Futurismo, Roma e tre mesi di celebrazioni
Dalla mostra sui manifesti del Macro Future, all’installazione di Brian Eno a Palazzo Ruspoli, fino alle onde di luce che si rincorreranno da Piazza Venezia a Piazza del Popolo.
Dal 20 febbraio Roma diventa Futurista, per celebrare i cento anni dalla pubblicazione sul parigino Le figaro del Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti. In tutto 46 progetti, tra esposizioni, spettacoli teatrali, convegni, che animeranno per tre mesi la città . Presentata ieri dall’assessore alla cultura del comune Umberto Croppi, ‘Futuroma’ è “l’occasione per porre l’accento su un movimento che non fu solo artistico, ma toccò tutti i generi della produzione culturale”.
Quindi, anche se in ritardo (“abbiamo avuto pochi mesi convlusi – ha detto l’assessore – per strutturare la macchina della cultura del comune”), la capitale non mancherà di rendere omaggio alla grande avanguardia italiana, pur sottolineando che “non si tratterà di celebrare l’evento, il suo ricordo, bensì mettere in risalto i molti elementi di vitalità ancora presenti”.
Si comincerà il 20 febbraio con la Notte Futurista, con avvenimenti che fino a tardi si susseguiranno un pò ovunque. Prima di tutto le grandi mostre, che si apriranno in giornata e che, come alle Scuderie, potranno essere visitate fino all’una di notte.
Qui si potranno ammirare i capolavori di ‘Avanguardia. Avanguardiè, realizzata in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi e la Tate Modern di Londra. Commissario per l’Italia la storica dell’arte Ester Coen, che ha spiegato la scelta curatoriale.
“Abbiamo puntato a raccontare il primo Futurismo, dagli anni degli esordi (1909) al 1915, nel modo più concreto e comparativo”. Una mostra “dal taglio classico e tradizionale”, capace però di fare luce sui rapporti del movimento futurista con le altre avanguardie europee, a partire dal cubismo e dal vorticismo.
Sempre il 20 febbraio, al Macro Future sarà invece la volta di ‘Futurismo Manifesto 100×100′, curata da Achille Bonito Oliva. Il movimento fondato da Marinetti, ha detto il critico, fu “il più nervoso del XX secolo, attraversato da una vena bulimica”, che per primo si pose “il problema della comunicazione come valore aggiunto da esaltare”.
I manifesti si susseguiranno al Macro in un allestimento “fratturato, catrastrofico, continuo”, per una rassegna che diventerà itinerante e toccherà Il Cairo, San Pietroburgo, il Sud America. Altro momento clou, ha detto Croppi, sarà l’installazione realizzata da Brian Eno e presentata proprio per la Notte Futurista a Palazzo Ruspoli, “suoni e luci in piena sintonia con il pensiero dell’avanguardia”.
Ancora l’elemento spettacolare in ‘Nuove iridescenzè, un progetto di Giancarlo Cauteruccio, che collegherà con fasci di luce Piazza Venezia a Piazza del Popolo, dove, se andranno in porto i contatti con la Rai, la voce di Carmelo Bene leggerà ancora una volta il Manifesto pubblicato nel 1909 da Le Figaro.


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