Sognando (un gol di) Beckham
Il calciatore inglese ha realizzato domenica il primo gol con la maglia del Milan. Tra flash dei fotografi e chiacchiere al vento
Ecco che il baronetto, il divo del calcio britannico per pochi mesi alla corte di Berlusconi, ha addirittura segnato il suo primo gol in rossonero.
Niente male per un calciatore ultimamente noto solo per essere il marito della più famosa Spice girl e per essersi degnato di soggiornare a Milano in un alberghetto da settemila euro a notte.
Da domenica sera Beckham festeggia, e ha persino ragione. Prima di segnare si era addirittura concesso anche il colpo di classe che ha ricordato i giochi di prestigio del francese Zinedine Zidane, mettendo a sedere l’avversario dopo averlo aggirato accompagnando la palla col suo piede preferito, il destro. Inoltre aveva recuperato decine di palloni, deliziato il pubblico di Bologna con assist millimetrici. Poi è arrivato il gol, con la palla che si è insaccata tra il primo palo e il portiere avversario Antonioli.
Ma cronaca pallonara a parte, si sono scatenate le voci sul futuro del gioiello inglese. Davvero andrà via? Davvero Galliani e Berlusconi non faranno nulla per trattenerlo?
Se la sentirà l’asso britannico di abbandonare il Milan per tornare a Los Angeles dai modesti Galaxy (per quanto lo seppelliscano di denari)?
Ai giornalisti che si assiepavano dalle sue parti a fine partita, Beckham si è lasciato sfuggire un “Vedremo”.
Anche l’allenatore rossonero, Carlo Ancelotti, a questo punto ci spera. Vorrebbe tanto che la meteora diventasse stanziale. Gli piacerebbe che il giochino del calciatore arrivato soltanto per un ritorno pubblicitario e d’immagine potesse arricchire una rosa di giocatori già stellare.
Naturalmente, il circo Barnum del calcio, l’indotto del “gioco più bello del mondo” si è messo in agitazione, per la gioia dei capiredattori che si sono ritrovati titoli a nove colonne anche per i giorni della settimana che tirano di meno in edicola.
Sarà contento anche il premier, sia per aver dimostrato per l’ennesima volta che il suo fiuto da pubblicitario è sempre quello di un cane da tartufi, sia per aver trovato un diversivo rispetto all’ennesima polemica. Che riguarda, un’altra volta ancora, le belle donne, tra uno stupro e l’altro.


Lascia un commento