Berlusconi è una star, dice lui
Il presidente del Consiglio non sarà presente alla cerimonia per il prossimo insediamento alla Casa Bianca di Barack Obama. Il Cavaliere ha detto: “Io sono un protagonista e non una comparsa”.
Berlusconi, pensando di essere divertente, aveva già definito il nuovo presidente Usa “abbonzato”, scatenando polemiche in tutto il mondo, e difendendosi dalle critiche sostenendo che la gaffe in realtà fosse una “carineria” e considerando ”imbecilli” coloro che avevano sollevato la questione.
Il caso non passò inosservato a Wshington e fu interpretato da alcuni osservatori come il motivo del ritardo della prima telefonata tra il primo presidente nero americano e Berlusconi. Obama chiamò il premier italiano in un secondo giro di contatti e Palazzo Chigi si affrettò a descrivere come ”affettuosa” la conversazione.
Ieri l’Uomo della Provvidenza, parlando coi giornalisti, ha sentito il bisogno di dire: ”Gli faccio veramente tutti i miei auguri di cuore più che posso, che possa veramente fare bene e trovarsi bene con la squadra che ha messo in campo e che mi sembra una squadra affidabile”.
Poi, colto dalla solita imbarazzante necessità di glamour, ha aggiunto: ”Non andrò all’insediamento: non sono andato a quello di Bush e poi io sono un protagonista non una comparsa” ed ha annunciato una ”lettera di auguri che gli sto scrivendo”.
Nella serata di ieri il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha reso noto che per la cerimonia di insediamento alla Casa Bianca non partirà una delegazione italiana di alto livello. Il responsabile della Farnesina ha spiegato ”E’ comunque importante il colloquio che avrò con il nuovo segretario di Stato Hillary Clinton, probabilmente i primi di febbraio, perchà c’è fretta di organizzare bene i lavoro del G8”.
In realtà l’episodio non solo mostra la freddezza tra la nuova amministrazione Usa e il governo di centro-destra, ma la marginalità della politica estera italiana.


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