Vittime di Pinochet a Roma
Il 2 dicembre a palazzo Valentini
Ni olvido ni perdon. A Roma il 2 dicembre al palazzo Valentini della Provincia parleranno nel pomeriggio i familiari delle vittime di Alfonso Podlech, uno dei più feroci rappresentanti della dittatura di Pinochet in Cile. Podlech si trova nel carcere di Roma in attesa di giudizio ed è accusato della sparizione dell’ex sacerdote italo cileno del movimento dei “Crisitani per il Socialismo”, Omar Venturelli.
Il Pubblico Ministero Giancarlo Capaldo, che conduce l’inchiesta “Operazione Condor”, insegue da anni anche altri 139 responsabili delle violazioni dei diritti umani durante la sanguinaria dittatura di Pinochet.
Il Plan Condor era l’accordo stabilito all’inizio degli anni settanta tra la Cia, il Pentagono e le polizie dei paesi sudamericani che aveva come obiettivo evitare attraverso una serie di colpi di stato l’arrivo al potere per via elettorale di eventuali partiti socialisti o comunisti. Il Plan Condor oltre a sostenere e promuovere le più violente dittature di destra della storia latinoamericana si tradusse anche in decine e decine di migliaia di assassini politici e sparizioni di oppositori di sinistra.
Il PM Capaldo indaga proprio sulla sparizione di 25 “desaparecidos” di origine italiana, fatto che ha consentito di colpire Podlech con un mandato di cattura europeo durante un suo viaggio di turismo in Spagna. Il colpo di stato iniziato l’11 settembre del 1973 con il bombardamento della Moneda, la sede presidenziale, e l’omicidio del legittimo e amatissimo presidente Salvador Allende, fa sentire ancora oggi i suoi effetti in Cile.
L’impunità di cui hanno goduto alcuni dei protagonisti della dittatura rappresenta una ferita profonda non solo nei familiari delle vittime ma nell’anima stessa di un paese non ancora pacificato. Fresia Cea Villalobos, vedova di Omar Venturelli, Ruth Kries, vedova di Hernan Henriquez Aravena, Carlos Lopez Jara, ex prigioniero politico e Tania Levinao, indigena Mapuche figlia di Jeremias Levinao ex prigioniero politico, saranno presenti a Roma proprio per testimoniare contro i crimini compiuti da Podlech e ricordare all’Italia l’importanza delle battaglie contro l’impunità e per la memoria, senza le quali ogni democrazia è a rischio.
Giuseppe De Marzo, redazione asud


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