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L’Isola dei Famosi e i ‘comunisti’

Autore: . Data: venerdì, 12 dicembre 2008Commenti (1)

A ‘Porta a Porta’ i reduci del programma di Raidue chedono a Ferrero di non licenziare il direttore di Liberazione, Sansonetti. Il nuovo Fronte popolare del trash.

Fin dalla prima puntata InviatoSpeciale si è occupato di Isola dei Famosi. Precedendo ‘l’attenzione’ di alcuni ‘colti’ pensatori di sinistra, il nostro giornale ha individuato in alcuni programmi trash della televisione italiana un motivo per riflettere, perchè non nei telegiornali o in talk show più o meno rozzi si nasconde la grande melassa della propaganda, ma nell’ntrattenimento ‘leggero’.

Nel ‘banale catodico’, nei reality, nel gossip del pomeriggio, nei rotocalchi modaioli si trasferiscono sull’opinione pubblica modi di intendere la vita e la realtà con contenuti neoconservatori o qualche volta decisamente reazionari. Non succede per caso, l’obiettivo è rafforzare un blocco di potere per nulla interessato ad uno sviluppo moderno, ma più incline a proteggere patrimoni e privilegi.

Questo giochetto va avanti da molti anni, ha trovato nella televisione privata il suo primo veicolo, ma  poi ha divorato la tv pubblica, parte della stampa di inchiesta, fino ad entrare nella cronaca quotidiana. Se si pensa a com’erano ‘Panorama’ o ‘L’Espresso’, i ‘culturali’ di Raidue in seconda serata, Tv7 o la Raitre di Guglielmi e soci una ventina di anni fa ed a come sono diventati oggi si rimane atterriti.

Il Paese reale non esiste più, sostituito dalla televisone che parla di se stessa, dei suoi personaggi di plastica, di veline e calciatori, con campioni olimpionici messi a fare i presentatori e ragazzi usati per immaginare chances inesistenti (naturalmente nel cosiddetto mondo dello spettacolo) dove una povera diciasettenne bassa e sovrappeso viene illusa di poter diventare ballerina (o danzatrice, meglio) per mestiere.

Perchè nella gigantesca disinformazione nella quale è immersa l’Italia un tratto comune attraversa tutti i generi: la crudeltà.

Le condizioni di chi lavora sono peggiorate, i diritti individuali e collettivi diminuiti, le aperture mentali tornate al moralismo bacchettone pre ’68. In televisione i sentimenti sono stati trasformati in mercatini dell’usato, gli ideali ridotti a ideologie e la soliarietà umana annientata da immonde lavatrici della coscienza, come le singolari raccolte di fondi per la ricerca o contro le malattie, dove qualcuno versa dei soldi e subito dopo si augura il licenziamento di qualche decina di migliaia di lavoratori di Alitalia.

L’Isola dei Famosi così è entrata nei salotti ‘colti’ di ‘Anno zero’ e Porta a Porta’. Con astrusi ragionamenti una signora transgender, Validimir Luxuria, è stata identificata come l’icona di una rinnovata maturità dei cittadini italiani, perchè ‘nonostante’ il suo ‘difettuccio’ di partenza (un essere umano sessualmente non uniformato è portatore di handicap e quindi è svatantaggiato secondo il senso comune) ha vinto l’ultima serie del programma della Ventura. E lei volentieri si presta a fare il Panda albino nello zoo della tv.

Un giornale di sinistra, al centro di una crisi forse irreversibile di vendite e di legami coi lettori, Liberazione, ha scritto: “Vladimir come Obama? È un po’ esagerato e fatecelo dire. Con il primo presidente afroamericano si rompe il pregiudizio che per più di un secolo ha tenuto un popolo lontano dalla più importante istituzione americana. Con Vladimir all’Isola si rompe il tabù dell’eterosessualità a tutti i costi”.

La superficialità del commento è evidente, ma proviamo a spiegarla meglio. Obama ha vinto delle elezioni politiche, Luxuria un televoto. Basta o andiamo avanti? Obama ha offerto agli Stati Uniti ed al mondo intero un modello, Luxuria ha scoperto come guadagnare dei soldi mangiando poco per qualche settimana. Anzi, grazie ad un reality ha capito meglio il problema della denutrizione, a suo dire. Ancora? Obama è un nero al quale è stato chiesto di tirar fuori la più forte potenza economica e militare del pianeta da una crisi formidabile, che ogni giorno macina migliaia di disoccupati, mentre Luxuria confonde persino la data della caduta del muro di Berlino.

Il giornale di Sansonetti, protagonista di un flop editoriale non piccolo, non è nuovo alla confusione. In passato aveva persino trovato il modo di ‘difendere’ Agostino Sacca, preso con le mani nel sacco a discutere di raccomandazioni ed altro in Rai.

In una puntata di ‘Porta a Porta’, mercoledì notte, una allegra compagnia di giro (la Ventura, Luca Giurato, Luxuria e per un certo tempo il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero, oltre a Vespa, naturalmente), invece di affrontare, per esempio, lo sciopero generale di oggi, il crollo della produzione industriale, la censura in Rai, le parole del presidente del Consiglio (che vuole cambiare la Costituzione da solo e poi far votare gli italiani saltando il Parlamento ed usando le sue tv), discuteva della “straordnaria vittoria di un transgender” e dell’illuminato giornalista comunista Sansonetti.

Ma Luxuria è un trangender o un prodotto televisivo? A Roma, ogni notte, alcune centinaia di persone, prevalentemente sudamericane, sono costrette a prostituirsi per vivere. Escluse, ricattate, a volte uccise senza pietà e senza indagini. Sono transessuali, omosessuali, esseri umani che la società ‘civile’ rifiuta, costringe al marciapiede perchè non ne riconosce le caratteristiche sessuali, esclude da qualsiasi possibilità di lavoro dignitoso. Sono cittadini, hanno eguali diritti e doveri. Eppure sono come gli ‘intoccabili’ dell’India, gli ultimi tra gli ultimi. A Roma e in tutt’Italia.

Quanti lettori sarebbero curiosi di invitare a cena Luxuria? E gli stessi, sotto una pioggia fitta, darebbero in piena notte un passaggio a chi,  fradicio e in minigonna, si conquista l’esistenza aspettando ‘clienti’ per la strada?

E l’Isola dei Famosi, con transgender vincitore annesso, ha cambiato una sola virgola di tutto questo? E quanto, invece, è cambiata la dichiarazione dei redditi di Luxuria dopo il reality?

Sansonetti, che come moltissimi suoi compagni ha perso l’orientamento (a patto l’abbia mai avuto), lascia che un giornale pagato in gran parte col denato pubblico, scritto per diffondere le idee di chi dovrebbe volere un mondo più giusto, più rispettoso dei deboli, più fantasioso e meno affascinato dai lustini dello studio televisivo di Vespa si riduca a icona del ‘trash’, è diventando il beniamino della Ventura e di Giurato. Che tristezza.

In quel di Rifondazione l’aria per il direttore di Liberazione potrebbe essere pesante, perchè leggendo il quotidiano si nota la assoluta distanza tra il giornale e la linea del partito.

Così, ben dopo la mezzanotte di un mercoledì, nel salotto di Vespa la ‘compagnia di giro’ ha intimato a Ferrero di non licenziare il valente direttore, inebriato dal reality ‘trasgressivo’ e fulminato dalle vendite.

In ‘Porta a Porta’ l’altra sera, mentre Luxuria informava di essere in procinto si scrivere un libro di favole transgender per bambini ed adulti, il povero segretario Ferrero pensava agli operai diseredati e doveva schivare le ‘indicazioni’ dei nuovi supporter del suo scomodo direttore. E il cuoco Vespa, sorridente in segreto, si divertiva a guardare i risultati del bel guaio occorso al debole capo di Rifondazione comunista.

La crisi della sinistra in diretta, un altro reality da sballo.

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Commenti (1) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    Direttore….grazie, ma come far aprire gli occhi alle persone? Come…

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