Forse casa per 10mila iracheni
l’Unione europea pensa di accoglierli
I ministri degli interni dell’UE hanno preso la decisione non vincolante di accogliere 10mila profughi iracheni. Secondo l’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) si tratta di una “goccia nell’oceano. Se da un lato l’APM saluta il fatto che l’UE abbia finalmente deciso di tendere una mano ai profughi iracheni, dall’altro lato considera vergognoso che la decisione non comporti alcun vincolo per i singoli paesi europei ad accogliere un certo numero di profughi”.
Secondo l’associazione Particolarmente drammatica è la situazione delle minoranze quali i Cristiani assiro-caldei-aramei, i Mandei e gli Yezidi rifugiati in Siria e Giordania. I dati forniti dall’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’ONU (ACNUR) riportano che la situazione di almeno 60mila profughi iracheni va considerata particolarmente grave e comporta l’impossibilità per questi di tornare in Iraq. Secondo le stime dell’APM, invece, le persone in situazioni particolarmente gravi sono almeno 200mila.
In considerazione della drammaticità della situazione, l’APM considera “vergognoso che l’intera Europa sia disposta ad accogliere, almeno teoricamente e comunque senza alcun vincolo, appena 10mila persone. Se si considera che solo la Germania aveva accolto durante la guerra in Bosnia 320mila profughi bosniaci musulmani”.
Dall’inizio della guerra in Iraq nel 2003 sarebbero fuggiti dal Paese mediorientale fino a 2 milioni di persone, la maggior parte dei quali in Siria e Giordania.


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