Alitalia e la vita che va via
La settimana si apre in un clima difficilissimo. Nella giornata di sabato si sono susseguiti comunicati e prese di posizione in un rimpallo di responsabilità tra Cai e sindacati confederali e Ugl. Un Comandante ci scrive.
In breve, perchè dopo la dichiarazione diffusa da fonti vicine alla ‘cordata patriottica’ c’è poco da aggiungere. I ‘ben informati ambasciatori’ fanno sapere sapere che la “quasi totalita’” dei lavoratori Alitalia che hanno ricevuto la lettera di assunzione “hanno accettato immediatamente” la proposta. Le irregolarità denunciate da chiunque abbia osservato l’andamento dei fatti sono state spentite. “Stiamo andando avanti con il programma, non capiamo quale sia la sorpresa visto che i criteri per le assunzioni sono quelli concordati con le organizzazioni dei lavoratori”. Comunque i ‘salvatori’ di Alitalia sono disponibili “a verificare i punti di criticità e correggere i singoli errori”.
Infine la frase che chiarisce tutto. I relazione alla notizia diffusa dai sindacati firmatari dell’accordo ed in base alla quale la procedura di assunzione era stata temporaneamente sospesa Cai avverte che: “non si è fermato nè si fermerà un bel niente”.
La porta rimane chiusa e si vedrà se il buon senso permeterà a Colaninno e soci di comprendere e fernare l’inutilità della violenza psicologica degli ultmi giorni.
Sempre sabato, in forte rtardo sulla dinamica degli avvenimenti, il segretario nazionale della Filt Cgil, Mauro Rossi, ha dichiarato: ‘Quanto sta accadendo per tutte le categorie di terra e di volo è inaccettabile. Se Cai è convinta di fare quello che crede, come sta accadendo, senza coinvolgere il sindacato, senza rispettare gli accordi, si assume la responsabilità di quello che può accadere da un momento all’altro”.
Rossi ha invitato Cai ad ascoltare i sindacati, ”non sfidi l’esasperazione di lavoratrici e lavoratori. Siamo alla fase di applicazione di intese dolorose, raggiunte con estrema difficoltà. Se nelle prossime ore, ribadisco ore e non giorni, non risulterà del tutto evidente un cambio radicale di atteggiamento e non verranno sanate le problematiche, le organizzazioni sindacali dovranno necessariamente rispondere con fermezza adeguata alla gravita’ della situazione”.
Rossi ha spiegato che ci sono ”problemi con il rispetto dei criteri convenuti, con particolare riferimento all’anzianità e all’assegnazione dei luoghi di lavoro. Quanto in atto è privo di spiegazioni convincenti, non siamo nelle condizioni di verificare la puntuale applicazione delle intese. Non è sufficiente riconoscere gli errori” da parte di Cai, aggiunge, ”è necessario trovare immediate soluzioni. Interi settori aziendali non hanno ricevuto le lettere di assunzione, tanto da far pensare ad un disegno organizzativo non rispettoso delle intese. Il governo, a cui negli ultimi giorni abbiamo rilanciato messaggi di allarme, ha commesso un grave errore di ingerenza in questa vicenda ma, ancor più, ha indotto Cai ad un atteggiamento inaccettabile. Ora ci ascolti anche se non è proprio la migliore caratteristica dell’esecutivo. Intervenga prima che sia troppo tardi”.
Il ricorso ai buoni auspici del sottosegretario Letta emerge con chiarezza dalle parole del segretario nazionale della Fil Cgil e appare strano che di fronte al mattatoio di Fiumicini ci sia accorti della situazione con così grave ritardo. Vedremo lunedì gli sviluppi, ma il “non si è fermato nè si fermerà un bel niente” degli “eroi” di Berlusconi non fa ben sperare.
Un comandante ha scritto ad InviatoSpeciale una lettera che pubblichiamo.
Egregio Direttore….
Mi chiamo Paolo e sono un Comandante Alitalia. Ho 42 anni e sono padre di 3 figli.
La prego, non me ne voglia ma ho scelto volutamente di rimanere “anonimo” con un motivo ben preciso: come lei ben sa, nel nostro paese la libertà di espressione e di parola è ormai solo un’utopia. La strada che si sta percorrendo in Italia ha una strategia ben precisa atta a contenere il più possibile ogni forma di protesta legittima da parte dei cittadini a far valere i propri diritti nell’ambito del sociale, anche attraverso forme di repressione. I mezzi informatici sono strumenti potenti ma facilmente intercettabili ed io in un momento come questo ho paura di tutto…nel seguito della mia lettera capirà sicuramente il senso di questa mia scelta.
Le scrivo per esprimerle il disagio, lo stato d’animo e la forte preoccupazione di tutti i lavoratori di Alitalia in questo drammatico periodo.
Non è nel mio stile fare differenze tra i lavoratori, ma credo che la mia storia pur essendo diversa da quella di altre categorie, possa avere un forte legame con i percorsi di vita degli altri lavoratori.
Ho raggiunto alla mia età un livello professionale elevato. Sono in Alitalia da 18 anni e Comandante da circa 10. Una posizione raggiunta con notevoli sacrifici. Una vita dedicata a questa professione ed una dedizione praticamente totale.
Ho iniziato da molto giovane ed il percorso è stato complicatissimo. Anni ed anni di studi, di durissime selezioni e di notti in bianco passate sui libri lontano dalla famiglia. E’ un mestiere molto complesso ed i retroscena purtroppo sono poco noti. La responsabilità che riveste il ruolo di Comandante è enorme sia in termini di legge, sia nei confronti dell’esercente, che verso le vite umane che gli vengono affidate.
Tutto ciò significa che l’etica ed il livello professionale che ci viene richiesto è elevatissimo. Dobbiamo essere costantemente aggiornati sui cambiamenti delle normative, abbiamo l’obbligo di essere periodicamente addestrati e controllati secondo gli standard di sicurezza previsti dalla normativa mondiale. Se il livello professionale richiesto non viene raggiunto, si perdono le funzioni di Pilota o di Comandante e si viene destinati ad altre mansioni.
Poco si conosce della nostra vita privata che spesso viene dipinta come agiata e piena di privilegi. Posso assicurarle che non è così….20 giorni al mese trascorsi lontano dalla propria famiglia senza distinzioni tra Sabati, Domeniche, Natale, Capodanno, e feste comandate. Lontano dai propri figli che non puoi seguire nella loro vita quotidiana…la scuola, i compiti, il catechismo, le varie attività..
I problemi della loro crescita, l’educazione, l’adolescenza….Torni a casa dopo una settimana e li trovi cresciuti, cambiati…parole nuove…gesti nuovi…
E tu che non c’eri, rimpiangi quei giorni passati al telefono mentre avresti voluto essere presente ai gesti dei tuoi figli…ti senti in colpa ma continui a ripetere a te stesso all’infinito che è giusto così perché la certezza del futuro dei tuoi figli dipende solo da te e dalla tua professione.
E per fortuna che a casa c’è tua moglie, una donna splendida..la colonna portante della famiglia che educa i tuoi figli.
Professione…Certezze…Futuro…
Ma quale certezze?? Ma quale futuro??
Da qualche giorno ho ricevuto la lettera di cassa integrazione ed il mondo mi è crollato addosso. Dopo 3 mesi di angoscia tutto è finito nel giro di pochi secondi…
Professione, sogni, progetti futuri, serenità famigliare, sorriso…Nessuna prospettiva per il mio futuro con le certificazioni professionali che scadranno tra 90 giorni…e dopo il buio profondo…a casa senza più lavoro. Umiliato nel profondo dell’animo, come uomo e come professionista. Vergognosi, inaccettabili e lesivi della dignità umana, sono stati i metodi di esclusione da quella che sarà la futura presunta compagnia di bandiera. Gravissime le discriminazioni fatte durante questo processo che hanno portato a non considerare abilitazioni e certificazioni professionali, ad escludere lavoratori con legge 104, madri in part-time o con esonero notturno oppure a mettere in cassa integrazione entrambi i coniugi facenti parte della stessa azienda con figli a carico!!!!
Vuole sapere come hanno fatto a comunicare le lettere di cassa integrazione agli operai di Fiumicino? Li è andati a prendere la security direttamente sul posto di lavoro, li ha radunati tutti in una enorme sala, gli ha requisito i tesserini aziendali e li ha accompagnati fuori dall’aeroporto.
E mentre si consumava questa tragedia, il nostro premier brindava con gli autori di questo massacro…
Non voglio entrare in merito a questa sporca operazione, forse senza precedenti. Non voglio parlare né di sindacati, né di governo e nemmeno di contratti…Non mi importa nulla di tutto ciò.
Il mio è un drammatico grido disperato di rabbia e di dolore che si alza a nome di tutti gli onesti lavoratori di Alitalia che hanno dedicato una vita a questa azienda ai quali è stato tolto il sorriso..
Un dramma sociale senza precedenti per tutte le nostre famiglie..Ed intorno a noi un’assordante silenzio…Forse voluto..Lo stato d’animo dei nostri equipaggi che stanno volando in questo periodo è preoccupante, non voglio spingermi oltre..E per favore che nessuno si azzardi a dire che la responsabilità è dei lavoratori perché questa è una vile menzogna. Chi conosce la vera storia di Alitalia sa benissimo di cosa sto parlando! Capisce ora perché voglio restare anonimo? Ho paura del futuro e non riesco a vivere il presente…
E quando ieri il più piccolo dei miei bimbi mi ha chiesto perché i suoi amichetti dell’asilo avevano già fatto la letterina a Babbo Natale e noi no, non ho saputo rispondere perché l’emozione ha avuto il sopravvento su di me e sono scappato in camera mia a piangere davanti alle spensierate fotografie di quando Papà andava fiero di portarli in volo con lui…
Spero che esista una giustizia divina e che un giorno qualcuno paghi caro per questo dramma sociale che ha colpito solo chi chiede di lavorare onestamente..
Una cosa è certa, se un giorno tornerò a fare il mio lavoro non mi dimenticherò mai di questa sofferenza e nulla sarà più come prima..
Ci sono violenze che nessuna parola di pace potrà mai placare.
A nome di tutti coloro che hanno perso il lavoro
Paolo


Sono un comandante Alitalia da 21 anni. I vostri articoli mi mettono sempre tristezza perchè, purtroppo dicono la verità su questa sporca vicenda. Vorrei sottolineare ancora un volta che nel settore aeronautico i piloti e i tecnici devono avere qualifiche professinali particolari che devono essere mantenute ( a normativa internazionale) continuando ad operare e facendo esami periodici. Se un meccanico non esegue certe operazioni di manutenzione su un determinato velivolo perde le qualifiche. Se un pilota non vola per più di sei mesi perde la qualifica per tipo di aereo. Se poi non si passano i test periodici non è più possibile volare. In questa situazione se perdiamo le qualifiche professionali risulta molto più difficile trovare un lavoro (come se già non fosse difficile). La situazione è quindi pesante e di estrema preoccupazione per tutti.
Saluti
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