Continua lo stupro di Gaza
La crisi umanitaria è fuori controllo, mancano cibo, elettricità e medicinali. Migliaia i feriti e l’esercito israeliano continua la guerra ed invia i riservisti.
L’aggressione del governo israeliano alla Striscia di Gaza è arrivata al diciasettesimo giorno e sembra addirittura intensificarsi. La propaganda di Tel Aviv sembra far circolare una notizia in base alla quale gli obiettivi dell’azione militare contro Hamas sarebbero prossimi dall’essere raggiunti.
In realtà all’interno del governo Olmert cominciano ad emergere fratture. Sembra che mentre il premier sia favorevole alla continuazione di ‘Piombo fuso’, i ministri della Difesa e degli Esteri, Ehud Barak e Tzipi Livni, pur con differenze, sarebbero dell’idea di cessare al più presto l’invasione.
Sul fronte internazionale, continuano in tutto il mondo le manifestazioni di protesta contro la guerra, ma le trattative per un cessate il fuoco sono in stallo. Appare del tutto superato il ruolo del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ormai incapace di rendere concreto il contenuto delle proprie risoluzioni.
Le consultazioni in corso al Cairo tra delegazioni di ogni tipo non raggiungono nessun risultato perchè l’isolamento politico di Hamas è forte anche tra i Paesi dell’area, per cui nessuno preme davvero su Israele perchè metta fine alle ostilità.
Il vero obiettivo di Israele potrebbe essere quello di terrorizzare la popolazione di Gaza e di colpirne talmente a fondo il morale da pensare di spingere i cittadini a ritirare il consenso molto ampio che offrono ad Hamas, così da favorire l’ascesa di interlocutori più malleabili. Tel Aviv ha svolto un’operazione simile nei confronti dell’Autorità nazionale palestinese, fino ad arrivare all’elezione di Abū Māzen, molto più gradito. Il leader storico dell’Olp, Yasser Harafat, fu sottoposto a mesi di isolamento forzato e morì improvvisamente in circostanze ancora misteriose.
A questo punto la fine dei combattimenti è nelle mani degli israeliani ed i futuri accordi che dovessero essere presi in sedi internazionali serviranno solo a definire scenari formali o di facciata.
Il cinismo delle scelte di Olmert lascia attoniti, perchè per ottenere una vittoria politica su Hamas, Tel Aviv ha scelto le armi e sottoposto ad assedio la popolazione di Gaza per mesi, prodotto una crisi umanitaria devastante e provocato la morte di centinaia di civili, tra i quali moltissimi bambini. Senza riuscire, quasi certamente, a raggiungere l’obiettivo.
La nuova presidenza americana potrà solo in parte modificare le tendenze bellicose del governo israeliano: dopo questa guerra le possibilità di riavviare colloqui seri per la costituzione di uno stato palestinese richiederà tempi lunghissimi.
Il bilancio delle vittime è sempre più agghiacciante: 900 i morti tra i palestinesi, mentre 13 sarebbero i militari caduti tra le forze israeliane (secondo fonti di Tsahal riportate dalla Bbc). Interessante osservare che il numero dei soldati di Tel Aviv che hanno perso la vita è quasi introvabile sulla stampa italiana.


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