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I pasticci del ‘dopo Alitalia’

Autore: . Data: giovedì, 29 gennaio 2009Commenti (3)

I lavoratori in cassa integrazione non hanno ricevuto un euro per gennaio, mentre obbligazionisti ed azionisti della vecchia Alitalia potrebbero perdere il denaro investito. Immagini cupe dell’Italia felix di Berlusconi.

pasticcioIl pasticcio della cassa integrazione per i lavoratori di Alitalia non accenna a risolversi, mentre migliaia di famiglie sono senza risorse. Dopo la protesta di alcuni dipendenti, che hanno spontaneamente manifestato alla mensa dell’aeroporto di Fiumicino adesso a protestare sono sia Sdl che i firmatari dell’accordo.

Sdl afferma che i lavoratori lasciati a secco a gennaio ed in cassa integrazione da dicembre sono 8.000 (seimila per Alitalia, ndr).

Paolo Marras, della segretaria nazionale dell’Sdl, ha detto: “A dicembre la maggior parte di noi ha fatto la Cassa Integrazione, ma la direzione dell’Inps ci ha fatto sapere che a tutt’oggi non sono stati comunicati né dalla compagnia né dal commissario i nominativi e il monte ore. I dipendenti di una società in liquidazione non possono chiedere l’anticipo del Tfr, devono aspettare l’iscrizione al passivo”,

Le segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti, invece, hanno scritto al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, rilevando ”la mancata corresponsione della cigs”.

In particolare, nella lettera inviata anche al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, e all’Inps, le organizzazioni dei lavoraotri rilevano ”il mancato invio all’Inps dei tabulati necessari all’adempimento dell’iter procedurale di erogazione” della cigs.

”Poichè tale ingiustificato ritardo sta provocando insostenibili disagi a migliaia di lavoratori ed alle loro famiglie richiamiamo tutte le parti coinvolte ad attivare con la massima celerità le procedure di propria competenza per garantire la rapida corresponsione ai lavoratori delle indennità previste dagli accordi di Palazzo Chigi e dalla Legge 166/08”.

Sinora sono state erogate le giornate di cigs di ottobre e novembre. Dal 19 gennaio scorso il Fondo speciale per il sostegno del reddito e dell’occupazione e per la riqualificazione del personale del trasporto aereo è in grado di coprire la differenza tra il trattamento di cigs erogato dall’Inps e l’80 per cento della retribuzione (voci fisse e continuative) dei dipendenti della ex Alitalia.

Il 20 gennaio scorso il Cda del Comitato amministratore del fondo ha deliberato l’ammissibilità delle domande di cigs inviate dalle società del Gruppo Alitalia e l’erogazione dei fondi di integrazione alla cigs. La retribuzione di riferimento è quella che il lavoratore ha percepito nelle 52 settimane precedenti all’entrata in vigore del regime di cigs.

Eventuali ‘buchi retributivi’ (aspettative, legge 104 ed altro) non penalizzeranno i lavoratori in quanto ai fini del calcolo le retribuzioni saranno riproporzionate. L’azienda commissariata ha comunicato che entro febbraio, sarà in grado di terminare tutto il processo di invio elettronico all’Inps dei nominativi e delle collocazioni in cigs relative.

A partire da marzo l’erogazione del sostegno al reddito (cigs più fondo) dovrebbe arrivare a regime. L’Inps, fino a quel momento, provvederà ad erogare i trattamenti di cigs via via che riceverà le informazioni dall’azienda (l’Inps ha bisogno di 5 giorni lavorativi per lavorare la pratica più 5 giorni per i tempi bancari).

L’Inps ha informato che sono più di 200 le persone che hanno comunicato informazioni non corrette o non interpretabili nel modello (SR41) inviato dall’azienda, pertanto chi non ha percepito ancora alcun trattamento deve rivolgersi all’Inps e verificare la correttezza delle informazioni contenute nel modello.

Infine, la regione Lazio si è infatti impegnata a garantire con 3 milioni di euro le anticipazioni sulla cigs, ma poichè Alitalia non ha informato l’Inps sui nominativi dei dipendenti in cassa e la loro posizione individuale non è possibile procedere.

Sul fronte degli obbligazionisti e azionisti Paolo Landi, presidente di Adiconsum ha dichiarato: “È indispensabile che il Governo rispetti gli impegni proclamati”.

Per Adiconsum sono oltre 40.000 gli obbligazionisti con un credito di circa 271 milioni di euro, ai quali si aggiungono anche numerosi azionisti privati con un credito di 311 milioni di euro. In totale gli investitori privati hanno in mano titoli per 581,7 milioni di euro.

L’associazione dei consumatori ricorda “l’impegno proclamato dal presidente del Consiglio Berlusconi nei confronti di tutti questi risparmiatori e cioè che sarebbero stati tutelati anche attraverso il recupero dei fondi dei conti dormienti. Di questo impegno nessuno oggi parla più. I conti dormienti sono stati impegnati per altre finalità (v. social card) e comunque si tratta di fondi insufficienti. È, quindi, evidente che l’insinuazione al passivo di tutti i itori nei confronti di una società a cui sono stati scaricati solo debiti rischia di essere una presa in giro. Per questo Adiconsum ha inviato una lettera al Governo chiedendo come intende attuare gli impegni a suo tempo proclamati. Nel contempo Adiconsum invita tutti gli obbligazionisti e azionisti a far sentire la propria voce con l’invio di e-mail e fax”.

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Commenti (3) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    La vergogna è che i dati relativi ai cassaintegrati non vengano inviati agli enti competenti a causa dei cassaintegrati stessi! In amministrazione non ci sono più impiegati attivi a quanto pare, sennò come si spiega? Se intanto le famiglie tracollano, qualcuno dorme degli immeritati sonni tranquilli. Ci sono tutti i titoli per chiedere danni patrimoniali, biologici e quant’altro ai responsabili di questo stallo….

  • Sara ha detto:

    Perche’ un bel ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo no?
    http://www.coe.int/T/I/Corte_europea_dei_Diritti_dell'Uomo/
    Incredibile che nonostante gli strumenti a disposizione che facilitano la comunicazione e l’organizzazione di qualunque evento di massa non si riesca a fare niente…. Circo Massimo lo riempiamo solo x l’Italia che vince ai Mondiali? Dipendenti “stuprati” nei loro diritti fondamentali affetti dalla Sindrome di Stoccolma? http://www.medicinalive.com/senza-categoria/la-sindrome-di-stoccolma-lalleanza-fra-vittima-e-carnefice/

  • Virgilio Conti ha detto:

    Possessori di titoli Alitalia
    Dipendenti e investitori accomunati nella sventurata vicenda

    Quali “azioni” intraprendere per un equo rimborso delle “azioni”? Un ricorso alle varie class action organizzate dalle varie associazioni dei consumatori? Un’istanza al Tribunale fallimentare? Oppure nessuna formale richiesta, in attesa di una riconversione in titoli della “nuova” Alitalia (se e quando entrerà in Borsa) ovvero di un tacito e presumibilmente misero indennizzo dopo l’annunciata data del 31 Maggio p.v.?
    Insomma, un gran pasticcio quello degli azionisti dipendenti della Compagnia aerea di bandiera.
    Ricordo, a beneficio dei lettori, che sia i cittadini risparmiatori, sia i dipendenti di Alitalia rischiano di vedere, rispettivamente, investimenti e compensi trasformarsi in carta straccia.
    In particolare, i dipendenti e possessori di azioni dell’azienda si sentono oggi ingannati e imbrogliati nella molteplice veste di contribuenti, dipendenti e azionisti.

    “Sul futuro di Alitalia c’è una certezza: gli azionisti, i piccoli risparmiatori saranno tutelati”; queste, più o meno testuali, le dichiarazioni di qualche mese fa di Silvio Berlusconi e di Giulio Tremonti; e queste affermazioni risultavano ancor più rassicuranti per coloro che i titoli non li avevano acquistati ma ricevuti dall’azienda a titolo di compenso per i sacrifici salariali e normativi.
    Debbo aggiungere che a causa del vincolo sulla vendita dei titoli, del loro successivo accorpamento numerico, del susseguente deprezzamento, in altre parole dei diabolici meccanismi finanziari, per lo più sconosciuti ad investitori non abituali, i dipendenti-possessori di azioni Alitalia si sentono oggi traditi e truffati dai Governanti e dalla stessa Compagnia; quale delle due? Beh quella che risponde al nome di Alitalia, è ovvio.
    Desidero sottolineare che questa tipologia di “investitore” deve essere distinta dalla figura dell’azionista tradizionale che, pur legittimamente e rispettabilmente, investe e specula in borsa.
    E così, a seguito dell’uscita di Alitalia dalla Borsa e della revoca delle relative azioni, chiedo al Governo, al Ministro dell’Economia, al Commissario Fantozzi ed all’A.D. Sabelli: che fine ha fatto la tutela, più volte espressa e promessa, dei piccoli azionisti Alitalia, particolarmente dei dipendenti-azionisti i quali non divennero possessori dei titoli per scelta ma per imposizione?
    Virgilio Conti
    ex matricola AZ

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