Feltri, il conflitto di interessi e Sacconi
Vittorio Feltri, in un articolo per ‘Libero’, ha espresso alcune opinioni condivisibili sul ministro del Lavoro e Sanità , Maurizio Sacconi. Riguardano un argomento ormai dimenticato: il conflitto di interessi.
Il direttore di Libero, dopo aver ironizzato sul Cavaliere, scrive dell’imbarazzante “situazione in cui si trova il superministro Sacconi sotto la cui giurisdizione c’è il Lavoro, la Previdenza sociale e la Sanità . Troppa carne sul fuoco di un solo uomo? Il problema è un altro. Si dà infatti il caso che Sacconi sia coniugato (…) con una donna talmente in gamba da essere assurta alla direzione generale di Farmindustria. Anche chi non ha dimestichezza con certi affari comprende: siamo di fronte a un gigantesco conflitto di interessi; il responsabile del dicastero (sia pure tramite il sottosegretario Fazio) controlla la Salute pubblica, e sua moglie è al vertice non di un’azienda di elettrodomestici bensì di un colosso quale Farmindustria che, come dice la parola stessa, si occupa di farmaci”.
La notizia è di un certo interesse, perchè riapre un capitolo antico, quello delle relazioni tra potere politico e mondo degli affari, sul quale l’interesse del Palazzo è per esser gentili, scarso.
Feltri insiste: “Il premier ne è al corrente? Se lo è, provveda per favore a scorporare la Sanità dal resto (Lavoro e Previdenza) onde non offrire il fianco agli attacchi dell’opposizione. La quale, giustamente dal suo punto di vista, sta organizzando sulla questione un agguato al governo. Si profila un guaio serio da schivare. Se gli alleati di Silvio sollevano delle obiezioni e reclamano poltrone, non credo sia difficile dare loro delle spiegazioni e magari trattare. Nelle coalizioni ciò è fisiologico. Come lo sarebbe un gesto d’imperio del presidente del Consiglio. La Sanità , a parte che costituisce una voce pesante nel bilancio dello Stato, è eccessivamente importante per diventare un luogo di polemiche imperniate sul conflitto di interessi: e merita di essere guidata da un tecnico, un conoscitore non improvvisato della materia. Qui c’è di mezzo la ricerca, la sperimentazione, la razionalizzazione delle strutture, gli indirizzi unitari da seguire per alzare il livello delle cure e dell’assistenza; senza trascurare un dato: la competenza dei nostri medici è elevata e non va soffocata dalla mediocrità di amministratori e burocrati impreparati e politicizzati”.
Le parole di Feltri certamente non sortiranno alcun effetto. Come in questi anni mai si è riusciti a regolare con una legge seria la materia dei conflitti di interesse. Certo è più facile, per maggioranza ed opposizione, tra le tante cose, porre lo sbarramento alle elezioni europee, così il quadro politico si semplifica e nessuno più vorrà occuparsi di cose complicate.


Le parole cominciano a scarseggiare…e non è un buon segno…
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