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Ascom Napoli contro il racket

Autore: . Data: mercoledì, 7 gennaio 2009Commenti (0)

Solidarietà ai ristoratori che dopo l’ennesimo attentato hanno deciso di chiudere. L’azione del governo non contrasta realmente il crimine organizzato.

pizzoracketIl presidente dell’Ascom provinciale di Napoli, Antonio Pace, interviene in sostegno degli esercenti minacciati dal racket: “La chiusura di ‘Ciro a Mare’ sarebbe una sconfitta per gli imprenditori onesti, per le istituzioni, per i cittadini : in definitiva, per tutti coloro che vogliono vivere e lavorare in un territorio ‘normale’, libero dall’illegalità e dalla violenza della criminalità organizzata”.

I ristoratori dopo l’ennesimo attentato avevano detto: “Ce ne andiamo, avete vinto voi”. In cinque anni ben quattro attentati hanno danneggiato il ristorante sul Porto del Granatello, uno dei più noti in città. In seguito a denunce di ‘pizzo’, per i ristoratori non c’è più stata pace. Poi lo sconforto e la voglia di lasciare hanno preso il sopravvento nonostante gli incontri istituzionali e i numerosi inviti a restare, a resistere, a lottare.

Ringraziando quanti avevavo offerto solidarietà ed aiuti economici, i proprietari del locale hanno dichiarato di non sentirsi in grado di ritornare al lavoro a Portici.”L’unica persona che ci è stata vicina è stata il sindaco di Portici, sono pochi quelli che combattono…”.

Antonio Pace nel suo appello tenda di spingere i ristoratori ad un ripensamento ed aggiunge: “Rivolgiamo un appello pubblico ai colleghi, di cui pur comprendiamo lo scoramento, affinchè non lascino il campo. Saremo al loro fianco in ogni modo possibile e sproneremo le istituzioni a dare loro quel sostegno e quella protezione che finora sono evidentemente stati insufficienti”.

La propaganda del governo Berlusconi sull’emergenza criminale (in larga parte frutto di demagogia), non sembra trovare strumenti efficaci dove in concreto le organizzazioni camorristiche o mafiose impongono con la violenza il proprio potere.

Confesercenti, infine, invita “il coraggioso imprenditore a restare a Portici” e “si impegna senza riserve a schierarsi al suo fianco e a fianco di chi sta combattendo la dura battaglia per la liberta’ di impresa e per la legalità”.

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