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Sara: “Alitalia, non voglio auguri”

Autore: . Data: mercoledì, 24 dicembre 2008Commenti (0)

Auguri sono stati mandati dall’azienda ai cassintegrati. Lei è una ragazza di 13 anni, la figlia di un’assistente di volo ed ha voluto rispondere. Le sue parole ci sembrano uno straordinario urlo di dignità. Sara per “Tu Inviato”

Parlo a nome di mia madre…nè io, nè tanto meno lei, accettiamo i vostri auguri, visto che per colpa vostra questo sarà un Natale estremamente tristre.

Voi non potete neanche lontanamente immaginare quello che stanno passando i nostri genitori. Dopo 21 anni di lavoro ONESTO, SUDATO sono stati calpestati ed umiliati..senza una spiegazione, senza un motivo valido. Erano semplicemente un NUMERO DI TROPPO e così, dopo tanti anni di sacrifici, tutto il loro impegno e la loro  passione per questo lavoro sono andati persi. Ho visto mio padre partire subito dopo la perdita di una persona cara, ho visto mia madre allontanarsi da casa quando io o mia sorella stavamo male, ma a quanto pare di questo non importa a nessuno…

Gli auguri non servono dopo aver distrutto intere famiglie, aver diviso marito e moglie, uno a Torino  e l’altra a Catania, dopo esservi dimenticati di tutta quella gente che ha lavorato per voi con ORGOGLIO, spesso anche passando per PRIVILEGIATI agli occhi della gente, gli auguri non servono…

Noi figli non possiamo dimenticare quando a Natale vedevamo i nostri genitori andare dall’altra parte del mondo, invece che stare con noi. Ci dicevano:” Tesoro devo andare…ma il papà torna presto!”…e così noi trascorrevamo le feste con la nonna…o con la tata…

Non possiamo dimenticare tutte le volte in cui mamma, dopo una giornata faticosa, per stare un pò con noi, si metteva sul divano, ma dopo 5 minuti si addormantava…

Noi al contrario di tante persone queste cose non possiamo dimenticarle…

Noi figli siamo sempre stati FIERI del mestiere dei nostri genitori, anche se spesso quelli a subire più rinunce eravamo noi.

Questo sarà il Natale più triste per noi, ma ripeto, a nessuno importa…a nessuno interessa il fatto che le nostre mamme e nostri padri sono tristi, ma che cercano in tutti i modi di non farci accorgere di niente…

La sola cosa che avete saputo dire è: “Rivolgiamo un sentito ringraziamento a coloro che hanno appena perso il posto”, o almeno è questo il senso, e sono sicura che dopo questo ringraziamento, la vostra coscienza sarà a posto…ma vi sbagliate…continueranno comunque ad esserci madri disperate…padri che non sapranno cosa raccontarci sul fatto che stanno sempre a casa…

Vi giuro non ho parole…non ho parole per descrivere la meschinità di tante persone…non ho parole per spiegare che in  molte occasioni ormai mi sto vergognando di essere italiana…perchè cari miei…è questo quello a cui avete portato.

Ma comunque resto dell’idea che tanti genitori devono solo essere fieri degli anni che hanno dedicato a questa Compagnia, devono vergognarsi, al contrario, coloro che l’hanno portata al degrado…

Sara

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