cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Ferrero per l’orario corto

Autore: . Data: martedì, 23 dicembre 2008Commenti (0)

In una intervista a Corriere della Sera, Paolo Ferrero ha affrontato il tema dell’orario di lavoro e dalla crisi. Il segretario di Rifondazione è d’accordo con la proposta fatta dal cancelliere tedesco, Angela Merkel, che pensa ad una settimana lavorativa di tre o quattro giorni per favorire l’occupazione.

Ferrero ha detto: “Mi sembra una ottima idea perché mantiene il rapporto di lavoro, riduce a tutti l’orario ed evita l’emarginazione e i licenziamenti perché nessuno deve essere lasciato solo”.

La proposta tedesca era stata apprezzata anche dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ma non è mai certo cosa l’Uomo della Provvidenza dica per convinzione o solo nell’impeto del momento. Ferrero in ogni caso sull’inedita convergenza ha sostenuto: “In realtà è lui che è d’accordo con noi perché Rifondazione ha sempre sostenuto la riduzione dell’orario di lavoro, la cassa integrazione a rotazione e altri strumenti di solidarietà. Sì alla Merkel ma con qualche aggiustamento. La struttura produttiva italiana è fatta di piccolissime imprese, con una media di 3 dipendenti, che sono quelle destinate a essere le più colpite. Bisognerebbe quindi estendere il provvedimento anche a loro, anche alle partite Iva, anche ai garzoni. E questo per due motivi: non si disgrega il tessuto sociale e si attua una manovra anticiclica per difendere i salari e non comprimere i consumi”.

La debolezza della visione di Ferrero è nella quantità di risorse necessarie per rendere concreta la struttura del turnover ed in un momento così difficile è poco probabile riuscire a trovarle.

Il segretatio ha spiegato: “Per reperire i soldi qualche ricetta ce l’avrei. Primo: rimettere la tassa di successione e introdurre una patrimoniale sopra i 500 mila euro. Secondo: aumentare le aliquote fiscali al di sopra dei 100 mila euro annui di imponibile. In Danimarca sono al 60 per cento e non vedo perché da noi non possano arrivare al 50. E poi ancora: portare le imposte sulle rendite finanziarie al 20% per valori sopra 200-300 mila euro e tagliare le spese militari. Senza contare l’evasione che questo governo sta di nuovo coltivando. In sintesi, le risorse ci sono eccome, sono solo mal distribuite”.

Ferrero, nel suo paragone con la Danimarca, dimentica che in quel Paese, come in quasi tutti gli altri partner ‘forti’ in Europa, non solo i servizi offerti ai cittadini a fronte di una tassazione più alta non possono essere neppure comparati con quelli italiani, ma che in ogni caso stipendi, potere di acquisto e tutele sociali sono di ben altra entità.

Due parlamentari del Pdl, Mazzuca e Casoli, pare stiano scrivendo una proposta di legge nella quale si prefigura la struttura dll’orario di lavoro contenuto. A questo proposito il segretario ha aggiunto: “Sono preoccupato perché spesso la fregatura sta nel dettaglio. Io mi sono pronunciato su quanto ho letto della Merkel, ma non so cosa sta facendo il governo”.

In relazione all’Authority nel campo immaginata da Berlusconi, Ferrero è stato categorico: “Inutile. Serve solo per moltiplicare la burocrazia e creare poltrone con superstipendi da 300-400 mila euro. In fin dei conti la cassa integrazione ha sempre funzionato bene senza authority e la proposta Merkel non è altro che una estensione della Cig».

Sul ‘cotratto unico’, pensato da Boeri-Ichino ed ulteriore scivolamento del Pd di Veltroni verso il consolidamento da far west del mercato del lavoro, il leader di Rifondazione e contrario: “No. Perché la situazione italiana dimostra che la quantità di occupazione non è data dal grado di flessibilità, ma dal livello effettivo di tecnologie negli apparati produttivi. Al Sud mancano investimenti non flessibilità. Il nostro tasso di occupazione è al 57 per cento contro l’80 della Danimarca eppure la nostra flessibilità, con lavoro interinale, contratti a termine etc, è molto maggiore”.

Mentre Veltroni sembra inseguire una logica di liberalizzazioni del tutto nefasta per la tutela del lavoro e dell’ccupazione Ferrero non riesce a capire che il gap tra Italia e gli altri Paesi dell’Ue con simile struttura industiale è enorme. Per cui è difficile vedere a sinistra una strategia credibile per affrontare un porblema oggi mastodontico.

Sui recenti sviluppi delle indagini giudiziare contro esonenti del Pd, il segretario ha aggiunto: “Direi che non viene affrontato il centro della questione, che è il fallimento delle misure messe in campo per arginare il fenomeno Mani pulite e Tangentopoli dal 1993 in poi. Da lì se ne uscì dicendo che il pubblico è una schifezza e bisogna puntare sul privato. Ma le mazzette o i favori che vengono fuori adesso sono proprio nel privato e negli appalti in outsourcing. Veltroni ha un bel dire basta con i capobastone, ma ogni collegio uninominale ne ha uno”.

Sul riprendere il dialogo con Veltroni, Ferrero  non sembra ottimista: “Vedremo caso per caso. In Abruzzo, per esempio, alle primarie del Pd ha vinto uno che è indagato e Veltroni mica lo aveva tolto. Se vanno avanti così non ci accorderemo nemmeno a livello locale”.

Le risposte di Ferrero indicano una analisi datata della situazione italiana e drammaticament si scontrano con l’inadeguatezza delle ricette veltroniane. Il vuoto di proposta a sinista rimane lo scoglio più arduo per riuscire a fermare la crescita di un centro-destra sempre più spinto verso un modello autoritario e per nulla orientato a limitare le differenze sociali tra i cittadini.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Lascia un commento

Usa il modulo sottostante per commentare. Se sei già registrato, effettua il log-in. Puoi anche abbonarti ai commenti di questo articolo via RSS.

Tag HTML consentiti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008