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Ai ricercatori resta la Befana

Autore: . Data: martedì, 6 gennaio 2009Commenti (0)

I ricercatori dell’Università di Milano hanno scritto alla Befana. Forse non rimane che sperare in lei e nella sua generosità per raggiungere l’obiettivo di diventare un Paese normale, nel quale a tutti sia offerta in libertà l’occasione per lavorare e vivere dignitosamente. Un articolo per ‘Tu Inviato’.


befana

Cara Befana,

come sai sono un Ricercatore universitario e quest’anno avrei tanto bisogno di qualche bel dono.

Il regalo più grande che ti chiedo è la possibilità di fare Ricerca, cioè di fare il mio lavoro. In realtà, questo non sarebbe un regalo solo per me, ma anche per tutti i Ricercatori italiani, anzi per tutto il Paese, perché il suo sviluppo è sempre più connesso alla capacità di innovare. Per questo vorrei che la quantità di finanziamenti per la Ricerca fosse adeguata agli standard degli altri Paesi europei; non solo, vorrei anche che i finanziamenti venissero erogati con continuità, con tempi e con modalità certe: davvero non vorrei più vedere i vari governi utilizzare i fondi per la Ricerca e l’Università per coprire ogni tipo di buco di bilancio.

Un altro grande regalo che ti chiedo è di portare nuove regole per l’Università, che però non siano orientate solo alla riduzione dei costi, ma soprattutto alla valorizzazione di ciò che c’è di buono, perché così si fa crescere il Paese. Vorrei regole volte a innescare un processo di rinnovamento positivo e capaci di indurre chi in Università ha potere decisionale a compiere scelte responsabili.
Vorrei che regole chiare, basate su criteri internazionali governassero anche la mia carriera: vorrei che questa dipendesse dal mio lavoro e non dagli scambi di favori tra “baroni” e nemmeno dagli stanziamenti a singhiozzo del Ministero, perché in questi casi la frustrazione che si prova non aiuta certo a fare della buona Ricerca.

Cara Befana, vorrei chiederti anche un regalo per i giovani di talento che si stanno chiedendo se valga la pena intraprendere la carriera della Ricerca o meno. Mi piacerebbe che almeno loro potessero essere certi che un buon curriculum apre molte porte, anche in una sede diversa da quella in cui sono “cresciuti”, perché non è la “fedeltà” al proprio Professore la caratteristica più importante per fare Ricerca. Vorrei anche poter dire loro che, se riusciranno a intraprendere questa carriera, potranno percepire uno stipendio dignitoso e realizzare così il loro progetto di vita pur non essendo ricchi di famiglia.
Vorrei che le nuove assunzioni di Ricercatori venissero effettuate in base ad una programmazione responsabile della Ricerca e della Didattica e vorrei che i nuovi Ricercatori avessero a disposizione uno spazio di laboratorio e i fondi per allestirlo. Vorrei che i loro successi portassero lustro alla sede universitaria che li ha scelti, anche in termini di maggiori finanziamenti pubblici e privati.

Per concludere, mia cara Befana, vorrei proprio che per il 2009 ci portassi una buona Riforma dell’Università.

Un Gruppo di Ricercatori dell’Università degli Studi di Milano

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