Settimana lavorativa di 3 giorni in Inghilterra
L’Independent on Sunday ha sostenuto ieri che il governo inglese sta valutando la possibilità di incentivare le aziende affinchè riducano la settimana lavorativa a tre giorni. In Gran Bretagna la recessione è ormai in atto e i disoccupati sono più di due milioni.
Secondo il giornale la drastica riduzione dell’orario di lavoro consentirebbe di evitare l’esplodere della disoccupazione con le sue drammatiche conseguenze sociali.
In passato misured el genere furono prese in occasioni particolari.
Alla fine del 1972 i minatori bloccarono l’approvvigionamento energetico alle industrie e picchettarono le centrali elettriche. Dopo un mese, a inizio 1973, si proclamò lo stato d’emergenza e il premier, Edward Heath, impose alle fabbriche la settimana di tre giorni. Poi seguirono chiusure e licenziamenti. Un’altra agitazione dei minatori portò di nuovo alla settimana di tre giorni nel 1974. Alla fine Heath dovette dimettersi.
Oggi le motivazioni sono diverse e molte aziende stanno considerando di ridurre la settimana lavorativa per evitare i licenziamenti.
La Jcb, ad esempio, ha già tagliato una giornata lavorativa e l’amministratore delegato, Matthew Taylor, sta facendo pressione sul ministro per le Attività produttive, Lord Mandelson, per introdurre sussidi per i lavoratori che accettano il taglio della settimana a tre giorni. La misura potrebbe enitare i licenziamenti certi per aprile.
Le fonti dell”Independent on Sunday, defnite ‘ministeriali’, tuttavia affermano che “non si tratta di una decisone imminente”.
Per quanto molto costosa, la misura sarebbe più economica rispetto all’esplosione dei sussidi di disoccupazione, se si accentuasse ulteriormente la perdita di posti di lavoro, già massiccia.
Le cifre diffuse dal governo venerdì hanno mostrato un calo del Pil dell’1,5 per cento da un trimestre all’altro, a fine 2008, facendo così entrare il paese in recessione (indicata dal calo del Pil per tre trimestri consecutivi).
Secondo la camera di commercio britannica (rappresenta 100mila aziende), in questa fase critica, il 39 per cento delle imprese stanno pianificando un taglio delle ore di lavoro, mentre grandi aziende del settore auto come la Bentley hanno deciso lo stop alla produzione per varie settimane.


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