria era entrata in vigore lo scorso giugno. “Poichè l’inquinamento atmosferico -ha commentato Stavros Dimas, commissario all’Ambiente- ha grave impatto sulla sanità , il rispetto delle norme deve essere la nostra priorità assoluta. Le proroghe per adeguarsi concesse, in alcune condizioni, dalla nuova direttiva sulla qualità dell’aria non devono ritardare l’adozione di misure che puntino alla riduzione delle emissioni. Inoltre -prosegue il commissario- è altrettanto essenziale che, quando le proroghe non sono applicabili, le norme siano pienamente rispettate. Ecco perchè i margini lasciati agli Stati membri saranno combinati con misure rigorose di controllo dell’applicazione da parte della Commissione”.


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