Immigrate in sciopero della fame a Lampedusa
La calma è tornata al Cpa di Lampedusa, ma la tensione sale nell’ex base navale Loran, dove dovrebbe sorgere il centro di identificazione ed espulsione, voluto dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, e contestato dagli abitanti dell’isola.
Nella struttura sono trannute 85 immigrate, sopratutto tunisine e marocchine che hanno cominciato uno sciopero della fame. Le donne temono di essere rimpatriate e per questo motivo hanno deciso di non accettare più il cibo che viene offerto loro.
La decisione di spostarle dal Cpa, che ospita ora 1.300 persone, nonostante abbia una capienza massima di 850 posti, è nata per evitare che la presenza contempranea di uomini non inducesse ulterori problemi a causa anche della religione islamica di appartenenza di gran parte dei profughi e che non consente una eccessiva promisquità .
Le immigrate non mangiano da sabato sera. In violazione delle convenzioni internazionali tra le migranti ci sono diverse nigeriane, richiedenti asilo politico, in attesa di sapere quale sarà il loro destino.


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