La De Sio a Roma con ‘Il Laureato’
Agguerrita, determinata nelle scelte, innamorata del palcoscenico: Giuliana De Sio riprende al Quirino di Roma le recite de ‘Il Laureato’.
Si tratta della versione italiana (tradotta da Antonia Brancati) della commedia che Terry Johnson ha tratto dal romanzo di Charles Webb, divenuto celebre grazie al film con Dustin Hoffman. Nel ruolo del giovane laureato Benjamin c’è Giuliano Forges Davanzati, fresco di diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica; completano il cast Valentina Cenni, Luigi Di Fiore e Antonio Petrocelli, regia di Teodoro Cassano.
Il film resta indimenticabile soprattutto per il folgorante esordio cinematografico del giovanissimo Dustin Hoffman. Ma per la Desio si tratta di “un omaggio ad Anne Bancroft, che nonostante il premio Oscar (per Anna dei miracolì) appare – spiega la De Sio – un po’ dimenticata e perfino sottovalutata”. L’attrice, che alterna con successo il teatro, al cinema e alla fiction tv, parla ancora della Bancroft come uno di suoi miti, come artista e come donna “sobria, spiritosa, originale, bella, sexy, arguta e perfino di origine italiana”.
La storia racconta di Judith Robinson, un’affascinante quarantenne, che mal sopporta il conformismo ancora imperante nel 1967 e si rifugia abitualmente nell’alcool per estraniarsi dalla claustrofobica realtà che la circonda. Anche il giovane Benjamin, rampollo di una ricca famiglia americana, è insofferente e del tutto indifferente ai progetti che i suoi genitori hanno per lui.
Alla grande festa organizzata in occasione della sua laurea, Benjamin, infastidito, preferisce isolarsi in una stanza: e qui viene raggiunto dalla signora Robinson, moglie del capo di suo padre. Fra i due inizia una relazione, che non ha nulla di sentimentale, ma è piuttosto un confronto fra solitudini, un rifugio, dove la differenza d’età ha ben poco valore. La natura anomala del rapporto vira, poi, verso l’assurdo quando Elaine , figlia dei Robinson , torna dal college e s’innamora, ricambiata, di Benjamin.
La musica di Simon e Garfunkel dell’edizione cinematografica puntella di struggente evocazione lo spettacolo, che in varie edizioni ha colto molti applausi a Londra e Broadway. “Perché ho scelto questo personaggio? dice ancora la De Sio: perché cerco sempre delle figure archetipiche; e – senza scomodare Fedra, Medea e le altre eroine greche, credo che il personaggio di mrs. Robinson sia a suo modo un archetipo femminile: quello di una donna che vive al di fuori delle convenzioni, e che si prende la vita e il sesso, come vuole”.


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