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Fini censura Santoro ed Annozero

Autore: . Data: venerdì, 16 gennaio 2009Commenti (0)

Il presidente della Camera interviene sulla libertà di epressione del giornalista dicendo: “Si è superato il limite della decenza”. E nessuno protesta.

santoroI margini per svolgere la professione giornalistica nei principali media italiani è sempre più difficile. Il presidente della Camera, Fini ha telefonato al presidente della Rai, Claudio Petruccioli, per affermare che durante la trasmissione di Annozero ”si è superato il limite della decenza”.

I fatti.
Il tema della trasmissione era l’invasione israeliana della Striscia di Gaza. Fin dall’inizio della campagna ‘Piombo fuso’ giornali e telegiornali nazionali si sono distinti per una costante e sistematica manipolazione delle informazioni provenienti dal Medio Oriente.

Le denunce per la crudeltà dell’esercito di Tel Aviv nei confroni della popolazione civile palestinese sono numerosissime in tutto il mondo e più di un esponente della comunità internazionale ha accusato il governo Olmert di ‘crimini di guerra’. Anche in Israele le organizzazioni per la difesa dei diritti umani sono estremamamente critiche.

Gran parte delle informazioni da Gaza vengono oscurate dai media italiani, la tragica emergenza umanitaria nella quale è precipitata l’area viene raramente raccontata, quasi nulla si sa dell’isolamento che da 14 mesi il governo israeliano impone ai cittadini della città palestinese.

Inoltre, quasi tutti gli italiani ignorano  che Hamas, a prescindere dal condividerne o meno la linea politica, ha vinto delle lezioni democratiche, ottenendo una vasta maggioranza e quindi è legittimata dal consenso popolare a governare sul territorio di Gaza.

Nella puntata di Anno Zero questi aspetti del problema sono stati mostrati al pubblico e la giornalista Lucia Annunziata ha ritenuto si trattasse di propaganda a favore di Hamas e non di cronaca obiettiva, fino a dire che la trasmissione era “al 99,9 per cento schierata” a favore dei palestinesi.

In particolare la giornalista ha criticato il fatto che due ragazze esprimessero il proprio parere, affermando: “Non si possono affidare a due ragazzine questioni così importanti”, sebbene le intervistate fossero palestinesi. Poi Annunziata, invece di entrare nel merito delle questioni, ha continuato a criticare Santoro, fino a che il conduttore ha replicato, chiedendosi se l’ospite non fosse così polemica per poter “acquisire meriti nei confronti di qualcuno”.

A quel punto Annunziata ha deciso di lasciare lo studio.

Nel corso del programma sono state trasmesse immagini inequivocabili sulla strage che gli israeliani stanno compiendo, alcune delle quali assolutamente indedite in Italia, ma diffuse dai principali canali informativi di tutto il mondo.

Nel finale Santoro, visibilmente esasperato per la incredibile reticenza dei suoi ospiti favorevoli ad Israele sul commentare fatti oggettivi, ha lanciato un duro attacco contro la ‘politica’ del ministero degli Esteri e delle forze politiche, incapaci di svolgere un’azione seria per spingere Tel Aviv al cessate il fuoco. Il titolare del dicastero degli Esteri, Frattini, è arrivato a parlare di un’azione “difensiva” di Israele, facendo finta di non capire come la orribile contabilità delle vittime, oltre 1100 palestinesi uccisi contro 13 israeliani (alcuni per fuoco amico) non lascia dubbi su quello che sta succedendo.

Santoro con passione ha criticato l’atteggiamento del Partito socialista europeo, che “da anni non fa niente”, con i politici europei che “su queste tragedie non fanno un tubo” e ironizzato sull’inconsistenza degli atteggiamenti di Veltroni, sostenendo “andasse a Gaza invece di andare in Africa”. Quindi ha concluso: “Non accetto che questi bambini muoiano e i potenti della terra non fanno niente per fermare questo massacro”.

Le reazioni.
A questo punto era lecito aspettarsi reazioni che puntualente ssono arrivate. Il presidente della Camera, non in grado di dimenticare il proprio passato totalitario, è intervenuto a gamba tesa sull’indipendenza dell’informazione, chiamando il presidente del servizio pubblico per criticare il lavoro di Santoro. Si provi ad immaginare il Segretario di Stato degli Usa telefonare al proprietario del New York Times per criticare un fondo del direttore.

La gravità del fatto è profonda, perchè una figura istituzionale non può in nessun caso produrre azioni che potrebbero influenzare la lbertà di pensiero di un giornalista.

Legittime, invece le dichiarazioni rilasciate da parlamentari e forze politiche. Fiamma Nirenstein (Pdl), vicepresidente della commissione Esteri della Camera ha detto: “La trasmissione di Santoro di ieri sera sul conflitto fra Israele e Hamas (che non è il conflitto Israelo-palestinese, come si è suggerito durante tutto il dibattito) altro non è stato che una fonte di disinformazione mestatoria e confusiva tesa a creare la criminalizzazione dello Stato d’Israele. Bene ha fatto la collega Lucia Annunziata ad abbandonare un dibattito disinformativo. Il servizio pubblico dovrebbe intervenire per verificare un minimo di livello culturale e morale dei suoi prodotti, pena la trasformazione dell’informazione in incitamento pericoloso e primitivo”.

Anche Nirenstein ritiene che mettere a ferro e fuoco un’area urbana abitata da un milione e mezzo di abitanti sia una ‘missione mirata’ e che l’altissimo numero di morti civili sia la ‘conseguenza’ di spiacevoli effetti collaterali.

Walter Veltroni, anche se la cosa è smentita dalle note polemiche di queste ore con D’Alema, convinto di dover aprire canali di dialogo tra le parti per favorire una soluzione del conflitto, ha detto di essere molto impegnato sulla questione di Gaza. Poi ha aggiunto: “Vorrei dire a Santoro che già dalla settimana scorsa Piero Fassino e io abbiamo manifestato agli ambasciatori di Israele e della Palestina la volontà di andare a Tel Aviv e a Gaza per avere incontri al massimo livello. La sua sollecitazione quindi era già stata ampiamente presa in considerazione. Non mi è piaciuto invece il riferimento quasi sarcastico nei confronti dell’Africa dove ogni giorno muore, nella totale indifferenza del mondo occidentale, un numero di bambini anche superiore a quello dei conflitti di questi giorni. I bambini africani non interessano ai media occidentali anche se muoiono di fame o malattie per le quali l’Occidente non manda le medicine. Allora dico a Santoro – ha concluso Veltroni – che farebbe bene invece lui, con la sensibilità che tutti gli riconoscono, ad accendere i riflettori dell’opinione pubblica su questa tragedia quotidiana”.

La sgradevolezza delle parole di Vetroni, la misurazione del numero dei morti Africa-Palestina, lascia attoniti. Inoltre il segretario del Pd non ha sottolineato che Fassino ha partecipato, nei giorni scorsi, ad una manifestazione di “solidarietà per Israele”, così diventa difficile pensare ad una posizione di equidistanza dell’esponente del suo partito.

L’ambasciatore dello Stato ebraico in Italia, Gideon Meir, per nulla indignato dal numero enorme di vittime civili causate dal suo Paese, ha definito Annozero uno “spettacolo vergognoso che provoca sconcerto”. Qualche giornale ha riportato la notizia, evitando i commenti che invece abbondano a margine delle dichiarazioni di chiunque si permetta di criticare il governo israeliano.

La querelle Santoro si aggiunge ad un elenco sempre più preoccupante di avvenimenti che riguardano il mondo della comunicazione italiano, ormai del tutto privo di autonomia. Anche se sopravvivono piccole sacche di ‘resistenza’, il disallineamento dal ‘pensiero unico’ che associa maggioranza ed opposizione viene sempre più mal tollerato.

Spazzatura a Napoli, immigrazione, Alitalia, crisi economica, scuola, sindacato sono solo alcuni dei tristi capitoli sui quali la disinformazione ha reso un larghissimo numero di cittadini del tutto inconsapevoli sulla verità dei fatti.

Inutile aggiungere che l’Ordine nazionale dei giornalisti e la Federazione nazionale della stampa non hanno al momento ritenuto di intervenire per far presente al Presidente della Camera l’inopportunità del suo gesto, certamente lesivo della libertà di pensiero e informazione.

Nel frattempo l’edizione delle 13.30 del Tg1, il principale telegiornale nazionale, si è aperta con un servizio sull’ammaraggio di un aereo a New York, avvenuto ieri (quando si parla di tempestività) e relegando la strage di Gaza alla quarta notizia. Il corrispondente Pagliara ha cominciare il collegamento così: “Si, buongiono, in effetti la tregua umanitaria di tre ore è appena scaduta, da pochissimo, sono partiti nuovi lanci di razzi di Hamas in territorio israeliano…pur tuttavia la guerra sembra alle sue battute finali”.

In un comunicato emesso ieri, Medicine sans Frontiere ha reso noto che “la tregua quotidiana di tre ore annunciata da Israele non è pienamente rispettata. E poiché la tregua riguarda solo la città di Gaza, non è possibile per gli operatori umanitari utilizzare in maniera sicura il valico di Erez nel nord della Striscia di Gaza, il solo punto di passaggio autorizzato dalle autorità israeliane per i movimenti delle persone”.

Il particolare è sfuggito a Pagliara ed al direttore Riotta, che non sentono il bisogno di farlo sapere agli italiani. Inoltre i due trovano superfluo anche ricordare che solo nella notte ci sono state 40 incursioni aeree con relativo bombardamento di case e l’uccisione di 23 civili.

Nascondere i fatti, però, non è “superare i limiti della decenza”.

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