Gaza, piano per uscire dalla crisi
Un piano franco-egiziano prevede il cessate il fuoco immediato e una serie di garanzie e impegni che dovrebbero riguardare sia israeliani che palestinesi. difficilmente sarà accolto da tel Aviv.
Le garanzie messe a punto da Mubarak e Sarkozy dovrebbero includere il “piano di sicurezza per le frontiere”, chiesto da Tel Aviv e “l’apertura di punti d’accesso sulle linea di confine e la fine dell’assedio della Striscia”, rivendicati dai palestinesi. Secondo il presidente francese Nicolas Sarkozy “fra 4-5 giorni le parti potrebbero raggiungere un accordo sull’impermeabilità delle frontiere”, con un conseguente “ritiro di Tsahal da Gaza fra circa otto giorni”.
Ecco i tre punti punti del piano:
1) Israele e Hamas accettano un cessate il fuoco temporaneo per permettere l’arrivo degli aiuti umanitari per la popolazione di Gaza.
2) Su invito dell’Egitto, Israele e palestinesi, insieme ai rappresentanti dell’Unione Europea e a quelli di “altre parti”, pongono le basi per evitare una nuova crisi. Un simile accordo includerebbe “un piano di sicurezza per le frontiere” con lo scopo di fermare il passaggio di armi che si sviluppa attraverso tunnel al di sotto dei 15 chilometri di frontiera tra la Striscia di Gaza e l’Egitto. Ai palestinesi sarebbero garantiti punti di passaggio sulla linea di frontiera di Gaza, come previsto dagli accordi del 2005.
3) L’Egitto convoca le componenti politiche palestinesi, Fatah, con il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen e Hamas per colloqui di pace che portino ad una mediazione dei contrasti tra le diverse organizzazioni.
Alla luce della situazione queste proposte difficilmente saranno accolte da Olmert e Livi. Per tutta risposta al tentativo franco-egiziano Israele ha intensificato la sua offensiva.


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