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Alitalia parte già indebitata

Autore: . Data: giovedì, 15 gennaio 2009Commenti (0)

A due giorni dalla partenza della nuova Alitalia uno studio sulla privatizzazione smonta le favole raccontate sul rilancio del trasporto aereo nazionale.
alitaliaA conti fatti la lunga privatizzazione di Alitalia è costata 1,8 miliardi di euro con l’aggravante di avere chiuso alla concorrenza il mercato italiano e non avere liberalizzato le rotte intercontinentali. E, ora, dopo l’inevitabile ingresso di Air France-Klm, nel giro di pochi anni la compagnia sarà acquistata dal partner straniero. E’ questa la valutazione sulla vicenda Alitalia contenuta nel briefing paper dal titolo ”Alitalia riparte tra critiche e dubbi” redatto da due economici dell’Istituto Bruno Leoni, Andrea Giuricin e Roberto Melini.

”L’entrata del primo gruppo europeo Air France-Klm era inevitabile, come lo stesso Istituto Bruno Leoni affermava da mesi; i francesi saranno il primo azionista con il 25 per cento della nuova Alitalia e tra pochi anni, la compagnia, sarà quasi certamente acquistata dal partner straniero, seguendo la logica di consolidamento in atto nel trasporto aereo”.

Continua la relazione: ”Nel complesso, i soci italiani hanno messo un capitale pari a 850 milioni di euro, con i quali sono stati comprati gli asset della vecchia Alitalia, per 1052 milioni e AirOne, per oltre 790 milioni di euro; da questi due dati si comprende che la nuova Alitalia parte indebitata”, sottolineano i due economisti per i quali ”la privatizzazione è stato un lungo calvario iniziato 27 mesi orsono dal Governo Prodi durante i quali il Gruppo Alitalia ha bruciato 1,8 miliardi di euro. Una privatizzazione all’italiana con un enorme spreco di denaro pubblico. Alitalia sta portando nel baratro tutto il settore aereo”.

Andrea Giuricin e Roberto Melini però vedono uno spiraglio: “La nuova Alitalia sarà un piccolo vettore regionale trasportando circa 28 degli 850 milioni di passeggeri del mercato europeo. La debolezza di Cai potrebbe essere in realtà un vantaggio, se solamente si decidesse di aprire le rotte a lungo raggio. La legge 166 del 2008 inoltre chiude il mercato interno. Delle prime 25 rotte italiane, ben 14 vedono la predominanza assoluta di Cai con una quota di mercato superiore all’80 per cento”.

Peccato l’intendimento sembra essere un altro.

Nel frattempo l’amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli, si è pronto a ricevere suggerimenti e consigli e, per questo, ha dichiarato di voler dare a tutti i dipendenti della compagnia il proprio indirizzo e-mail. Sabelli avrebbe inviato ieri, giorno del decollo della compagnia, a tutti dipendenti dell’aviolinea una lettera.

La nuova Alitalia, scrive Sabelli nella sua missiva, è decollata con una ”radicale discontinuità” rispetto al passato ed è chiamata ora a realizzare un piano industriale ”certamente impegnativo, ma realistico e quindi possibile”.

Il progetto richiederà inevitabili sacrifici ma tutti dovranno avere ”l’orgoglio di essere stati scelti per dare vita ad un’azienda nuova e guardare al futuro con la voglia e la determinazione di farcela e di avere il successo, personale e aziendale. Ci dovremo adoperare per convincere i contrari, conquistare gli scettici, ricostruire il senso di appartenza ed assecondare la voglia di riscatto di tutti. Solo in questo modo daremo anche una speranza ed una prospettiva a chi oggi non fa parte del nostro Progetto”.

Secondo Sabelli la nuova Compagnia è ”un’opportunità unica, forse irripetibile”. Ma ”le opposizioni ed i sacrifici erano, e sono, un prezzo da pagare per la rimozione degli ostacoli che hanno impedito e avrebbero impedito il reale, completo e sostenibile rilancio dell’azienda”.

Alcuni miliardi di euro pagati dai contribuenti, migliaia di cassintegrati, come sostiene la ricerca dell’Istituto Bruno Leoni il declassamento di Alitalia a “piccolo vettore regionale” e la farsa Alifrance per Sabelli sono particolari. La ”radicale discontinuità” è costituita dall’abolizione delservizio trasporti per il personale, dalla soppressione delle garanzie per le madri lavoratrici e da un’altra serie di micro decisioni di carattere organizzativo e vagamente punitivo.

Se fonti vicine all’azienda fanno sapere che numerosi dipendenti hanno già scritto all’amministratore delegato, altre, vicine ai lavoratori informano che le mail di risposta non sono state particolarmente tenere con lui.

Intanto Sdl in un comunicato rende noto che “in data odierna (ieri, ndr), è partito ufficialmente un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, al Ministero delle Pari Opportunità, al Ministero del Lavoro e al competente ufficio UPLMO, che per segnalare il fatto accaduto ieri 13 gennaio 2009, primo giorno di operatività della nuova società Alitalia, nel quale l’Azienda ha rifiutato ufficialmente l’applicazione della disciplina vigente a tutela della famiglia e dei familiari portatori di handicap. Questo rappresenta un fatto grave, pregiudizievole dei diritti socialmente tutelati dei minori e dei portatori di handicap e che si contrappone alle indicazioni espresse da tutti gli enti competenti negli ultimi anni. Aspettiamo risposte urgenti ad un problema grave sulle spalle delle famiglie dei dipendenti”.

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