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Più aborti in Spagna

Autore: . Data: giovedì, 4 dicembre 2008Commenti (0)

Soprattutto fra le adolescenti

In Spagna aumenta il numero delle donne che ricorrono all’aborto: le interruzioni volontarie di gravidanza (Ivg), secondo i dati diffusi dal ministero della Salute spagnolo, hanno superato nel 2007 quota 112mila, facendo registrare un aumento del 100 per cento in meno di 10 anni e di oltre il 10 per cento rispetto solo al 2006.

Per il quotidiano ‘Abc’, la Spagna è diventata un “paradiso abortista”. I dati relativi al 2007 (in aumento del 10 per cento rispetto all’anno precedente) ravvivano la polemica sulla legge in vigore in Spagna dal 1985, criticata dalla chiesa e dalle associazioni ‘pro-vita’, e sulla nuova normativa che il ‘Psoe’ del premier Josè Luis Zapatero sta preparando in Parlamento.

La legge attuale, infatti, consente di abortire in tre casi: stupro, entro le 12 settimane di gravidanza; malformazione del feto, fino a 22 settimane; rischio per la salute fisica o psichica della madre, per cui non ci sono limiti di tempo. Quest’ultima disposizione viene invocata nel 97 per cento degli aborti, in alcuni casi estremi praticati a sei o sette mesi di gravidanza.

La nuova normativa promossa dal governo Zapatero, invece, punta a liberalizzare l’aborto fissando però un tempo massimo, ancora non definito. L’aborto, con le leggi sul matrimoni gay o sui divorzi express, è stato uno dei punti di maggiore contrasto negli ultimi anni fra il potere socialista e la gerarchia cattolica.

Il dato che più preoccupa, secondo la stampa spagnola, sarebbe la forte crescita del numero di aborti fra le più giovani. “Sempre di più, sempre più giovani”, riferisce la Cnn spagnola. Nel 2007 un aborto su sette in Spagna è stato effettuato su una ragazze di meno di 19 anni (il 13,8 per cento, contro il 5,71 per cento di 10 anni fa). Circa 500 su ragazzine di meno di 15 anni. Nove aborti su 10 sono stati realizzati entro le prime 12 settimane di gravidanza.

Oltre 2000 dei 112.138 aborti del 2007 sono però intervenuti dopo le 21 settimane. Il ministero della Salute si è detto “preoccupato in particolare dal dato sugli aborti fra le adolescenti” e ha promesso di lanciare a breve una campagna per promuovere l’uso dei preservativi fra i più giovani, con una dotazione di 200mila euro.

Allarmato anche il presidente dell’Istituto di Politica Familiare (Ipf) Eduardo Hertfelder, secondo il quale l’aborto oggi “viene usato nel nostro paese come un metodo anticoncezionale in più”.


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