Misure serie per l’ambiente
Il governo va in senso contrario
In un documento congiunto una serie di protagonisti dell’ ambientalismo e dell’innovazione in campo energetico (ANEV, Aper, Assolterm, Assosolare, Federpern, Fiper, Gifi, Greenpeace Italia, Gses, Ises Italia, Itabia, Kyoto Club, Legambiente e WWF Italia) chiedono l’mmediata emanazione dei decreti attuati sulle energie rinnovabili; il ritiro del provvedimento in discussione in Parlamento, il potenziamento del solare (non solo fotovoltaico), l’ampliamento della cooperazione con i paesi del Mediterraneo, l’aumento di efficienza dei veicoli e lo sviluppo di bioraffinerie di seconda generazione.
Tutti in rotta di collisione col governo Belusconi, non solo in opposizione al Pacchetto clima europeo, ma anche lanciato verso una costosissima e dissennata corsa al nucleare.
Secondo i firmatari del documento “il pacchetto clima-energia e gli obiettivi al 2020 sono un’occasione importante per una svolta energetica in Italia” ma “le recenti norme che aboliscono la certificazione energetica obbligatoria in campo edile e la sostanziale abolizione degli sgravi per le ristrutturazioni energetiche vanno nella direzione diametralmente opposta a quella necessaria”.
Le associazioni insistono: “Le potenzialità dell’efficienza e delle rinnovabili da prospettiva sostenuta principalmente dagli ambientalisti si sono trasformate in un fattore che caratterizza le scelte di importanti Paesi industrializzati e non a caso rappresentano una parte rilevante delle proposte di rinascimento economico e sociale sostenute dal nuovo Presidente USA”.
Sulla base di queste premesse, i 14 chiedono: 1. l’emanazione dei decreti attuativi agli incentivi alle fonti rinnovabili, considerando che la realizzazione del pacchetto europeo sulle rinnovabili comporterebbe un’occupazione aggiuntiva di almeno 150.000 posti di lavoro: per il solo settore eolico sono stati valutati incrementi di oltre 50.000 unita’. 2. Il ritiro del provvedimento in discussione in Parlamento, perche’ gli investimenti in efficienza negli usi finali dell’energia hanno un potenziale elevato sia per gli usi elettrici che per quelli termici. Negli usi elettrici, dai sistemi di illuminazione efficiente ai motori industriali, dai sistemi di refrigerazione agli elettrodomestici, il 20% di risparmio al 2020 avrebbe un impatto occupazionale netto di circa 50.000 posti di lavoro nel settore manifatturiero. Nel settore degli usi termici gli investimenti nel settore edilizio potrebbero generare occupazione sia per il migliore isolamento degli edifici che per la sostituzione degli impianti. 3. La prospettiva di sviluppo dell’energia solare non va limitata al solo fotovoltaico ma deve essere estesa agli usi termici di bassa, media e alta temperatura. Dall’integrazione con i sistemi di riscaldamento alle applicazioni in campo industriale il nostro Paese puo’ e deve rientrare in un settore nel quale i segnali positivi degli ultimi mesi rischiano di essere cancellati dalla sostanziale sospensione degli incentivi. 4. Un nuovo ruolo nell’area mediterranea con un forte impegno nelle rinnovabili 5. l’aumento di efficienza dei veicoli, il sostegno al trasporto pubblico e lo sviluppo di bioraffinerie di seconda generazione.


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