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Gli “eroi” di Alitalia

Autore: . Data: sabato, 6 dicembre 2008Commenti (1)

Ieri sera a Roma il presidente del Consiglio ha ospitato i soci di Cai per festeggiare la vendita della Compagnia di bandiera. Per Berlusconi c’erano degli “eroi” da quelle parti, ma chi erano?

Gli “eroi” della ‘cordata patriottica’ sono stati ricevuti ieri sera dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a Villa Madama. “Eroi”, perchè così li ha chiamati il Condottiero, ‘l’Uomo della Provvidenza’, l’Amministratore unico della Repubblica Italiana in via di trasformazione in Italia Spa.

Che la vicenda Alitalia ‘costi’ oltre novemila licenziamenti, più di un miliardo di euro ai cittadini (la stima più ottimista) e la fine del trasporto aereo nazionale poco importa. “Ci guadagnerete”. ha detto soddisfatto il Cavaliere, ricordando ad un gruppo di persone del tutto inconsapevoli di come si gestiscono delle linee aeree, che l’affare sarà un “buon investimento”. “Vi ho consentito l’ingresso in un settore in crescita e sono convinto che alla fine questa operazione vi permetterà di guadagnarci”.

E siccome per Berlusconi il potere del ruolo politico corrisponde al primo posto tra i più ricchi del Paese e l’ottimismo è gratis per tutti, è stato facile sostenere che arriveranno “nuovi posti di lavoro” e che in futuro “il numero dei dipendenti assunti salirà, ne sono certo. Così come nell’indotto”.

Fuori, sotto la pioggia, gli ‘antieroi’, gli ultimi dei Mojcani, cento, forse qualcuno in più tra piloti e assistenti di volo, stavano a digiuno, per la strada, a ricordare ai soddisfatti commensali che la tragedia di Alitalia è certo un affare, ma non per i passeggeri, per gli italiani tutti che pagheranno il conto e per loro, quelli che lavorano sugli aerei, senza più lo straccio di una certezza e di un futuro.

Forse ieri sera quel centinaio di persone, tutti con un nome ed un cognome, uomini e donne, tristi e risoluti, rappresentavano molto di più di un ‘gruppo di irriducibili’. Erano la coscienza di un Paese onesto, innamorato del proprio lavoro, stupito per il cinismo del Palazzo e dei Media.

Perchè ieri sera, davanti a Villa Madama, avrebbero dovuto esserci con loro i politici ‘puliti’, i sindacalisti ‘con la morale’, i cittadini ‘democratici’. E invece non c’era nessuno, solo un centinaio di persone ed alcuni dei loro rappresentati ‘aziendali’, chiamati in gergo ‘fronte del no’.

Una delle partecipanti ha raccontato ad InviatoSpeciale: “Eravamo un centinaio, qualche agenzia parla di 200 tra piloti e assistenti di volo ma secondo me erano quasi di più i poliziotti che ci hanno “tenuto a bada”. Infatti, forse eravamo fin troppo minacciosi tutti in piedi, rigorosamente sul marciapiede del viale che porta alla villa, con le nostre belle candeline in mano. Proprio così, hanno fatto una specie di cordone per impedirci di occupare la strada. Ci dicevano che per la nostra sicurezza era meglio rimanere sul marciapiede perchè su quella strada (che è una strada senza uscita che porta solo alla villa) le macchine sfrecciano a grande velocità. Questo non ci ha impedito di urlare tutta la nostra rabbia e la nostra frustrazione!  Ho visto Fabio Frati, Cavola e Maras, Berti, il sen. Pedica, nessuna traccia di Avia. Eravamo pochi, pochissimi secondo me. Sarà stata la pioggia? 200 su 18000 dipendenti è veramente poco!”.

Intanto, mentre c’è chi festeggia, la Compagnia muore. Voli tagliati, non si sa chi stia gestendo l’azienda, Cai avrebbe dovuto, ma com’era prevedibile ha ritardato i tempi, adesso si pensa fino al 12 gennaio. “Oggi mi telefonano i turni per assegnarmi la riserva in campo dalle 10 alle 18 per domani  – scrive un’assistente di volo – Tutto regolare. Dopo 3 ore mi telelefona l’Help Desk (che è un call center per noi assistenti di volo collegato con i turni per quello che concerne ferie, congedi parentali, informazioni varie ecc) e mi dice che la mia riserva di domani è stata modificata  in un giorno di cassa integrazione. Stasera ho saputo che a parecchi di noi è successa la stessa cosa. Altra cosa strana: premesso che non esiste ancora una lista ufficiale degli esuberi ed essendo così “bizzarro” il criterio di selezione, nessuno di noi (a parte quelli che andranno in pensione entro 7 anni) sa se sta dentro o fuori la Cai. Premesso che questo mese tutti noi abbiamo un foglio turni di riserva fino al 15 e che questo foglio dal 16 dicembre è in BIANCO, qualcuno telefonando all’Help Desk ha scoperto, facendosi leggere il turno completo (che quindi esiste!), che dal 16 dicembre è OUT nel senso che sul turno c’è scritto OUT tutti i giorni dal 16 al 31 dicembre. Guarda caso al briefing di Fiumicino, che è l’unico posto dove ognuno di noi con il tesserino può stampare il proprio turno, i computer NON FUNZIONANO! e gli impiegati della presentazione hanno avuto l’ordine di non stampare i turni. Che cosa vuol dire? NON SI SA!! Tutta questa incertezza è architettata a regola d’arte per confonderci e impedirci di reagire”.

La violenza del momento, il passaggio di consegne tra la ‘vecchia Alitalia’ e Cai, non prevede il rispetto per i lavoratori. E questo ferisce, indigna, lascia attoniti. La confusione può anche essere compresa, ma da denunciare è un atteggiamento di totale indifferenza verso chi vive l’incertezza per il futuro. Un po’ di attenzione per le ‘relazioni aziendali’ e la ‘comunicazione interna’ sarebbero almeno motivo di sollievo per decine e decine di esseri umani senza la più vaga idea di come sarà il domani.

Per la ‘serata di gala’ dei nuovi padroni di Alitalia e dell’Amministratore delegato di Italia Spa, i piloti di Anpac e Up hanno scritto una lettera a Berlusconi. Nella missiva si legge: “Signor Presidente del Consiglio,nel giorno in cui ai dipendenti della ex Alitalia cominciano ad arrivare le prime lettere di cassa integrazione, si apprende, ormai senza stupore, che questa sera festeggerà a Villa Madama – quindi a spese dei cittadini – con la cordata ormai nota dei “capitani coraggiosi” per la nascita della nuova compagnia di bandiera (di bandiera?). Mancano pochi dettagli dopo tutto: l’acquisizione di AirOne, la ricapitalizzazione di Cai, la scelta del partner straniero e le assunzioni di 12.639 lavoratori. Bazzecole. Tra un cin cin e l’altro, ci starebbe un minuto di silenzio per i 9.000 esuberi e per i 3 miliardi di debiti che gli italiani si vedranno addossare sotto forma di tasse e gabelle varie già nei prossimi mesi. Ma il ministro Matteoli (quello che ha il figlio pilota, entrato dopo l’11 settembre ad assunzioni bloccate) ha appena dichiarato che anche se un solo esubero verrà reintegrato fra un anno, ciò sarà la dimostrazion che il piano di CAI avrà funzionato. Parole che aprono la speranza, che fanno vedere un raggio di luce in fondo al tunnel.

Per questo, signor Presidente del Consiglio, mentre nei saloni di Villa Madama rievocherete, col sorriso sulle labbra, le schermaglie con quei bamboccioni privilegiati e irresponsabili dei piloti, che grazie al pugno di ferro siete certi di indurre alla firma coatta del peggior contratto mai scaturito da una mente umana nella storia dell’aviazione commerciale di tutto il mondo, in quei momenti di ilarità, sappia, che la categoria dei piloti si unirà idealmente a voi, perchè l’ottimismo – come lei suggerisce – aiuta. L’ottimismo ti fa vedere rosa anche ciò che è nero, poi magari dopo un po’ ti accorgi che avevi visto male… Come per l’Alitalia, in fondo non è cosi’?

Gridiamo con toni entusiastici che la compagnia di bandiera è salva e che l’italianità sarà preservata, facciamolo dire ogni giorno, mille volte, per tanti giorni, per mesi…

Diciamo che non c’è alternativa a quella dei “capitani coraggiosi”, diciamolo ogni giorno, mille volte, per mesi… Arringhiamo contro i piloti italiani (che fino a qualche anno fa erano i migliori al mondo) e diciamo che l’Alitalia è morta a causa del loro corporativismo, per i pulmini che li vanno a prendere per portarli in aeroporto, per gli hotel a tre stelle in cui dormono (e perchè non in un motel sulla tangenziale?), per i quaranta giorni di ferie l’anno che includono notti, sabati, domeniche, Natale, Pasqua e feste comandate, diciamolo tutti i giorni, mille volte, per mesi…

Dopo mesi, ma basta anche meno, qualcuno ci crederà, a poco a poco, tutti ci crederanno. Non è così che funziona?   Ecco perchè qualcuno ha annunciato trionfante che è pronto ad assumere piloti di compagnie straniere se quelli italiani saranno cocciuti, e qualcuno ha detto “ben gli sta, tutti a casa”. Ecco perchè qualcuno ha detto a denti stretti che le rotte dimezzano e poi ha ululato che ci sarà l’ingresso di un partner straniero che garantirà la mobilità di un paese (civile, diciamo noi), e qualcuno ha detto “Si, bravi, è quello che ci vuole!”. Su qualcosa si urla e su altro si glissa. Si glissa sul debito, sul compenso del commissario, sul cash che dovrebbe garantire CAI, sul ritardo imbarazzante dello partenza della “NUOVA COMPAGNIA DI BANDIERA”.

Si vede, signor Presidente del Consiglio che dietro questa operazione unica nella storia del nostro amato Paese, c’è la regia di un grande Comunicatore. Vendere il prodotto è un’arte. Bisogna stare attenti, però. E’ come vendere una Vuitton taroccata: prima o poi il manico ti rimane in mano. Buon Natale, signor Presidente del Consiglio, a nome dei piloti italiani”.

Ieri sera, come abbiamo scritto, erano assenti molti dei dipendenti di Alitalia, ormai stanchi e sfiduciati. Ma erano assenti i rappresentanti della politica che vorrebbe presentarsi come ‘alternativa’ a quella del centro-destra. Ed erano assenti i ‘narratori’ dell’Italia ‘dimenticata’, i ‘testimoni dell’importanza della questione ‘morale’ in attività permanente effettiva’. Dov’erano?

Perchè gli ‘ultimi dei Mojcani’ di ieri sera, sul quel marciapiede di fronte a Villa Madama, parlavano a nome milioni di italiani ignorati. Da tutti, media compresi. Chi erano gli “eroi”?


Comunicato Sdl Intercategoriale

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Commenti (1) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    …non si arrestano le mie lacrime, nel veder perpetrata una violenza così grande, unita allo sbeffeggiamento di un piccolo tizio di provincia che si erge (ridicolmente) a Presidente dell Consiglio del paese delle banane… Possa a lui accadere altrettanto ma mille e mille volte più intensamente!!

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