Mostre, il 2009 tra antico e contemporaneo
Dalla Biennale di Venezia a Cy Twombly a Roma, da Oliviero Boetti e Renato Mambor a Napoli a Emilio Isgrò a Milano, il segno contemporaneo si affianca all’arte antica tra le grandi mostre del 2009.
Che si tratti delle più avanzate sperimentazioni o di espressioni ormai classiche della contemporaneità , i nuovi linguaggi stanno confermandosi sempre più quale elemento di attrazione per il pubblico in questo momento di crisi. Basti pensare alle video-installazioni di Bill Viola che a Roma, a Palazzo delle Esposizioni, hanno richiamato 100.000 visitatori in due mesi.
Nell’anno del Futurismo, di cui sono già iniziate le celebrazioni per il centenario, il ’900, anche quello italiano, riprende quota. Del resto, le prossime aperture di spazi prestigiosi quanto attesi come il Maxxi di Roma (a giugno con una grande mostra di arte e architettura nella dimensione avveniristica progettata da Zaha Hadid) tendono a rafforzare le speranze di amministratori e addetti ai lavori in una vera e propria fioritura del settore.
Momento clou dell’intera stagione sarà di certo la cinquantatreesima Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, che si svolgerà ai Giardini e all’Arsenale dal 7 giugno al 22 novembre. Sotto la direzione di Daniel Birnbaum, la mostra della Biennale si intitolerà ‘Fare Mondi’ e, senza alcuna articolazione in sezioni, sarà invece un unicum costituito dall’intrecciarsi di alcuni temi.
Sottolineando più il momento della creazione dell’opera che non la sua messa in mostra, con uno sguardo agli artisti-chiave e al loro rapporto con le generazioni successive. Più pittura, più disegno, più enfasi sul processo creativo e quindi forse meno installazioni e video, nella speranza di bissare lo straordinario successo di due anni fa quando la Biennale delle Arti Visive richiamò 320.000 visitatori, il più alto consenso di pubblico degli ultimi 25 anni.
Anche gli artisti di casa nostra dovrebbero avere una visibilità maggiore nel rinnovato Padiglione Italiano, curato da Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice. Nella capitale, in attesa che il Maxxi diventi operativo, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna dedicherà una grande rassegna a Cy Twombly. Si tratta della retrospettiva ‘Cycles and seasons’ già allestita alla Tate Modern di Londra e al Guggenheim di Bilbao per omaggiare il celebre astrattista, ormai ottantenne, tra i più quotati sul mercato internazionale dell’arte.
Molto legato a Roma, dove ha vissuto a lungo negli anni ’50, Towmbly presenterà tutte le fasi della sua lunga carriera dai dipinti monumentali ai disegni alle sculture. Napoli non sarà da meno, riconfermando anche quest’anno la sua vocazione per il contemporaneo. Il 14 febbraio a Castel Sant’Elmo arriva ‘Renato Mambor. In prestito dall’infinitò, che allestirà fino al 31 marzo 70 opere di uno dei pionieri del concettuale.
Dagli anni 50′ fino a oggi, com molti inediti, la mostra racconterà l’inesauribile voglia di sperimentare del grande artista romano, che ha sempre cercato la condivisione del suo percorso con gli amici artisti. Tra questi Alighiero Boetti, che, oltre a figurare con una sua opera nella rassegna di Mambor, sarà al centro di una importante esposizione al Museo Madre dal 21 febbraio. ‘Alighiero & Boetti. Mettere l’arte nel mondo’ esporrà sia i lavori eseguiti in varie parti del mondo in maniera collettiva (Kilim, arazzi, mappe, biro, lavori postali) sia quelli realizzati nei primi anni a Torino e a Roma, quindi dall’installazione ‘Alternando da uno a cento’ e viceversa (50 Kilim) all’Autoritratto in bronzo.
Milano ospiterà , tra le molte iniziative, la retrospettiva di Emilio Isgrò allestita dal 20 marzo alle Gallerie del Credito Valtellinese. La mostra prende il titolo, ‘Fratelli d’Italià , da una delle tre installazioni esposte, che saranno affiancate da una settantina di lavori per illustrare, dagli esordi a oggi, l’opera del grande poeta visivo siciliano.


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