Omicidio Kercher, ancora indagini
Due consulenti dei difensori di Raffaele Sollecito hanno eseguito alcuni rilievi intorno alla finestra trovata rotta, dopo il delitto, nella casa di Perugia: un furto simulato?
A pochi giorni dall’inizio del processo a Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher (entrambi gli imputati sono sempre intervenuti in aula pur potendo esimersi) si è riaperta la porta della casa di Perugia dove la studentessa inglese venne uccisa nella notte tra il primo e il 2 novembre del 2007.
Due consulenti dei difensori del giovane pugliese hanno infatti eseguito alcuni rilievi intorno alla finestra trovata rotta dopo il delitto. Un’effrazione che secondo l’accusa venne provocata per simulare un furto e quindi depistare l’indagine, mentre per la difesa Sollecito (che si proclama estraneo all’omicidio così come Amanda Knox) rappresenta la prova che qualcuno si introdusse dall’esterno e poi uccise la giovane.
Due ex carabinieri del Ris, esperti in balistica, hanno compiuto misure per calcolare la possibile traiettoria del sasso utilizzato per rompere la finestra e ricostruito la posizione dei frammenti di vetro (in parte trovati fuori dalla camera). “Abbiamo raccolto dati che ci consentiranno di approdare a una fase sperimentale” ha detto uno dei consulenti, Giovanni Lombardi, che in passato – ha rivelato – si è anche occupato del caso di Cogne. Con lui ha lavorato Francesco Pasquali, esperto di ricostruzione della scena del crimine.
I due hanno preferito non sbilanciarsi su quale delle due ipotesi sia più plausibile. In base a una prima valutazione riferita ai difensori di Sollecito, gli avvocati Giulia Bongiorno, Luca Maori e Marco Brusco, sarebbe però la tesi di una persona penetrata nell’appartamento attraverso la finestra quella che troverebbe conferme.
Durante l’udienza preliminare i legali hanno sostenuto che Mez venne uccisa nel corso di un furto finito male, chiamando in causa Rudy Guede, l’ivoriano condannato a 30 anni di reclusione con il rito abbreviato per l’omicidio del quale si dice però innocente, senza comunque mai accusarlo direttamente dell’omicidio.
I legali del giovane pugliese non hanno partecipato al sopralluogo. “Erano accertamenti tecnici per i quali non era necessaria la nostra presenza” ha spiegato l’avvocato Maori. Il legale ha annunciato che Sollecito parteciperà già alla prima udienza davanti alla Corte d’assise di Perugia. Il giovane in questi giorni è impegnato in cella a preparare uno degli esami del corso di laurea specialistica all’Università di Verona al quale è iscritto e ha momentaneamente accantonato l’esame delle carte processuali che si è fatto portare in cella a Terni.
Presente alla prima udienza sarà anche la sua ex fidanzata, Amanda Knox, detenuta a Perugia. Dopo averle fatto visita ogni qualvolta possibile durante le festività natalizie, i genitori sono tornati negli Usa dove vivono. È però probabile che il padre torni per l’inizio del prossimo mese anche se non sarà in aula.
Hanno fatto una breve comparsa in via della Pergola i suoi difensori, Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova, ma da loro nessun commento. Presenti al sopralluogo anche i pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi, insieme a personale della squadra mobile che ha seguito passo passo tutte le operazioni.
Alle operazioni ha assistito anche l’avvocato Francesco Maresca, che rappresenta come parte civile i genitori e i fratelli della vttima. Loro – ha annunciato il legale – all’inizio del processo non ci saranno.
Lascia stupiti il lungo periodo di detenzione preventiva alla quale sono stati sottoposti i due imputati. Nel Paese dei garantisti, nonostante i dubbi emersi sulla conduzione delle indagini, i ragazzi non hanno potuto usufruire neppure degli arresti domiciliari. Ma l’Italia è un posto nel quale non sempre tutti sono messi sullo stesso piano.


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