Le domande di Severgnini su Alitalia
Ieri, sul Corriere della Sera, Beppe Severgnini si è posto alcune interessanti domande sulla vicenda Alitalia.
Senza troppi giri di parole ha scritto il giornalista: “Non si capisce perché Air France prima non andava bene, e adesso sì”.
Riflettendo sulla fusione con Air One, Severginini si è chiesto: “Non si capisce quanto abbia pesato la volontà delle banche di salvare Air One, indebitata assai” e sulla situazione sindacale ” Non si capisce perché i sindacati dovrebbero smettere di far casino”.
Con un tono vagamente scanzonato il giornalista del Corriere ha toccato anche il punto dolente del monopolio: “Non si capisce perché dovremmo pagare € 690,00 per un volo Milano-Roma (A/R, aperto). Nessuna nuova impresa ama la concorrenza, ma almeno fate finta”, per poi affrontare il tema dei debiti ” Non si capisce perché i neo-proprietari abbiano acquistato la ciccia, lasciando a noi ossa e frattaglie (costose: una bella fetta di € 1,2 miliardi). Non è che fra tre o quattro anni vendono ad Air France, e chi s’è visto s’è visto? La sigla CAI vuol dire Compra Aspetta Incassa? Non ci vogliamo credere!”.
Severgnini era perpesso: “Non si capisce perché le città senza un “city airport” ne vogliano uno; e noi che ce l’abbiamo – Milano Linate – vogliamo rinunciarci, cancellando tre quarti dei voli (tutti, meno la navetta per Roma) e prevede “Non si capisce perché tanti piangono per Alitalia, e nessuno per gli Alitalians. che devono/vogliono volare a Mosca, Tokio, Washington, Los Angeles, Nairobi, Rio de Janeiro, Pechino, Shanghai. Preferirebbero farlo con la compagnia di bandiera, certo. Ma se non è possibile, avanti un altro. Milano-San Francisco operato da Singapore Airlines? No problem, quando si parte?”.
Infine la domanda da un milione di dollari, quella che sta opponendo la politica padana a quella capitolina: “Non si capisce come Malpensa possa diventare il grande aeroporto internazionale di cui il Norditalia ha bisogno (oh yes). Tre o tredici destinazioni intercontinentali? Robetta. Fatevi un giro a Francoforte o Amsterdam. Nato vecchio, scomodo, lontano, mal collegato a Milano (che si fa, una volta a Cadorna?), il luogo ha pure un nome andreottiano (“A malpensare si fa peccato, ma spesso s’indovina”). Più hubris che hub, come dicono quelli che sanno il greco e l’inglese”.
Mentre Severgnini riflette sui suoi dubbi la Commissione di garanzia per gli scioperi ha chiesto ai sindacati un nuovo tentativo di conciliazione per evitare l’agitazione dei dipendenti dell’Alitalia proclamato per lunedì prossimo, 19 gennaio.
“Il presidente, Antonio Martone – si legge in una nota – comunica che, in relazione agli scioperi proclamati per il 19 gennaio dalle 10 alle 14 del personale di Air One e dell’Alitalia, la Commissione, considerato che a decorrere dal 13 gennaio i rapporti di lavoro del personale interessato sono stati instaurati con la nuova società Cai, ha deliberato di richiedere alle organizzazioni sindacali proclamanti la ripetizione del tentativo di conciliazione”.
La stessa nota fa poi sapere che “la delibera è stata comunicata, oltre che alle parti, anche alla Presidenza del Consiglio e al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti delegato per l’eventuale adozione del provvedimento di precettazione”.


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