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Alitalia tra silenzio e Report

Autore: . Data: lunedì, 1 dicembre 2008Commenti (2)

Il black out della politica e dei media continua senza cedimenti. Cai non parte, i lavoratori sono abbandonati a se stessi, i voli sono sempre meno. Ieri sera se ne è interessato ‘Report’.

Un fatto sembra accertato, almeno fino a gennaio di ‘nuova Alitalia’ non dovrebbe vedersi traccia. Vito Riggio presidente dell’Enac ritiene ormai molto probabile il decollo della Compagnia dopo la Befana o anche oltre.

”Tra le condizioni che servono – ha spiegato  Riggio in un’intervista al Messaggero – c’è la disponibilità di almeno 300 milioni cash da spendere nei primi tre mesi di volo. Partire il primo gennaio sarebbe un errore enorme: i passeggeri devono essere garantiti nella stagione natalizia (14 dicembre-15 gennaio) e entro il 10 dicembre devo comunicare alle autorità aeree mondiali chi volerà e dove in questo periodo”.

Le preoccupazioni del presidente dell’Enac per la verità appaiono strane, perchè con la cancellazione di decine di voli è inimmaginabile supporre che un passeggero si fidi a prenotare un aereo della ormai morente Alitalia. Il danno prodotto nelle ultime due settimane, con aerei lasciati a terra, confusione sulle rotte ancora in attività e immagine aziendale compromessa non solo in Italia, ma in tutto il mondo non è quantificabile e c’è da domandarsi se qualcuno sarà mai chiamato a rispondere per le responsabilità di questo disastro commerciale.

Dopo settimane nelle quali si parlava della crisi della Compagnia ogni dieci minuti adesso sembra che Palazzo e stampa abbiano altro di cui occuparsi. Non si hanno notizie chiare neppure sulla fusione con Air One, anche se voci (forse propagandistiche) sostengono che Cai sarebbe vicina a concludere la procedura.

Il Commissario straordinario Fantozzi, che non può essere considerato estraneo al danno inferto al trasporto aereo nazionale, sostiene da oggi di non sentirsi responsabile per pagamenti e incassi relativi agli asset destinati alla nuova compagnia. Insomma dal primo dicembre sarebbero fatti riguardanti Cai.

Insomma, per chi lavora il personale Alitalia da oggi? Chi lo paga, chi compra il carburante, chi incassa le entrate per i biglietti? Mistero.

Cai, poi, attende che Fantozzi invii le lettere di cassa integrazione straordinaria a tutti i dipendenti della compagnia per poter a sua volta procedere con le assunzioni, ma solo dopo che ciascuno dei 12.639 futuri lavoratori della Nuova Alitalia avrà fatto almeno un giorno di cassa integrazione, per poter usufruire di defiscalizzazione e decontribuzione. Tutto ciò sembra richiedere almeno ancora una quindicina di giorni, anche perchè non c’è ancora il decreto del ministero del Welfare sulla disponibilità degli ammortizzatori sociali. E poi deve essere ancora conclusa la procedura per la mobilità, che potrebbe avvenire la prossima settimana.

Lo scenario è da farsa.

Indigna una dichiarazione di Andrea Martella, ministro delle Infrastrutture del governo ombra del Pd: “Come ormai è evidente, da domani non ci sarà nessuna nuova Alitalia pronta al decollo. Anzi sembra si profili un nuovo decreto del governo per allungare i tempi del passaggio di consegna dalla gestione commissariale a Cai. E’ il primo impegno non rispettato di una vicenda nata male e gestita peggio rispetto alla quale il Partito democratico ha da sempre denunciato i gravi errori del governo Berlusconi non sottraendosi ad un decisivo contributo nei passaggi più delicati. Ci auguriamo che il posticipo a data da destinarsi per la partenza della nuova compagnia rimanga l’unico impegno disatteso. Al momento, però, sulla nuova Alitalia non c’è nessuna sicurezza. L’unica cosa sicura restano il caos negli aeroporti, il robusto taglio dei voli, una confusione che getta il nostro trasporto aereo in un’inaccettabile incertezza quotidiana. Questo è il prezzo che gli italiani stanno pagando per la vicenda Alitalia dopo essere stati privati, a causa di scellerate decisioni del governo, di tre miliardi di euro che in questo tempo di crisi e recessione avrebbero potuto essere spesi a sostegno dei redditi delle famiglie e dei lavoratori e per rilanciare i consumi. Ci auguriamo ora che la Cai e il governo chiudano al più presto quest’operazione pasticciata e che soprattutto, come abbiamo sempre detto, venga chiarita la scelta sull’indispensabile partner straniero. E’ una decisione che il governo deve lasciare a Cai e che dovrà essere presa unicamente in base ad un preciso piano industriale e a precise strategie di mercato, lasciando da parte ogni pressione politica”.

Il segretario del Pd Veltroni si raccontò ai media come ‘indispensabile mediatore’ per la vendita a Cai. Sebbene molti osservatori qualificati sostenessero l’intero affare e la ‘cordata patriottica’ non in grado di risolvere la crisi, il Partito democratico, per dichiarazioni dirette fatte da rappresentanti sindacali a InviatoSpeciale, esercitò forti pressioni sulla Cgil perchè firmasse l’accordo finale.

Martella parla di “decisivo contributo nei passaggi più delicati” e poi denuncia “un’operazione pasticciata”. E’ incredibile che il mondo politico pensi di poter dire tutto ed il contrario di tutto impunemente, senza per nulla curarsi della devastazione umana e sociale che il pressapochismo del Palazzo sta ributtando su decine di migliaia di lavoratori alla disperazione.

Tra oggi e i primi giorni della settimana dovrebbe arrivare la decisione dell’Antitrust sulla fusione fra Alitalia e AirOne, soprattutto in relazione ai collegamenti fra Roma e Milano su cui ci sarebbe il monopolio. Ma senza conoscere i piani di Cai cosa deciderà l’autorità? Come si può stabilire se esista o no un monopolio se mancano i punti di riferimento concreti e tutto è scritto su programmi fino ad ora fumosi e per altro non applicati?

Intanto altre Compagnie si stanno lanciando sul mercato e giovedì 4 dicembre, per esempio, partirà un nuovo collegamento Torino-Napoli di Air Italy, con tre voli giornalieri nei giorni feriali ed uno il sabato e la domenica. I voli saranno operati con un Boeing 737-300 da 136 posti. Ma lo stesso sta avvenendo per altre tratte e con altri vettori.

Ieri sera di Alitalia si è occupato il programma di Raitre, Report. Pur con un riepilogo breve e non particolarmente approfondito si è almeno parlato con chiarezza dei fatti e il confronto tra le interviste al presidente di Enac, Riggio e al Commissario Fantozzi lasciavano stupefatti.

Un gioco delle parti decisamente poco rassicurante, testimonianza di quanto fin dall’inizio l’affaire Alitalia sia stato più operazione politica che scelta industiale.

In una lettera a InviatoSpeciale la familiare di un pilota ha scritto: “Ci sono migliaia di famiglie che stanno vivendo alla giornata senza avere la piu pallida idea di cosa possa succedere il giorno dopo, il nostro futuro prossimo è in mano a quattro persone che fino ad ora hanno solo dimostrato di fregarsene delle leggi italiane e dei diritti garantiti ai cittadini dalla nostra costituzione e questo con la complicità dei media”.

Un giudizio durissimo, ma non ingeneroso. Si ricordi sempre che oltre le trattative, la grandi (o piccine) manovre politiche, gli interessi di gruppo e le convenienze del momento, almeno ventiquattromila persone, tra personale Alitalia e Air One, assunto o precario, si addormentano la sera senza sapere cosa sarà di loro a Natale, quendo tutti dovrebbero essere buoni. Essere buoni?

La nostra lettrice ci ha segnalato un video in rete e vogliamo proporlo ai lettori, perchè ci sembra riassuma dei numeri che è sempre utile ricordare e pone una domanda finale alla quale chiunque è libero di rispondere come crede. Noi un’idea ce la siamo fatta.



ALITALIA VERITA SCONVENIENTE
by inviatospeciale

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Commenti (2) »

  • gisenza ha detto:

    Sulla storia Alitalia, ma credo questo succeda un pò su tutte le altre vicende, si è saturato il mercato dell’ informazione con vere e prorpie falsità. Ora che finalmente le verità iniziano ad uscire, ho come l’ impressione che la gente non sia più interessata ad approfondire e rivedere i giudizi presi. Inoltre su questa vicenda gioca un altro fattore importante e cioè l’ invidia della massa nei confronti di altri lavoratori che vengono considerati come privilegiati.
    Io sono, o forse dovrei dire ero, un comandante Alitlaia e mi sono sempre sentito fortunato e felice del mio lavoro, ma privilegiato no. Non è assolutamente vero che lavoriamo poco, ma è vero che ci piace ciò che facciamo. Non è vero che non produciamo e questo è dimostrato dai conti. La cosa però che molti non sanno è che un navigante ha un’ aspettativa di vita inferiore di circa 7 anni rispetto alla media della popolazoione e di questo non vado particolarmente contento!
    E’ un periodo pieno di incertezze, ma la cosa che più mi pesa è proprio vedere che la gente intorno a me, e con la quale tento di comunicare, non ha neanche un minimo di voglia di capire chi è il vero responsabile di questo scempio. Trova invece più appagante accanirsi contro altri lavoratori. E così la guerra tra poveri riparte.

    E’ la prima volta che scrivo. Forse non ho detto nulla di nuovo, ma volevo sfogarmi un pò.
    Mi piace il modo con cui fate notizia.
    Ciao

    Giuseppe

  • marta.c ha detto:

    Finita Alitalia,finito il trasporto aereo italiano.
    Alitalia non è stata salvata,ma cannibalizzata: A Malpensa arriva Lufthansa, a Roma Emirates che si compra gli slot,la minuscola Cai andrà ad Air France e sarà un vettore regionale.
    Un capolavoro!
    Grazie a Inviato Speciale che sa fare vera informazione.
    Marta

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