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Liberazione torna in edicola

Autore: . Data: venerdì, 16 gennaio 2009Commenti (0)

In un editoriale in prima pagina il nuovo direttore, Dino Greco, scrive che il quotidiano di Rifondazione comunista non diventerà ”una sorta di instrumentum regni del partito, gestito con furore censorio da un commissario, custode dell’ortodossia”.
liberazioneTornato in edicola dopo tre giorni di assenza, Liberazione si prepara a risolvere la crisi di vendite ed i guai di bilancio prodotti dall’era Sansonetti. Il vicedirettore responsabile è Fulvio Fania.

Continua Greco nel suo articolo: ”Una cosa non potrà aver luogo: che il giornale persegua con metodo lo scioglimento del suo editore perchè con tutta evidenza questo genererebbe un corto circuito letale”.

Per il neo direttore di Liberazione, il ”tema di fondo”, da ”prendere di petto”, è ”la sciagurata rimozione del lavoro dalla stessa cultura della sinistra, vale a dire il terreno dove si gioca, si vince o si perde la battaglia decisiva”.

Greco, per lunghi anni dirigente sindacale, aggiunge: ”Occorre stare dentro le contraddizioni sociali, comprenderne le dinamiche, la materialita”’ e ”rimettere radici nel territorio”. Tra i punti cardine di quello che non esita a definire ”un programma politico”, Greco cita l’interesse per l”’ecatombe ecologica generata dal modo di produzione capitalistico”, ma anche la mobilitazione ”senza sosta contro la guerra, per la pace, per il disimpegno dell’Italia dalle missioni militari, per una politica di disarmo e di riconversione dell’industria bellica”.

“Ci batteremo – conclude il direttore – anche su altri due fronti: contro l’omofobia e il patriarcato, la forma più antica e perdurante di oppressione, quella di genere, e contro ogni discriminazione. Da quella legata alle propensioni sessuali, al verminaio razzista che ha contaminato in profondità gli strati popolari trovando a sinistra un debolissimo contrasto”. In sintesi, ”uguaglianza e liberta’, indissolubilmente legate formeranno l’ispirazione della nostra ricerca e del nostro lavoro”.

Vedremo se gli auspici di Greco produrranno lettori e salveranno il quotidiano dalla chiusura.

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