True Life: Lampedusa porta d’Europa
Stasera su MTV
“True Life: Lampedusa porta d’Europa” è uno speciale che racconta l’immigrazione clandestina vista dagli occhi dei ragazzi di Lampedusa, dei volontari che lavorano sull’isola e dei migranti, persone che da prospettive diverse vivono ogni giorno questo fenomeno. Una descrizione corale realizzata in occasione dell’inaugurazione a Lampedusa del monumento Porta di Lampedusa – Porta D’Europa di Mimmo Paladino. Il programma sarà in onda su Mtv Italia lunedì 8 dicembre alle ore 23.00 e in replica sabato 13 dicembre alle 19.30 e sabato 20 dicembre alle 20.00.
Ad esplorare uno dei temi più discussi della realtà italiana è la voce di Marco, un ragazzo milanese che a Lampedusa ci arriva per condividere lo spirito del monumento di Mimmo Paladino: non dimenticare le migliaia di persone che attraversando il mare in cerca di un lavoro hanno perso la vita, ma anche per incontrare personalmente dei ragazzi che sono arrivati a Lampedusa via mare e che si trovano al Centro di Accoglienza Temporanea di Lampedusa.
Con Marco anche la voce di Herbert, un ragazzo di Nairobi che parla degli africani che decidono di restare nel proprio paese e quella di ragazzi che a Lampedusa ci vivono o ci lavorano. Un mediatore culturale, un operatore socio-assistenziale, un sottotenente di vascello che per la Guardia Costiera pattuglia il mare e soccorre i migranti in arrivo dalle coste africane, una dottoressa di Medici Senza Frontiere.
E infine Filippo, un ragazzo che a Lampedusa ci è cresciuto, che dell’immigrazione clandestina vive da vicino tutta la complessità e ha delle speranze ben precise: “Spero che quando ci sarà un prossimo G8, G7, G9 o chicchessia o comunque quando si riuniranno i nostri capi di governo metteranno un po’ da parte gli investimenti per quanto riguarda le armi e tutto il resto e magari investiranno ma in maniera forte per lo sviluppo di queste popolazione perché poi alla fine parte tutto da lì. Per cui credo, cioè spero che loro vadano a risolvere il problema aiutando queste persone direttamente sulle loro terre perché hanno il diritto di crescere lì, hanno il diritto di sviluppare le loro terre e la loro dignità nel restare sulla propria terra al fine di poterla salvare. Penso che sia la cosa principale. Per cui, mentre in qualche modo si cerca di risolvere il problema, penso sia un nostro dovere accogliere. Accogliere e dare un minimo di sicurezza a queste persone che comunque bussano a chi ha molto di più rispetto a loro. E nel contempo agire più a lungo termine per poter dare benessere nella loro terra”.


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