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No all’esclusione degli islamici

Autore: . Data: martedì, 9 dicembre 2008Commenti (0)

Lo sostiene il cardinale Tettamanzi

Il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, in occasione della festa di Sant’Ambrogio ha detto: “Nel mondo e nella società di oggi il dialogo rimane un tratto costitutivo della nostra umanità ed è quanto mai necessario, per questo bisogna abbandonare pregiudizi verso i credenti di altre fedi compresi i credenti dell’Islam, non si può guardare con sospetto e accusare tutti gli appartenenti a un’altra religione”.

A milano infuria una polemica, innestata dal razzimo leghista sulla possibilità di costruire nuove moschee per i cittadini italiano o stranieri di religione musulmana. Parlando di dialogo interculturale e interreligioso, il cardinale ha sostenuto: ”Penso che si debba iniziare con l’abbandonare i pregiudizi e le schematizzazioni. Quando questo verrà abbandonato, io penso, potrà avere inizio il parlare, il discutere con tutti, anche con i credenti delle altre religioni e aggiungo anche con i fedeli dell’Islam”.

Tettamanzi ha aggiunto: ”Tanti dubbi, certe domande, certo esistono, a proposito delle altre religioni, ma di fronte a tutto questo penso che si debba pure incominciare con un dialogo personale e cercare di capire, di vedere se tutto quello che viene detto corrisponde al vero. Certo, a volte ci si trova di fronte a degli atteggiamenti singoli che sono gravi, sono da deprecare con grande forza, ma tutto questo non può diventare occasione per guardare con sospetto e per accusare tutti gli appartenenti ad una religione”.

Il cardinale ha tenuto a precisare che “per incontrare l’altro ciascuno di noi dovrebbe incontrare se stesso, la propria interiorità e in questa interiorità incontrare Dio come Padre di tutti e quindi venire aiutato davvero ad avere un cuore grande, anche se tutto questo esige tanta pazienza, tanta onestà intellettuale, tanto rispetto della libertà dell’altro e tanta capacità di ascolto”.

Il crescente razzismo e la ormai radicata tendenza all’esclusione del ‘diverso’ di cui Milano è una triste protagonista potrebbero aver spinto Tettamanzi a dire: ”Io penso che il dialogo sia oggi una vera e propria emergenza. Questo, perchè ci troviamo di fronte al fenomeno della solitudine, che chiude in se stessi ed esclude dagli altri, insieme al fenomeno di una contrapposizione molto accentuata, per cui pare di poter dire che gli uni sono contro gli altri e tutti contro tutti. Ma il dialogo, io penso sia un tratto fondamentale, addirittura costitutivo della nostra umanità. Proprio per questo diventa urgente domandarsi se oggi sia ancora possibile dialogare. Io risponderei che tante volte è difficile, è difficilissimo, ma è possibile dialogare ad una condizione che si impari a dialogare: questo significa riconoscere l’altro nella sua dignità di persona, rispettarlo nella sua libertà, consentirgli di essere se stesso, avere fiducia negli altri”.

Resta aperto problema della ‘simpatia’, con la quale una larga area di credenti cattolici guarda alle posizioni estremistiche della Laga. Si spera che le parole del cardinale Tettamanzi non rimangano auspici, ma vedano un impegno concreto della Chiesa milanese nel contrastare una deriva razzizta decisamente pericolosa.

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