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Alitalia: “Vive la France”

Autore: . Data: sabato, 10 gennaio 2009Commenti (0)

I lavoratori sono in subbuglio, ma i ‘capitani coraggiosi’ sono in attesa ansiosa dei francesi. Il patriottismo del Cavaliere è dimenticato.

vive-la-franceLa ‘cordata patriottica’ di Berlusconi è soci avrebbe un nuovo slogan: “Vive la France”. Il consiglio di amministrazione dell’Air France Klm avrebbe dato l’ok alla presentazione dell’offerta per l’acquisto di una quota del capitale della Nuova Alitalia. Secondo indiscrezioni il gruppo franco-olandese sarebbe interessato a una quota del 25 per cento del capitale Alitalia.

In cambio, secondo voci e non in base a dichiarazioni ufficiali, Air France-Klm sarebbe disposta a pagare 300 milioni di euro, 50 milioni in più del prezzo pagato dagli azionisti della Cai.

Per l’entrata dei francesi bisognerà rivedere lo statuto di Cai-Alitalia, prevedendo azioni di categoria B da assegnare a loro e modificare la parte riguardante gli organi societari, ampliando il consiglio di amministrazione da 15 a 19 membri. Tre dei nuovi posti sarebbero per Air France-Klm e il quarto per uno dei nuovi entrati italiani. Gli “eroi” patriottici non potranno vendere le quote all’eterno, ma ‘cederle’ ad altri soci si. Insomma, presto i francesi potrebbero trovarsi nelle mani la Compagnia.

Il consiglio di amministrazione di Alitalia si dovrebbe riunire lunedì prossimo 12 gennaio, nella sede della Magliana, per valutare l’offerta franco-olandese. Fino a quel momento i tedeschi della Lufthansa potrebbero ancora presentare una controfferta per entrare nel capitale della nuova compagnia di bandiera italiana, anche se fino ad oggi hanno ripetuto ufficialmente di essere orientati solo verso un accordo commerciale.

Questi i fatti. Sul terreno delle ipotesi invece ci sono molti dubbi. I francesi sono indispensabili per tre motivi: il capitale, il know how, le rotte a lungo raggio. E’ ovvio che gli “eroi” non sono in grado di far funzionare la nuova Alitalia e un organigramma circolato in questi giorni rafforza la tesi.

I collaboratori di Colaninno e Sabelli, sempre secondo voci non confermate, sono quasi tutti a digiuno di trasporto aereo.

Giancarlo Schisano è l’unico con esperienza e potrebbe essere il capo delle Operazioni e del Traffico. Era già in Alitalia, ma arriva dalle Ferrovie,  dove era direttore della Divisione trasporto regionale.

Ci dovrebbe essere Paolo Amato, già dirigente alla Merloni TermoSanitari, nel ruolo di chief financial officer, in parole semplici si troverebbe a gestire la finanza.

Per la Direzione risorse umane (il personale) c’è Giovanni Di Stefano, con un passato alle Ferrovie e all’Eni. L’aspetto singolare del nuovo manager è che gli si attribuiscono conoscenze di psicologia, ma da come è stata trattata la pratica ‘assunzioni’  si possono nutrire serissimi dubbi sulla sua reale capacità di gestire un settore così delicato.

Gianluigi Di Francesco dovrebbe occuparsi di’Information Technology, luogo strategico per qualunque azienda moderna, ma ancor di più, se possibile, nell’aeronautica. Per poco tempo in Alitalia ad inzio carriera è passato in Italcable, Telecom ed Enel, dove avrebbe dovuto curare faraonici e mai realizzati programmi per l’uso della rete elettrica in funzione di sistema per la trasmissione di voce-dati. Infine è stato vicepresidente e amministratore delegato della società di informatica Atos Origin.

Rita Ciccone è il nuovo capo dell’Area Legale e Societaria e viene dall’ Autorità garante per la concorrenza dove era Segretario generale.

Per il resto nulla è chiaro, ovvero la scelta e la dislocazione dei quadri intemedi, ma la storia recente di Alitalia non è stata un esempio di funzionalità, per cui questo settore, assolutamente nevralgico, è quello sul quale si giocherà l’efficienza della nuova Compagnia.

Tra poche ore dovrebbe avvenire la ‘partenza’ di nuova Alitalia, ma se c’è da sperare che la pianificazione dei voli almeno abbia un senso compiuto si può star certi che sul versante del personale si è nel caos.

Il personale di terra in alcune aree operative è in agitazione, quello di volo è demotivato e nervoso, i piloti sono ‘in silenzio’ da giorni, ma la categoria ha accusato i colpi dopo la ‘durezza’ dell’atteggiamento di Colaninno e soci.

Infine la considerazione più importante. I francesi, se alla fine dovessero entrare in Alitalia, saranno il solo e vero punto di riferimento per l’azienda. Nulla potrebbe muoversi senza il loro consenso. Così la ‘cordata patriottica’ sarà una nuova Repubblica Cispadana, con Air France-Klm nel ruolo di Napoleone. Solo che questa volta Parigi ha risparmiato anche i soldi per mandare un esercito, perchè con 300 milioni hanno ottenuto l’obiettivo che sarebbe costato oltre miliardo nell’estate scorsa.

Secondo il  Wall Street Journal è la prima fase di “un eventuale takeover completo”, ovvero dell’acquisizione. L’autorevole giornale finanziario ha ggiunto che Cai “lascerebbe Alitalia nelle mani di un partner che vuole una profonda riorganizzazione delle operazioni” e con questo programma di ristrutturazione Air France-Klm “cercherebbe di raggruppare le operazioni di Alitalia intorno a un singolo hub che possa fare da porta d’accesso a destinazioni popolari nel Medio Oriente e in Asia”.

Insomma un nuovo slogan ha sostiutito “volo Alitalia, amo l’Italia”, di certo più aulico e imperativo: “Vive la France”. Con buona pace dei cittadini italiani che dovranno pagare tre miliardi di debiti e dei diecimila licenziati che non portanno giovarsi dell’assistenza dello stato sociale d’oltralpe, ma dovranno accontentarsi della Repubblica felice di Berlusconi.

Quando si dice un affare.

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