Il ‘Grande fratello’ e l’Italia berlusconiana
Prima puntata e sorprese. Uomini che non debbono chiedere mai, donne velinate e voglia di vincere. Non sono più sussurri, ma grida. Infatti urlano tutti.
E’ partita l’avventura del ‘Grande fratello’ e, semmai fosse possibile, il primo impatto è stato ancor più preoccupante di quanto non fosse prevedibile. Questo tipo di programma televisivo, molto criticato dal pubblico che si immagina colto, in realtà racconta come la televisione immagina il Paese. Per questo va visto.
Chi lavora nei Media italiani ha la convinzione saper trasferire nel piccolo schermo o sui giornali i sentimenti diffusi, le aspirazioni ed i sogni dei cittadini. Tutto questo, naturalmente, è elucubrazione pura, ma il meccanismo infernale della sciocchezza che genera ‘verità ’ finisce col rendere credibile anche l’incredibile ed alla fine tutto sembra fatalmente vero. Ma sono solo puttanate.
Non è facile ricordare il numero ed i nomi degli strani archetipi umani che il programma della Fininvest ha selezionato per questa nona edizione. Così all’inizio delle cronache che Inviatospeciale dedicherà al reality ci limiteremo ad alcune sommarie riflessioni. Ci sarà tempo per memorizzare nomi e, a patto ci siano, caratteri.
L’Italia felice del cavalier Berlusconi prevede solo persone ‘vincenti’, ‘sicure’, ‘motivate’, ‘ottimiste’. L’ordine è stato prontamente eseguito. Tre o quattro degli uomini reclusi nella casa sono certi di essere irresisitibili, dei Casanova irragiungibili, uno ha detto: “Nessuna ragazza mi ha mai detto di no”. Un altro, tale presunto ‘maggiordomo’ di casa Savoia, è stato messo di fronte ad un dilemma epico: farsi tagliare la fluente ed amatissima chioma bionda o rinunciare al gioco. Avrebbe comprato da solo le forbici per il barbiere, ma è stato fortunato, si trattava di uno scherzetto. Un altro, che come il Rubicondi dell’Isola della Ventura, sostiene di vivere negli Usa e si definisce ‘imprenditore che ce l’ha fatta ad Hollywood’ non spiega, però, perchè se il suo businèsse (è napoletano) va a gonfie vele è finito nella casa.
Le donne sono tutte convinte di una cosa: il sogno è partecipare al ‘big brother’. Una è orgogliosa della sua quarta misura, un’altra (insopportabile) si “piace moltissimo”, un’altra ancora cerca financo l’uomo della sua vita. Tra loro un’assistente di volo Alitalia, definita nel filmato di presentazione la ‘pasionaria’ delle hostess, è in realtà un’intelligente navigatrice di terra, al corrente di come si può trasformare il dramma di migliaia di licenziati in un’occasione di riscatto per se stessi. Fotografata mentre con un cappio contestava la nuova proprietà , caruccia, ha avuto la fortuna di vedere le proprie immagini su tutti i giornali. Così tra Colaninno e soci e un paio di settimane in tv non ha avuto dubbi.
Nella stessa nottata del suo ingresso nella casa una collega ‘sconosciuta’ stava organizzandosi per arrivare a Fiumicino alle cinque e mezza di mattina, trovare un modo per parcheggiare la macchina dopo essersi scervellata per sistemare il figlio piccolo, prepararsi ad un volo per Buenos Aires e tre giorni di assenza da casa e sperare che il marito ritrovasse l’autovettura di famiglia abbandonata in una qualche landa desolata lontana dall’aeroporto per andare a recuperarla e recarsi al lavoro.
I genitori separati ed il trauma d’abbandono sono un’altra costante per i protagonisti di quest’anno. Chissà perchè. Ma il tema è ricorrente, qualcuno ci piange sopra e poi dice: “Io sono forte, ho superato la cosa, mio padre è sparito che avevo quatto anni, ma voglio vincere”. D’altra parte il presidente del Consiglio l’ha detto: “Non ho mai visto un pessimista combinare nulla nella vita”.
Per quanto sia rigorosamente vietato in Italia il consumo di stupefacenti (cocaina) tutti urlano, saltano, si dimenano in modo scellerato e parlano in modo sincopato. Appena inquadrati sembrano degli antichi fan quindicenni dei Beatles negli anni sessanta. Una arriva con un serpente, un’altra fugge in un’altra stanza quasi fosse stata assalita da un serial killer. Domani qualche associazione di teleutenti cattolici dovrebbe protestare, perchè anche se senza ombra di dubbio tutti i concorrenti risuterebbero negativi all’antidoping il sospetto che il “Grande Fratello” possa essere una droga sconosciuta non appare del tutto improbabile.
In studio, Signorini, ormai ospite tradizionale, ascoltando un ragazzo che dice di avere ‘origini’ rom (parola poco usata per chi è davvero parte del popolo romanì) e aggiunge di amare lo studio (nel senso di studiare, non quello del programma) dice: “Da ex professore lo voglio dire: studiare è fico!”. Applausi scroscianti del pubblico, che ha rapidamente dimenticato Gelmini, l’Onda e pure Dante Alighieri.
Nel caos di questa prima puntata, dove l’unica cosa chiara è che avere dubbi o fragilità non è ‘trandy’, l’unico aspetto ‘civile’ era la conduttrice, Alessa Marcuzzi. Quasi fuori luogo, leggera, semplice, è stata nello stesso tempo un corpo estraneo e l’unico momento di umanità in un colossale spot dell’Italia che piace al presidente del Consiglio. Però la giovane Alessia ha anche detto: “Se sai condurre il Grande fratello sai condurre tutto”. Speriamo, almeno lei, sia vera. Vallo a sapere.
Nelle prossime settimane lo zoo del ‘Grande fratello’ sarà più interessante di un Tg, perchè ci dirà cosa si vorrebbe fossero i giovani italiani, almeno secondo le intenzioni di chi pensa di saper interpretare il Paese e le relazioni di gruppo.
Abbiamo esagerato. I sostenitori del reality ci odieranno, i colti pure. Ma noi siamo tragicamente nel mezzo.


Sai Direttore, a me si è rotta l’antenna della tv, tempo fa, e dopo aver “tentennato” nell’aggiustarla o meno l’ho lasciata lì… Siamo stati un anno e mezzo senza alcun televisore,ed i questa casa ci sono tre bambini! Siamo stati benissimo, leggermente a volte “disinformati”, ma più di tutto totalmente ignari di GF, talpe,isole e quant’altro si possa assimilare. Siamo stati molto insieme, abbiamo chiacchierato animatamente ogni pranzo ed ogni cena, ascoltato tanta bella musica! Ora abbiamo trovato un compromesso perché ci piace lo sport (in particolare il rugby), e vedere qualche bel film ben scelto. Ho un piccolo televisore, saranno 18 pollici (assomiglia allo schermo del mio pc) piccolo, non proprio comodissimo, io mi siedo con la sedia davanti perché non vedo perfettamente, però nessuno brontola, nessuno vuole di più. Su internet ci documentiamo largamente e in modo più completo. a noi Berlusconi tv non ci fa un baffo, ancora meno quella cosidetta “di stato”, per la quale poi devo pagare un balzello per qualcosa che non guardo affatto.
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