Carmelo bene, “morto per mano altrui”
Per uno dei suoi avvocati, Marco Micelli del foro di Lecce, si tratta di “un convincimento che la signora ha da anni e che ha più volte manifestato”, ma al momento non ci sarebbe alcun atto giudiziario formale.
Fatto sta che Maria Luisa Bene, sorella dell’attore e regista salentino Carmelo, morto il 16 marzo 2002 a Roma dopo lunga malattia, in un documento inviato oggi a giornalisti chiede nuovamente che sulla morte del fratello sia aperta un’inchiesta. “Carmelo è morto per mano altrui” scrive la sorella dell’attore, precisando di avere “piena consapevolezza” delle proprie condizioni di salute (ha 70 anni, è malata e vive da sola in una casa di famiglia a Santa Cesarea Terme, in provincia di Lecce).
Nello stesso tempo vuole rendere noto di “non intendere lasciare questa terra senza che il mondo sappia” che il fratello sarebbe morto per mano di altri. “I tempi della giustizia – aggiunge – sono, come è noto, assai lunghi laddove la vita stessa è a volte assai breve. Esprimo tuttavia la certezza che giustizia sarà fatta se non in questo, sicuramente nell’altro mondo”. Il convincimento di una morte del fratello provocata da altri sarebbe maturato nella donna subito dopo la scomparsa di Carmelo e ribadito pubblicamente più volte in questi anni.
Per diverso tempo, cioè, uno staff medico ha seguito da vicino l’attore curando gravi problemi di salute. Poi quello staff mano a mano sarebbe stato cambiato, e questo – secondo Maria Luisa Bene – avrebbe avuto ripercussioni fatali sulle condizioni del fratello. Maria Luisa Bene è stata per 34 anni anni l’ombra di Carmelo, che era più grande di lei di 17 mesi, nel corso della sua vita artistica, facendo anche da aiuto registra. “Sul merito di questa uscita non voglio dire nulla” ha commentato Giancarlo Dotto, giornalista, scrittore e per molti anni assistente alla regia di Carmelo, apprendendo del documento diffuso dalla sorella dell’attore. “So anche che c’è stata una denuncia da parte sua e anche un’archiviazione. Posso solo raccontare la mia testimonianza: gli sono stato vicino giorno e notte nei mesi della malattia, posso dire che Carmelo Bene è morto con una dignità assoluta”.
Nel documento odierno la signora Maria Luisa ringrazia anche due avvocati del foro di Lecce, Marco Micelli e Felice Lecciso, per “il gratuito patrocinio prestato in questi due anni”. Maria Luisa Bene, infatti, sin dalla morte del fratello ha impugnato il testamento per quanto riguarda la fondazione che dovrebbe nascere in memoria di Carmelo e il nominativo di chi dovrebbe gestirla. La causa, a quasi sette anni dalla scomparsa dell’attore, è ancora alle prime battute dinanzi al Tribunale di Roma.


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