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Per Alitalia è il tutti contro tutti

Autore: . Data: venerdì, 9 gennaio 2009Commenti (0)

Che questo fosse diventato un Paese in stato di confusione mentale permanente era già noto da tempo, ma per la vicenda Alitalia la giornata di ieri è stata una delle più folli.

berlusconi_bossiHanno cominciato in mattinata un folto numero di lavoratori di Alitalia Servizi Airport, gli addetti alle attività di handling, rampa, bagagli e check-in. I dipendenti di terra, fino a ieri ‘tranquillizzati’ dai propri rappresentanti sindacali, Cgil,Cisl, Uil e Ugl, hanno scoperto di essere in guai seri.

I contorni della questione sono confusi, ma in poche parole si può dire che le rassicurazioni che avevano dato i firmatari, convinti di aver spazio di trattativa con Cai, si sono rivelate del tutto infondate. Confederali e Ugl hanno cercato ed ancora cercano di trattare, ma i punti di contatto con la ‘cordata patriottica’ evidentemente non sono quelli previsti e così il personale di terra si è trovato con le spalle scoperte.

In un comunicato, ieri, il sindacato Sdl, uno dei protagonisti del ‘fronte del no’, ha aggiunto un’ipotesi  che se verificata sarebbe preoccupante. Gli ultimi rappresentati del ‘fronte del no’ hanno affermato: “Da sempre denunciamo l’iniquità dei criteri sottoscritti, ma in questo caso il problema risiede nel fatto che di questa opzione, finora esclusa, non sono stati debitamente informati i diretti interessati: i lavoratori. Anzi, parrebbe che le poche “particolari situazioni” prese in esame, provengano esclusivamente da “indicazioni individuali” di fonte sindacale”.

L’accenno all’idea che un’organizzazione dei lavoratori possa diventare un ‘mezzo di semplificazione’ per migliorare ‘posizioni individuali’ sovvertirebbe i principi stessi che sono alla base dell’etica sindacale. Si spera il condizionale usato da Sdl rimanga tale, anzi che gli interessati smentiscano a gran voce il sospetto, perchè altrimenti ci sarebbe da pensare che un sindacato diventato ‘veicolo di collocamento speciale’  sia da inquadrare in una specie di regime, nel quale ci si deve iscrivere a qualcosa per poter esistere. Altimenti si rimane fuori.

Mentre a Fiumicino le tute verdi di terra manifestavano a Palazzo Grazioni Bossi incontrava Berlusconi. Al centro la questione del partner straniero. Anche in questo caso non si capisce. Cai non aveva comprato Alitalia? Non era una “cordata di eroi” rappresentanti del privato, che dovevano rifondare il trasporto aereo italiano? Allora che c’entrano Bossi e Berlusconi nelle decisioni dei ‘capitani coraggiosi’?

I due si sono visti per decidere le sorti di Malpensa. L’eroporto, per i padani di tutti i colori politici, deve essere hub. Bossi ha le idee chiare: “Primo: abbiamo riscontrato da parte del presidente del Consiglio la volontà di affrontare e di risolvere il problema di Malpensa. Secondo: prendiamo atto che la scelta del partner di Cai non è ancora definita a fronte della manifestata volontà di Lufthansa. Terzo: abbiamo ottenuto dal presidente Berlusconi assicurazioni circa lo sblocco dei negoziati relativi agli accordi bilaterali che consentono di attirare vettori e destinazioni internazionali su Malpensa. Quarto: abbiamo affidato al sottosegretario Castelli l’esame delle proposte complessive che Cai ci ha fatto con riferimento a Malpensa. Quinto: è evidente che chi pensa di far operare una compagnia aerea senza considerare Milano come un hub è destinato al fallimento e al ripetersi degli stessi errori di Alitalia. Su questo ci pare ci sia una generale condivisione”.

Però i fatti stanno in altro modo. I tedeschi, a prescindere dai desiderata italiani, hanno subito dichiarato: ”Lufthansa non ha presentato nessuna offerta, ma una proposta di collaborazione con il gruppo delle compagnie aree aderenti a Star Alliance, alla quale appartiene Luftthansa”.

Eppure nei scorsi la fervida fantasia dei Media italiani aveva raccontato del duello Air France-Klm Lufthansa per entrare in Alitalia. All’uscita del meeting col Cavaliere il leader dei lumbard ha insistito: “Abbiamo riscontrato da parte del presidente del Consiglio la volontà di affrontare e di risolvere il problema di Malpensa e prendiamo atto che la scelta del partner di Cai non è ancora definita a fronte della manifestata volontà di Lufthansa”.

Situazione di stallo.

Intanto a Fiumicino continuavano le manifestazioni. Alle 17.30, prima nell’aerostazione nazionale, poi in quella internazionale, i lavoratori hanno sfilato al grido di “Lavoro, lavoro, lavoro”. Il corteo degli operai di Alitalia Airport ha chiesto scusa ai passeggeri per i disagi provocati. ”Dovete avere pazienza – ha gridato qualcuno – Ci dispiace, ma difendiamo il nostro posto di lavoro. C’è stata una truffa ai danni di tutti i cittadini italiani, noi vogliamo soltanto lavorare. Questo è un corteo di solidarietà nei confronti di 600 padri di famiglia messi per strada senza una risposta. Siamo un paese vittima delle mafie politiche ed economiche”.

C’è da notare che la divisione tra personale di terra e navigante continui a rendere molto più deboli le ragioni di tutti i lavoratori di Alitalia, perchè mentre i dipendenti di Alitalia Airport protestano per sè stessi in eguali condizioni sono assistenti di volo e piloti.

Sdl, infine, ha rilasciato un comunicato stampa nel quale si leggeva: “Era inevitabile che i nodi venissero al pettine ed era altrettanto prevedibile che giorno dopo giorno l’applicazione degli accordi sottoscritti procurasse l’ingestibilità della situazione. Quanto sta accadendo in queste ore a Fiumicino è il frutto avvelenato del perpetrarsi degli errori commessi nello pseudo-negoziato che si è tenuto negli ultimi mesi.Criteri di assunzione palesemente deficitari e applicati con modalità raccapriccianti, errori evidenti in tutte le categorie e settori, clientelismo strisciante e, in alcuni casi, assunzioni frutto di indicazioni di alcune organizzazioni sindacali stanno producendo danni enormi al tessuto umano e professionale dei lavoratori. In queste condizioni, appare assai difficile un decollo regolare della nuova Alitalia”.

Il comunicato dei rappresentanti del ‘fronte del no’ ribadiva le critiche ai sindacati firmatari e convocava una manifestazione per martedì 13 gennaio ed uno sciopero di quattro ore di tutti i dipendenti per il 19 gennaio.

Questi i fatti. Per tutta la giornata si sono, infine, susseguite le dichiarazioni di tutti i partiti politici sulla scelta del partner internazionale e su Cai. Ma come sempre si è trattato di propaganda, perchè davvero sembra che l’affaire Cai-Alitalia-Airone sia in pieno caos.

A dimostrarlo un singolare episodio. Vero le 16 e trenta al Centro equipaggi di Fiumicino una gentile signora ai banchi di presentazione ha preso il microfono ed ha effettuato un annuncio per cercare un pilota perchè si recasse al più presto al suo aereo prossimo al decollo. Un altro comandante, lì presente, con gran stupore ha fatto notare allora che il ‘ricercato’ era in cassa integrazione e quindi era difficile potesse volare. Insomma, un ufficio mette qualcuno in cigs ed un altro lo mette in turno.

Cos’altro si può immaginare per i prossimi giorni? Ormai si è oltre la fantasia.

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