Littizzetto e la Jolanda furiosa
L’ultimo libro dell’attrice comica
E’ uscito per Mondadori “La Jolanda furiosa”, un libro di Luciana Littizzetto. La comica, caustica e sempre diretta, se la prende con la ‘cordata patriottica di Cai, l’abolizione dell’Ici, la vita coniugale.
Si tratta di circa ottanta brevi capitoli nei quali Littizzetto racconta la sua a partire “dall’origine del mondo”. “Mi sposerei solo per dare il permesso di soggiorno a uno straniero”, dice l’attrice e aggiunge: “Per chi fa il mio mestiere le parolacce sono come il pepe quando si cucina, non si può usare sempre ma in alcuni casi è indispensabile”.
“Come la chiamiamo? La chiamiamo come un partito? La cosa rossa? La Domitilla? La Calimera e Calispera? La Tartallegra, la Scaldasonno? La Bella Gigogin? L’Incredibile Hulka… Stargate… Ecco chiamiamola Jolanda” e poi sostiene: “Il punto G (ve lo spiego un po’ col linguaggio della navigazione) si situa a circa sette, otto centimetri sulla rotta della jolanda. A l’intérieur. Questo rassicura anche chi ha un walter mignon, piccolo come il tappo del moscato”.
Come sempre il sesso è tra gli argomenti più gettonati. “Il punto G? Finalmente l’hanno fotografato. Si situa a circa sette otto centimetri sulla rotta della Jolanda, è l’intérieur. Questo rassicura anche chi ha un walter mignon, piccolo come il tappo del moscato». I maschi afflitti da ansia di prestazione troveranno parole di consolazione (si fa per dire): «Quella nuova prodigiosa pillolina che a posto di essere blu e chiamarsi Viagra è gialla e di nome fa Cialis è una vera sciagura. Il suo effetto dura 48 ore, due giorni pieni, pieni! Ci toccherà farci venire dei mal di testa eterni, perché, francamente io donna cosa me ne faccio di 48 ore di chupa-dance?».
Parlando di banche e codici Iban, pensa: “È il numero più lungo del mondo. Un numero lungo come le balle dei cani da caccia. Sicuramente più di parecchi piselli. Che spesso somigliano invece al CIN”, mentre sui politici si domanda: “Che fine ha fatto Prodi, con l’occhiale montatura Telefunken e il viso a forma di Tetrapak?”. Non risparmia il Santo Padre: “Ma chi lo fotografa ogni volta, il regista di Paperissima?”.
Luciana Littizzetto è una ex professoressa di Lettere e Educazione musicale. E’ diventata un personaggio con le sue partecipazioni a “Cielito lindo” (1993), “Letti gemelli” (1994), “Tivvucumprà ” (1996), “Facciamo cabaret” (1997), “Ciro” (1998), “Mai dire gol” (1998-2000), “Quelli che il calcio” (2000-2001), “Mai dire domenica” (2003-2004).
Nel 2001 è uscito il suo film “Ravanello pallido” e nel 2004 “Se devo essere sincera”. Ha pubblicato Minchia Sabbri, Ti amo bastardo, Sola come un gambo di sedano (Mondadori 2001), La principessa sul pisello (Mondadori 2002), Col cavolo (Mondadori 2004), Rivergination (Mondadori 2006) e, insieme a Fabio Fazio, Che Litti che Fazio (2007).


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