Decreto anticrisi, fra speranze e illusioni
Il governo sta discutendo alcune misure anticrisi, previste da un decreto legge che dovrebbe essere approvato entro il 12 gennaio. Cosa cambierà per gli italiani?
E’ partito il conto alla rovescia per l’approvazione del decreto legge anticrisi: il provvedimento, varato dal governo il 28 novembre, scadrà a fine gennaio, ma non ha ancora ottenuto il primo via libera delle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera.
Il primo appuntamento per ridiscutere in termini un po’ più concreti del futuro degli italiani, è stato fissato per questa mattina (mercoledì 7 gennaio), al termine del voto di fiducia dell’Aula di Montecitorio sull’università.
Molte le novità di cui si parlerà, in gran parte già concordate fra maggioranza e governo, e che dovranno essere approvate entro lunedì 12 gennaio, quando il testo sarà all’ordine del giorno dell’Aula della Camera.
Ecco le misure principali:
BONUS FAMIGLIE – La maggioranza punta ad approvare un emendamento proposto da Alessandro Pagano (Pdl) che rimodula le sei soglie di accesso al bonus: l’importo complessivo della manovra non cambia, ma per le famiglie di ‘single’ la soglia per accedere al bonus scenderà da 15.000 a 9.000 euro e per le famiglie con due componenti da 17.000 a 12.000 euro, mentre salirà quella per chi ha un figlio (da 17.000 a 20.000 euro) per chi ha 2 figli (da 20.000 a 25.000 euro), per chi ne ha tre e oltre (da 20.000 a 35.000 euro) o per chi ha a carico un parente disabile (da 22.000 a 45.000 euro).
AMMORTIZZATORI SOCIALI – In arrivo l’annunciato incremento per combattere gli effetti della crisi sull’occupazione. Obiettivo: aumentare le risorse messe a disposizione (fino a raddoppiare quelle già previste, pari a circa un miliardo) e allargare la platea dei beneficiari, includendo anche i precari.
AIUTI PER CHI È IN AFFITTO – In arrivo un aiuto in favore degli inquilini a basso reddito: su di loro potrebbero essere dirottate le risorse – circa 200-250 milioni – attualmente previste dal provvedimento che mette una soglia per i mutui variabili. Risorse che visto la riduzione dei tassi di interesse rimarrebbero altrimenti inutilizzate.
STUDI DI SETTORE – Per commercianti e artigiani arriva una norma che inverte l’onere della prova: sarà il fisco a dover provare l’evasione e non i contribuenti a dover dimostrare di essere in regola.
BONUS ENERGIA – Novità sono attese anche per gli incentivi energetici che danno diritto ad uno sconto del 55%: l’ipotesi che sembra prendere corpo è quella di una spalmatura in 10 anni dello sconto (ora invece può essere detratto in 3 anni) piuttosto che quella di ridurre la percentuale dello sconto al 40-45%.
OPA OSTILI – Per evitare scalate ostili si ipotizza di ridurre dal 2 all’1%, per tutto il 2009, la soglia di partecipazione che fa scattare l’obbligo di comunicazione alla Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa).
SCUDO ANTI LIBIA IN ENI – Sul tavolo anche la proposta della Lega di introdurre uno ‘scudo anti-stranieri’, così lo hanno definito, per evitare l’ingresso di imprese straniere in società italiane in settori strategici: è il caso della Libia nell’Eni.
CESPITI AZIENDALI – Si valuta la riduzione dal 10 al 5% dell’imposta per la rivalutazione dei cespiti aziendali.
AUTO – Al momento non è previsto alcun intervento a sostegno del settore. Nel caso in cui il governo dovesse decidere di mettere a punto qualche misura, però, sembra più probabile un decreto legge ad hoc piuttosto che un emendamento al decreto legge anticrisi.
SETTIMANA CORTA – Difficile anche che nel decreto possa essere inserita una misura così importante come la settimana corta.


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