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Natale e la mannaia della crisi

Autore: . Data: martedì, 23 dicembre 2008Commenti (0)

In questi giorni quotidiani e televisioni, ignorando la situazione drammatica in cui si trovano centinaia di migliaia di famiglie italiane, instono nel dare strane notizie. Ieri il ‘Corriere della Sera on line”, ha pubblicato un articolo dal titolo “Crisi? Gli italiani riempiono i voli per Maldive e Caraibi”.

Nella lettura, poi, si scoprono altre cose, ma per i giornali i titoli spesso sono più importanti del resto. I telegiornali fanno la stessa operazione, nei servizi si parla di Roma o Milano, di alcune strade degli acquisti poste nei centri delle città, insomma di situazioni del tutto particolari. In qualche reportage ‘positivo ed ottimista’ si dice che davanti ad un negozio di qualche famoso stilista c’è la fila.

Ma qual’è la situazione?

Secondo l’ultima indagine Istat le condizioni di reddito e di vita degli italiani sono peggiorate sensibilmente. Il 5,3 per cento delle famiglie non ha soldi per il cibo ed il 32,9 non è in grado di far fronte a una spesa imprevista di 700 euro.

Commentando il rapporto dell’Istat ‘Reddito e condizioni di vita’, che ha diffuso i dati sulle qualità della vita degli italiani, il Codacons ha dichiarato: “E’ significativo in particolare il dato del 15,4 per ccento delle famiglie che arriva con grande difficoltà a fine mese, un netto peggioramento rispetto al 2006 dove il dato si assestava al 14,6. Bisogna considerare, inoltre che l’Istat non ha ancora reso noto il dato di chi arriva a fine mese con difficoltà (nel 2006 erano il 20,1% delle famiglie) e con qualche difficoltà (nel 2006 erano il 59,5 per cento delle famiglie)”.

Secondo il Codacons, quindi, “il dato di oggi, in proiezione, conferma la stima dell’associazione, secondo la quale sono ormai 22,5 milioni gli italiani che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese e sono a rischio povertà, piu’ di un terzo della popolazione”. Ecco perchè, continua, “la priorità del Governo deve essere quella di aiutare le famiglie ad arrivare alla fine del mese ed in provvedimenti finora varati sono insufficienti, sia per gli scarsi stanziamenti finora effettuati sia perchè riguardano solo 1 milione e 300mila persone la social card ed 8 milioni di persone il bonus famiglia”.

Per il Codacons, “in pratica il Governo sta aiutando, e poco, solo chi è ufficialmente sotto la soglia di povertà, dimenticando i ‘quasi poveri’ che ormai sono 15 milioni di italiani”.

Telefono Blu, da un altro punto di vista, ci informa che la crisi sta colpendo ovunque e pesantemente, persino i mercatini di Natale. Secondo stime dell’Associazione fino all’Epifania la spesa degli italiani sarà di quasi cento milioni di euro in meno di quella dello scorso anno.

L’associazione dei consumatori sottolinea che sono circa 18 milioni gli italiani che privilegiano i mercatini per fare acquisti, anche se faranno più attenzione visto che i prezzi non risultano molto competitivi, a differenza invece di ipermercati e, per quanto riguarda l’abbigliamento, gli outlet.

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in questo inferno ed alla luce del suo reddito (è l’italiano più ricco) ha rivolto in questi giorni un invito ai cittadini perché “continuino con le proprie abitudini di acquisto”, mostrando quanto poco conosca la situazione general. Cosa grave se si tratta di una persona incaricata di governare il Paese.

Si pensi che secondo fonti Fiom-Cgil, per la sola Fiat, saranno 50mila i lavoratori in cassa integrazione a inizio 2009 e 5mila i precari che, entro gennaio, resteranno a casa. Cifre da capogiro.

Il ricorso alla cassa integrazione ordinaria nell’industria, secondo l’Inps, a novembre è cresciuta del 253,36 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

Natuzzi, Miroglio, Merloni, Eaton e Marconi elettronica sono alcune delle aziende che hanno chiesto l’erogazione della cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs).
Secondo alcuni dati della Cgil le aziende a rischio, che quest’anno hanno chiesto la Cigs, sono circa 1300, il 20 per cento in più rispetto al 2007.

Per l’Istat, l’Italia, nel terzo trimestre del 2008, è ufficialmente entrata in recessione. Una situazione che ha colpito gli operai del divano in Puglia e Basilicata o quello dell’elettrodomestico nelle Marche e nell’Umbria (alla Merloni i lavoratori con un futuro sempre più incerto sono circa 3500).

Nelle Marche si è registrato, rispetto al 2007, un aumento della domanda di Cigs addirittura del 149 per cento.

Il settore del tessile, dopo la catastrofe del 1° gennaio 2005 (anno in cui dopo quasi 40 anni, l’intero comparto è stato liberalizzato), aveva resistito all’invasione asiatica, ma adesso vede peggiorare la sua situazione.

Secondo la Cgil, fino ad agosto 2008, il numero di ore di cassa integrazione era aumentato del 9,6 per cento. Un numero, dice il sindcato, nemmeno lontanamente paragonabile con la media degli ultimi tre mesi, che secondo dati ancora provvisori arriva a toccare i 16 milioni a settembre, 17 a ottobre e 18 a novembre.

E non tutto è nelle statistiche, come 400 contratti a termine dell’Iveco di Mantova o  200 della Brembo di Bergamo o quelli di tante altre aziende che non sono stati rinnovati.

Nell’assenza di provvedmenti governativi effettivamente in grado di combattere una crisi drammatica c’è chi insiste nel ritenere l’esecutivo Berlusconi degno di fiducia. Davvero un mistero italiano.

Intanto il premier si interessa di giudici ‘non allineati’ e ‘repubblica presidenziale’, non c’è che dire.

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