Fini contestato dall’Onda
Nella giornata di ieri un centinaio di studenti hanno protestato contro il presidente della Camera Gianfranco Fini all’università ‘La Sapienza’ di Roma.
I manifestanti gridavano “buffoni, buffoni” e contestavano in particolare due leggi: quella sull’immigrazione e quella sulla droga
I ragazzi, cantando in coro “non abbiamo fiducia di voi” portavano cartelli e striscioni contro il governo: “La sicurezza del potere: controllo e repressione”, “Frati e baroni, Fini e buffoni”, “Complici del massacro di Gaza”, “Fini tela”.
La protesta, che si svolgeva di fronte Rettorato, è stata oltremodo vivace e la città universitaria è stata subito presidiata dalle forze dell’ordine. Tra i cartelli anche un riferimento ironico alle parole del sindaco Gianni Alemanno, che nei giorni scorsi aveva detto che l’ateneo romano ”è ostaggio di 300 criminali”: ‘
“Voi quattro immuni, noi 300 criminali”. ”Università senza con-Fini”, ”Fiducia, Fini non giustifica i mezzi”, ”Il vostro controllo non è sicurezza” e ”No alla legge Fini sulle droghe”:
Fini era alla Sapienza per una lectio magistralis su ‘Parlamenti nazionali e istituzioni europee’.
Un episodio di critica ‘normale’ per un Paese democratico, ma non accettabile per un ministro della Repubblica. Il titolare del dicastero della Difesa, Ignazio La Russa, ha dichiarato: “La indecente gazzarra messa in atto da un gruppo di sedicenti studenti dell’ultra sinistra in occasione della lectio magistralis del presidente Fini all’università La Sapienza comporta la necessità che la Questura di Roma ponga le basi per un intervento in grado di far rispettare le leggi a chi ritiene di poter impunemente violare ogni norma penale prima ancora che ogni regola di civiltà politica. Chi vuole scimmiottare antichi comportamenti di violenta privazione delle libertà basilari a chi la pensa diversamente, deve sapere che lo Stato è oggi in grado di dare pronte e risolutive risposte. Al presidente Fini, che ha visto di persona la becera contestazione proprio nel luogo deputato al confronto e al dialogo e già teatro della piu’ odiosa delle intolleranze verso Sua Santità Benedetto XVI, esprimo la più sincera e profonda solidarieta”’.
Al di là della prosa demagogica e roboante il testo diffuso da La Russa si inserisce nell’ormai abituale intolleranza verso le critche che il centro-destra sfoggia senza alcun pudore.
Per un politico dal passato neofascista come La Russa, scrivere “chi vuole scimmiottare antichi comportamenti di violenta privazione delle libertà basilari a chi la pensa diversamente, deve sapere che lo Stato è oggi in grado di dare pronte e risolutive risposte” risulta forse un po’ eccessivo, se non autobiografico.
Il ‘pensiero unico’, tuttavia, si è manifestato anche in questo frangente. Andrea Orlando, portavoce del Pd, ha detto: ”Esprimiamo al presidente Fini la nostra convinta solidarietà . Crediamo infatti sia un errore trasformare le legittime occasioni di manifestazione del pensiero e delle posizioni politiche in un’occasione di insulto nei confronti delle istituzioni e di chi le rappresenta”.


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