Il Papa e la fame nel mondo
Un messaggio di paceÂ
I guadagni facili con una finanza del brevissimo termine “sono pericolosi per tutti”, anche per chi riesce a beneficiarne durante la “euforia finanziaria”. E la crisi alimentare nasce non tanto dal poco cibo quanto da “fenomeni speculativi e da carenza di un assetto di istituzioni politiche ed economiche capaci di fronteggiare le necessità e le emergenze”. Sono parole che il Papa ha pronunciato nel suo messaggio per la 42esima giornata mondiale per la pace, intitolato “Combattere la povertà , costruire la pace”.
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Gli esperti ritengono che la parte più originale del testo, collegata ai temi finanziari e della crisi economica mondiale, anticipi parti significative della enciclica sociale di Benedetto XVI che, auspica il cardinale Renato Martino, arriverà “agli inizi del 2009″.
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“Il dramma della miseria – ha ricordato Ratzinger nel messaggio rivolto ai cattolici, alle persone di buona volontà e che per tradizione viene inviato ai capi di Stato – calpesta i diritti di centinaia di milioni di persone, favorendo o aggravando i conflitti. È un dramma che si impone alla coscienza dell’umanità per cui si costruisce la pace solo combattendo la povertà mondiale. Ma per farlo bisogna cambiare gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono la società .
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Secondo il Santo Padre, ”è necessario abbandonare la mentalità che considera i poveri come un fardello e come fastidiosi importuni che pretendono di consumare quanto altri hanno prodotto. Perchè l’avidità e la ristrettezza di orizzonti creano quei sistemi ingiusti che prima o poi prestano il conto a tutti. Solo la stoltezza può indurre il mondo globalizzato a costruire una casa dorata, ma con attorno il deserto o il degrado”.
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Tra le parrti più rappresentative del documento, quella in cui si ritiene “che l’aumento della popolazione non sia necessariamente un fattore di povertà , ma possa invece esserlo di sviluppo”. Benedetto XVI lo afferma “a proposito delle implicazioni morali della povertà , laddove critica le politiche di controllo delle nascite – con lo sterminio di milioni di bambini non nati nel nome della lotta alla povertà – e i ricatti ai Paesi poveri, per le cure contro Aids e pandemie, ricatti che condizionano gli aiuti economici alla attuazione di politiche contrarie alla vita”.
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Nel messaggio c’è anche una rinnovata denuncia dei fondi spesi in armi, distolti dai progetti di sviluppo dei popoli, specialmente di quelli più poveri e bisognosi di aiuto. “Quasi la metà di coloro che vivono in povertà assoluta oggi è rappresentata da bambini”, sottolinea Papa Ratzinger, chiedendo “vaccini, cura per le madri, politiche per le famiglie”. Il Papa invita gli Stati “a una severa riflessione e una coraggiosa autocritica sia sul riarmo che sul commercio internazionale”, con un appello perché tutti i Paesi abbiano le stesse possibilità di accesso al mercato mondiale.
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Contro la povertà “serve un nuovo ed efficace quadro giuridico, legalità , lotta alla criminalità , servono corretta logica economica, corretta logica politica e corretta logica partecipativa. Ma sviluppo e cooperazione, non sono solo »questioni tecniche: “la lotta alla povertà ha bisogno di uomini e donne che vivano la fraternità e accompagnino persone, famiglie e comunità in percorsi di autentico sviluppo umano”.
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La globalizzazione va governata, dice il Papa, affermando “che l’amore preferenziale per i poveri, è tra i principi da ricordare in modo particolare”.


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