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L’invenzione dell’allarme sicurezza

Autore: . Data: venerdì, 5 dicembre 2008Commenti (0)

Durante la campagna elettorale di primavera gli annunci roboanti sul ‘pericolo crimine’ non avevano motivo per essere diffusi. Il crimine era in calo, sensibilmente. Grazie al governo Prodi.


La campagna della maggioranza sull’emergenza criminalità ha trovato una ulteriore smentita. L’Ossif, il Centro di ricerca dell’Abi in materia di sicurezza, in una ricerca sui reati compiuti in Toscana nei primi sei mesi dell’anno (quando era ancora in carica il governo di centro-sinistra) le rapine in banca sono state 59 contro le 113 registrate nello stesso periodo del 2007, pari a un calo del 47,8 per cento.
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Il ‘Sole 24 ore’, poi, ha diffuso altri dati che confermano come la politica dell’allarme e della paura lanciata già durante la campagna elettorale della scorsa primavera fosse del tutto stumentale. Nel periodo di governo del centro sinistra, i reati sono calati del 10 per cento e saliti gli arresti (+10,7 per cento).

I risultati positivi sono stati raggiunti nel primi sei mesi del 2008 rispetto allo stesso periodo del 2007 può essere ricondotto alla firma dei “Patti per la sicurezza” e ad una buona politica di cotrasto.

Per il quotidiano “sono aumentati i soggetti denunciati (del 3,8 per cento, raggiungendo quota 364mila) e le persone arrestate (oltre 82mila, quasi l’11 per cento in più)”.

La tendenza si è riscontrata anche tra i minori (+9,4 per cento di denunce e +4,6 per cento di arresti). Diminuiscono sensibilmene (-23,4 per cento) borseggi e scippi, ma anche le truffe e le frodi informatiche (-21,1 per cento) e i furti d’auto (-19 per cento). In calo, anche se sotto la media, i furti negli appartamenti (-7,8 per cento). La diminuzione dei reati è distribuita uniformemente su tutto il territorio nazionale e comunque è nelle metropoli che si concentra il maggior numero di fatti criminosi, prime fra tutte Milano (146mila denunce) e Roma (122mila denunce), quindi Torino e Napoli, che si avvicinano a 70mila episodi denunciati.

In molte città la diminuzione dei reati è segnata da percentuali a due cifre: dal -21,5 per cento di Isernia e Genova, al -18 per cento di Roma, Ferrara, Treviso, Verone, al -16,5 per cento di Bologna, Firenze, Catanzaro, Arezzo, Vercelli, al -13,7 per cento di Vibo Valentia e Asti o Gorizia, e via via fino al -10 per cento di città come Milano, Novara, Cosenza, Verbano. Solo sei le province che registrano un incremento dei reati, anche se lieve: Trieste (+3,2 per cento), Palermo (+1,4 per cento), Brindisi (+2,7 per cento), Reggio Calabria (+2,1 per cento), Messina (+2,1 per cento) e Cagliari (+0,7 per cento).

Il Sole 24 Ore poi indica le città più tranquille. E qui si trovano molte province del Sud: è Matera la meno esposta a fatti delittuosi, seguita, nonostante il trend in crescita, da Enna, e poi Potenza, Oristano, Benevento, Campobasso, Nuoro. Solo Belluno e Treviso, tra le città del Nord si inseriscono nel gruppetto delle dieci città meno colpite dai reati.

Il “Sole” stila anche alcune classifiche distinguendo per tipi di reato: per borseggi e scippi le meno sicure sono Bologna, Milano e Genova, mentre si può stare tranquilli a Oristano, Crotone e Nuoro, e in generale al Sud. Le abitazioni più colpite dai furti si trovano a Trapani, Pavia, Asti, mentre ancora una volta sono città centro-meridionali a guidare la classifica delle più virtuose: Potenza, Macerata, Crotone. Napoli è la città più insicura per quanto riguarda Le truffe e le frodi on-line e le rapine. Per quanto riguarda i reati informatici, a rischio anche Bologna e Biella, mentre Oristano, Treviso e Matera si confermano tra le meno colpite. Il rischio di rapine è alto anche a Catania, Caserta e Palermo, mentre le città più tranquille da questo punto di vista sono Belluno, Campobasso e Aosta.

Dati analoghi erano stati già diffusi nello scorso mese di agosto, ma come gli attuali furono ignorati dalla gran parte dei media.

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