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Gaza: la balla della tregua

Autore: . Data: giovedì, 15 gennaio 2009Commenti (0)

Mentre stancamente prosegue la farsa degli incontri diplomatici per raggiungere un cessate il fuoco le forze corazzate israeliane stanno marciando verso il centro di Gaza city.
gaza3Decine di carri armati israeliani appoggiati dall’aviazione sono penetrati in profondità per la prima volta stamani in un quartiere di Gaza City, dove combattimenti accaniti hanno contrapposto i soldati a militanti palestinesi. Lo riferiscono dei testimoni. I tank sono avanzati fino al cuore del quartiere residenziale di Tal Al-Hawa, una zona periferica della città di Gaza. Le forze israeliane si sono scontrate con combattenti palestinesi che sparavano colpi di mortaio e razzi anti-carro. I blindati hanno sparato delle granate, anche in direzione di edifici residenziali, mentre l’aviazione bombardava. Una colonna di carri armati ha preso posizione in un parco pubblico nel centro del quartiere.

Nella notte si sono susseguiti raid e violenti bombardamenti, soprattutto nei sobborghi di Zeitun e di Tuffah. Lo riferisce il corrispondente della tv Al Jazira nella Striscia, mentre dalle immagini in diretta trasmesse dagli studi televisivi dell’agenzia palestinese Ramattan s sono visti i bagliori delle esplosioni e udito nettamente il rimbombo dell’artiglieria.

I palestinesi morti durante le incursioni aeree notturne sarebbero 21 mentre in migliaia stanno fuggendo da Gaza City. Tra le ultime vittime c’è anche un tredicenne. L’aviazione dello Stato ebraico ha colpito 70 obiettivi concentrandosi soprattutto su Gaza City, Khan Yunis e Rafah.

Hamas reagisce e 14 razzi sono stati lanciati su Israele nelle prime ore del mattino. Gli ordigni hanno colpito diverse località del territorio israeliano e non si hanno notizie di danni o vittime.

L’artiglieria israeliana ha colpito la sede dell’Unrwa, l’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite. Tre dipendenti dell’agenzia sono rimasti feriti. Lo rende noto un portavoce della stessa agenzia dell’Onu.

La strategia di Israele di intensificare l’offensiva potrebbe voler significare che si è alle fasi finali dell’operazione. Finalmente allora si capirà lo scopo dell’invasione. L’idea di ‘smantellare’ la struttura di Hamas e di mettere in crisi il consenso popolare contro l’organizzazione non sembra aver avuto successo. Fonti locali sostengono che a causa della violenza scatenata da Tel Aviv la popolazione sembra ancor più stretta intorno ai combattenti radicali palestinesi, mentre il proseguire dei lanci di razzi verso Israele indica come la rete militare che si oppone a Tsahal sia riuscita in qualche modo a mantenere struttura e collegamenti.

E’ evidente come Olmert non tenga in nessun conto le pressioni internazionali e che le presunta trattative abbiano quasi solo uno scopo d faccita: nessuno è in grado di imporre ad Israele il ritiro delle truppe.

Hamas, dal canto suo, non intende sottoscrivere un accordo di cessate il fuoco illimitato con Israele. Lo ha affermato Mohammed Nassal, esponente dell’ufficio politico del movimento a Damasco in un’intervista all’emittente televisiva in lingua araba al Arabiya. ”Siamo infine un movimento di resistenza. Fino a che i territori palestinesi sono occupati, noi abbiamo il diritto di impegnarci in una azione di resistenza”, ha dichiarato.

Per oggi è prevista la missione nella capitale egiziana del direttore degli affari politici del ministero della Difesa israeliano e il segretario generale dell’ Onu, Ban Ki-moon, avrà un colloquio col ministro degli Esteri, Tzipi Livni, e in seguito vedrà il premier Ehud Olmert. In serata, poi, avrà una cena di lavoro col presidente Shimon Peres. Anche  il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, sarà ricevuto dai massimi esponenti governativi israeliani. La disponibilità di Tel Aviv a partecipare agli incontri potrebbe essere solo uno stratagemma per prendere tempo senza apparire del tutto sorda ai richiami alla ragionevolezza che stanno arrivando da tutto il mondo.

Il governo del venezuela ha rotto le lrealzioni diplomatiche con Israele.

Intanto la macchina della propaganda israeliana continua ad invadere i media. In Italia commentatori ed inviati avevano dato ieri per imminente una tregua ed ancora questa mattina quotidiani come ‘la Repubblica on line’ titolano “ore decisive per la tregua”, ignorando che le operazioni militari sul campo stanno portando all’occupazione dell’intero territorio della Striscia di Gaza e che sarà questo elemento a fermare l’invasione, non le trattative. Sarà poi da vedere in che tempi e con quali modalità si svolgerà il ritiro delle truppe israeliane, a questo punto il vero nodo della questione.

Secondo la Bbc i morti palestinesi, dopo 20 giorni, sarebbero oltre 1000, mentre i soldati israeliani caduti 13. La contabilità delle vittime è il più orribile modo per descrivere un conflitto, ma di fronte ad una sproporzione di queste dimensioni è evidente che il sospetto secondo il quale Tel Aviv sta conducendo una offensiva nella quale sono stati compiuti ‘crimini di guerra’ non appare infondato.

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