Il New York Times durissimo con Bush
Il prestigioso quotidiano americano ha commentato il discorso di insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca. Negli Usa si dicono cose che in Italia vanno sussurate o, meglio, omesse.
Scrive il quotidiano: “In circa 20 minuti ha spazzato via otto anni di false scelte e di politiche fallimentari del presidente George W. Bush e ha promesso che impegnerà di nuovo l’America ai suoi ideali più cari”.
The New York Times ha dato la forte immagine simbolica della cerimonia di ieri, iniziata con “un uomo sicuro di sè, che ha sfidato tutte le convenzioni politiche – era troppo giovane, troppo inesperto, troppo nero o troppo poco nero – e che ha giurato in una città e in un Paese ancora segnato da divisioni razziali ancora molto vergognose”.
Prendendo le distanze dal modo in cui Bush “ha usato la paura e la xenofobia per giusticare una guerra disastrosa e non necessaria”, dal suo unilateralismo e dalla “battaglia quasi biblica tra l’America e quelli che ci odiano”, il discorso di Obama “ci ha infuso la speranza che, con il suo aiuto, questa nazione malconcia sarà in grado di rimettersi insieme e rialzarsi”.
Da rilevare che durante i numerosi dibattiti televisivi italiani, il punto centrale del discorso di Obama, ovvero una critica senza precedenti non solo all’amministrazione Bush, ma alla filosofia reganiana di organizzazione dello Stato, non sono mai stati mostrati come il filo conduttore che portava alla ‘speranza’ del nuovo e del cambiamento.
Un particolare di interesse è in una frase pronunciata da Mentana durante un’intervista al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: “Quando Bush è arrivato non si è sentito un fischio dalla folla presente”.
Il giornalista di Canale 5, in quest’occasione ‘sbadato’, non ha tenuto conto che non solo i due milioni di presenti hanno fortmente contestato il presidente uscente, ma lo hanno fatto intonando una canzoncina che recitava “Goodbye Bush, Goodbye Bush”.
Il sito ufficale della Casa Bianca, inoltre, a pochi minuti dall’insediamento ha pubblicato questo anuncio: “Il presidente Obama manterrà le promesse infrante dal presidente Bush di ricostruire New Orleans e la costa del Golfo: insieme al vicepresidente Biden prenderà delle misure per fare in modo che mai più il governo federale permetterà che si verificano delle falle così catastrofiche nei piani di emergenza e di risposta ad eventi di questo genere”.
Nel sito si ricorda come Obama “si recò a visitare migliaia dei sopravvissuti all’urgano all’Houston convention center”, condannando “l’irresponsabile incapacità” dell’amministrazione Bush di dare una risposta efficace alla catastrofe.
Con la sua proverbiale attitudine a mentire, in una recente intervista alla Cnn, Bush ha definito una “risposta dannatamente rapida” l’intervento federale a New Orleans. In quell’occasione numerosissime personalità politiche e le associazioni per i diritti civili degli afroamericani accusarono il governo di “razzismo”, perchè le aree della città colpite da Katrina erano abitate prvalentemente da neri.
Stupito per le critiche Bush ha aggiunto nell’intervista alla Cnn che quello fu uno dei momenti più dolorosi della sua presidenza, quando gli dissero che era ” razzista per la risposta data” all’uragano.


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