Sdl occupa gli uffici Alitalia
I sindacalisti protestano, denunciando violazioni degli accordi per le assunzioni. “Nuovo mercato degli schiavi!”
Il sindacato del ‘fronte del no’ ha occupato questa mattina gli uffici dove si svolgono le pratiche di assunzione della nuoca “Alitalia-Cai”. L’organizzazione sindacale, in un comunicato informa che “questo atto si è reso indispensabile per denunciare gli assurdi criteri adottati e che hanno già prodotto danni incalcolabili. A questo si aggiunge – insiste Sdl – la vergognosa politica delle assunzioni, suggerite da alcune sigle sindacali: il nuovo mercato degli schiavi! Se questo è il nuovo che avanza, non possiamo che attenderci il peggio. Non si esce da questa situazione con pannicelli caldi: vanno riconsiderati sia il numero degli organici, largamente insufficienti, sia i criteri che devono essere equi, ragionevoli e trasparenti. Mentre Governo e sindacati, per fronteggiare la crisi economica e la perdita di milioni di posti di lavoro – conclude il comunicato – parlano di riduzioni di orario, settimana corta e solidarietà, Alitalia-Cai lascia a casa migliaia di lavoratori, riduce all’osso gli organici e assume solo a tempo pieno rifiutando addirittura il part-time”
L’azione di Sdl tende a richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei Media sulla complessa e drammatica vicenda delle assunzioni, che sembra essere stata dimenticata da tutti o quasi.
Intanto Paolo Maras, segretario SDL Trasporto, si è incatenato davanti al varco equipaggi di Fiumicino. Le ipotesi gravissime durissime che il suo sindacato aveva lanciato ieri su presunte azioni ‘clientelari’ da parte delle altre sigle firmatarie dell’accordo con Cai non hanno nel frattempo trovato alcuna smentita ufficiale da parte degli interessati.
“Rimarremo negli uffici di Alitalia finchè potremo – ha detto ad InviatoSpeciale Fabrizio Tomaselli, coordinatore nazionale del Sdl – ma il nostro obiettivo è che si arrivi immediatamente ad una completa ridefinizione dei criteri di assunzione, che le regole siano chiare e rispettate da tutti e per tutti e che vi sia una vera tutela per le fasce deboli”.
I lavoratori di terra, intanto, si stanno di nuovo riunendo in assemblea. La riunione è stata indetta dalle segreteria nazionali Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl Trasporti per protestare contro le “numerose situazioni di violazione degli accordi da parte di Cai”.
Silvano Bernacchia della Filt Cgil ha dichiarato: “Siamo in assemblea perchè non sono stati rispettati gli accordi sottoscritti a Palazzo Chigi. Chiediamo che Cai faccia una rivisitazione delle scelte effettuate finora sui criteri di assunzione e le esternalizzazioni e che il Sottosegretario Letta, che si è fatto garante, possa far rispettare gli accordi firmati il 31 ottobre scorso. In assenza di segnali nelle giornate del 12 e del 13 gennaio ci sarà una mobilitazione generale su tutto il territorio nazionale”.
Aggiornamento, ore 16.00
Sdl ha emesso il seguente comunicato: “Si è conclusa la manifestazione di protesta organizzata da SdL intercategoriale a Fiumicino che si è concretizzata nell’occupazione da parte di rappresentanti sindacali e lavoratori degli uffici della selezione Alitalia dove vengono effettuate le assunzioni per la nuova compagnia aerea.
I rappresentanti SdL intercategoriale hanno tra l’altro richiesto ufficialmente una lista pubblica e trasparente del personale da assumere. Il rifiuto dell’azienda di fornire tale lista rafforza quanto denunciato da SdL intercategoriale in merito a possibili assunzioni a carattere clientelare o comunque senza l’applicazione di criteri realmente trasparenti.
Gli obiettivi di SdL intercategoriale e dei lavoratori sono quindi quelli di aumentare l’occupazione, definire ed applicare criteri di assunzione equi, trasparenti ed attenti al sociale ed alla tutela delle fasce deboli.
Se non si avranno sviluppi positivi l’azione di oggi sarà soltanto la prima di molte altre, a cominciare dalla manifestazione che si terrà il 13 gennaio dalle ore 10.00 a Fiumicino con la quale dimostreremo che i lavoratori Alitalia/CAI, i cassaintegrati ed i precari non hanno veramente nulla da festeggiare.
E anche lo sciopero di 4 ore del 19 gennaio (dalle ore 10.00 alle 14.00) sarà soltanto il primo di molti altri che si accompagneranno ad una lunga serie di azioni sindacali e ricorsi legali per ripristinare corretti rapporti tra azienda e lavoratori”.


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