Israele continua ad uccidere civili
La notte nel mattatoio di Gaza è stata ancora una volta orribile. Il corrispondente della tv Al Jazira nella Striscia ha parlato di raid e violenti bombardamenti soprattutto nei sobborghi di Zeitun e di Tuffah di Gaza city.
Fonti mediche hanno parlato di 23 corpi recuperati sotto le macerie di un quartiere di Gaza City. I sanitari hanno aggiunto che che la maggior parte dei cadaveri sono stati ritrovati nel quartiere di Tal al-Hawa, nella parte sudoccidentale della città , da dove i carri armati si sono ritirati oggi dopo una profonda incursione durata oltre 24 ore.
Le distruzioni provocate dai bombardamenti israeliani sono stati valutate in 1,4 miliardi di dollari. L’Ufficio di Statistica Palestinese ha diffuso alcuni dati sui danni della invasione: 26mila case risultano inabitabili, alcune migliaia sono totalmente distrutte, le altre seriamente danneggiate. Distrutti anche 18 scuole, sedi universitarie, ponti, strade, acquedotti. I costi delal ricostruzione si aggirerebbero intorno al miliardo di dollari mentre altri 400 milioni rappresentano le perdite di reddito subite finora.
I morti palestinesi sono 1.105 dopo 21 giorni di atrocità comesse da Tsahal durante l’operazione ‘Piombo Fuso’. Tra le vittime ci sono anche 355 bambini; i civili morti in tutto sono oltre settecento. I feriti accertati ammontano a 5.130. In campo israeliano dal 27 dicembre scorso sono invece state uccise tredici persone, di cui dieci militari.
Una cannonata sparata da un carro armato contro l’ospedale di Gaza ha prodotto un gravissimo incendio ormai fuori controllo. Testimoni hanno raccontato di feriti nell’offensiva israeliana costretti a lasciare i letti per fuggire dall’ospedale; di tre bambini nati prematuri portati via con le incubatrici ed altri tre pazienti ancora intubati sue lettighe.
Mentre in Italia il governo appoggia l’invasione israeliana, i media in gran parte nascondo o manipolano l’informazione e i cittadini sono del tutto indifferenti alla tragedia di Gaza in Israele i movimenti per i diritti civili protestano duramente contro il governo Olmert.
L’Associazione per i diritti civili in Israele ha ubblicato sul quotidiano Haaretz una trentina di annunci funebri per i bimbi palestinesi assasinati dai militari. “Con profondo dolore annunciano la morte del nostro bebè appena nato. Il funerale si svolgerà domenica”. ”La nostra cara figlia di sei anni è morta prematuramente. I funerali, lunedì”. ”Siamo a lutto per la morte di nostro figlio di 12 anni. I funerali, domenica”, questi alcuni dei necrologi, ai quali seguva un appello:”335 bambini palestinesi uccisi finora a Gaza. Basta!”.
‘Save the children’ considera a rischio la sicurezza dei suoi operatori.L’associazione ribadisce la richiesta dell’immediato cessate il fuoco e chiede di far arrivare gli aiuti umanitari, precisando che ”alcuni familiari di uno propri operatori a Gaza sono stati uccisi la notte scorsa mentre uscivano dalla propria abitazione e tentavano di raggiungere un rifugio a Sabra, un sobborgo di Gaza City, dopo che la casa dei vicini era stata colpita”.
La farsa dei colloqui internazionali per il raggiungimento di una tregua prosegue, ma ormai è chiaro che Tel Aviv cesserà lo sterminio solo quando avrà ritenuto conslusa l’operazione, cosa che potrebbe accadere presto, con ogni certezza prima dell’insediamento di Barak Obama alla Casa Bianca.
Il governo israeliano ha respinto senza mezzi termini alcune delle condizioni previste nella proposta di cessate-il-fuoco nella Striscia di Gaza, presentata ieri da Hamas all’Egitto. Lo Stato ebraico non accetta la durata di un anno, fissata per la tregua dai palestinesi, nè i termini relativi alla gestione dei valichi di confine dell’enclave.
Il paradosso della vicenda sta nel fatto che ‘Piombo fuso’ possa rivelarsi una sconfitta politica per Tel Aviv. Anche se non esistono contatti diretti tra Israele ed Hamas, il raggiungimento di un accordo prefigurerebbe il riconoscimento dell’esistenza dell’organizzazione, cosa che l’esecutivo Olmert ha semnpre rifiutato di fare. Così oltre al rafforzamento del legame tra Hamas e popolazione di Gaza, logica conseguenza di giorni e giorni di bombardamenti, si produrrebbe anche un secondo fattore negativo per Olmert e Livni.
Le conseguenze dell’azione militare, insomma, come è successo analogamente dopo l’aggressione ad Hezbollah in Libano meridionale, si strasformerebbero in un ‘successo’ per Hamas.
Ed i guai per lesecutivo israeliano potrebbero anche diventare seri sul piano internazionale. Durante una visita al valico di Rafah l’ambasciatore venezuelano al Cairo, Victor Carazu, ha annunciato che il suo governo e le istituzioni giudiziarie del suo Paese stanno mettendo a punto misure giudiziarie per portare davanti alla Corte Penale Internazionale (Cpi) i dirigenti israeliani accusandoli di crimini di guerra per l’operazione militare ‘Piombo Fuso’.
Il diplomatico ha criticato l’intervento militare di Israele affermando la necessità di appoggiare il popolo palestinese ”di fronte al massacro che gli israeliani stanno commettendo”. L’ambasciatore venezuelano ha quindi affermato che l’espulsione dell’ambasciatore israeliano decisa nei giorni scorsi dal suo governo è un ”atto di dignità di fronte alle flagranti violazioni del diritto internazionale che vengono commesse a Gaza. Il diplomatico, che ha portato al valico di Rafah il primo convoglio di aiuti venezuelani ai palestinesi ha anche reso noto che il governo di Caracas sta esercitando pressioni sulle Nazioni Unite perchè il Consiglio di Sicurezza adotti misure urgenti ”per mettere fine all’invasione del territorio palestinese”.
Miguel d’Escoto, presidente dell’Assemblea dell’Onu, ha accusato Olmert di violare le leggi internazionali invadendo il territorio di Gaza e procurando vittime in gran parte civili.


Lascia un commento